11 Apr2013
Scritto da Federico Biella. Pubblicato in Cinema
Ennio Morricone
La resa dei conti (1966)
GDM Music/Legend CD 4215
25 brani (22 di commento + 3 canzoni) – durata: 54’09’’
Tra i molteplici sottogeneri propagatisi in seno al western all’italiana, quello contestualizzato nel Messico rivoluzionario ha come padre indiscusso Sergio Sollima. Sebbene egli abbia più volte affermato che la connotazione politica individuabile nei suoi film è stata tutt’altro che intenzionale, è certo che il suo personaggio chiamato Cuchillo Sanchez, un sottoproletario messicano senza arte né parte, astuto e mendace per necessità, perennemente in fuga per sottrarsi ad una realtà ostile ed iniqua, e tuttavia non privo di spontanei slanci sentimentali e di umanità istintiva, diventerà una delle bandiere della nascente contestazione sessantottesca. Militante o no che sia,
La resa dei conti – primo episodio di una trilogia sviluppata poi dallo stesso regista con
Faccia a faccia (1967) e
Corri, uomo, corri (1968) – resta uno dei tortilla western meglio riusciti per la solidità della sceneggiatura (il cui titolo originale
Il falco e la preda rendeva con più efficacia il tema nodale della caccia all’uomo), per la presenza di caratteri ben delineati e altrettanto ben assimilati dagli attori (convincenti le interpretazioni di Tomas Milian nei panni di Cuchillo e di Lee Van Cleef in quelli del bounty killer Jonathan Corbett), e per la profondità delle riprese (i campi lunghi e lunghissimi ricostruiscono in Almerìa un Texas e un Messico finalmente credibili).
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