Burt Bacharach: Non solo un Hitmaker
Stefano Orlando Puracchio
Burt Bacharach: Non solo un Hitmaker (2026)
Erreci Edizioni
202 pagine, euro 18.00

In diverse occasioni abbiamo parlato del Zeus della “Musica Pop”, ovvero Burt Bacharach – perché di vera e propria divinità compositiva trattasi, <<uno degli artisti che può vantare il maggiore numero di cover>> come ne scrive a ragion veduta Stefano Orlando Puracchio nella sua introduzione a questo libro che stiamo recensendo –, non soltanto quando è venuto a mancare l’8 febbraio 2023, all’età di 94 anni – noi ne abbiamo scritto due giorni dopo, il 10, perché la notizia giunse al mondo proprio in codesta data (leggete qui il nostro Addio) –: lo abbiamo trattato sia menzionando le sue colonne sonore più note sia cover album di artisti di oggi e di ieri che lo hanno tributato più o meno dignitosamente e con originalità (andate in “Cerca” sul sito e inserite Burt Bacharach: troverete molti articoli che lo riguardano (in)direttamente).
Avevamo scoperto l’Uomo dietro il Compositore, Pianista, Direttore d’orchestra, Arrangiatore e Cantante grazie alla splendida ed esaustiva autobiografia del 2013 “Chiunque abbia un cuore – La mia vita è una canzone d’amore” (Mondadori), che vi consigliamo caldamente di acquistare e leggere tutta d’un fiato se veri Fan numeri uno di Bacharach (ma anche se non lo siete, perché lo potreste divenire e sarebbe soltanto un tassello meraviglioso ulteriore nella vostra esistenza di appassionati di Musica con la M maiuscola!), quindi il sopraggiungere di questo “Burt Bacharach: Non solo un Hitmaker”, del giornalista e scrittore romano Stefano Orlando Puracchio, cosa può aggiungere di nuovo alla storiografia di questo Dio della Musica Popolare che è stato un consistente creatore di successi senza sosta (per merito anche delle inspirate, brillanti, sentimentali e vivaci liriche di Hal David), sempre originalissimi, orecchiabilissimi sin dal primo ascolto, seppur non semplici da interpretare vocalmente e strumentalmente – perché elementarità melodica non vuol dire banalità timbrica e armonica; per questo esistono Geni come Burt Bacharach o l’altro suo pari, che ha donato soprattutto alla musica applicata alle immagini tanti, moltissimi di quei temi famosi e cantabili, ossia il premio Oscar Henry Mancini (almeno è quello che da sempre pensiamo di questi Due Compositori, accomunabili da molti punti di vista!) –.
Aggiunge un animato, radioso e altamente aneddotico alternative point of view da acculturato e appassionato Fan Service Man (ha conosciuto la bellezza e memorabilità immediata delle canzoni di Bacharach grazie ad una musicassetta trovata in auto della mamma mentre l’aspettava, facente spesa al supermercato, e lui, ragazzino annoiato ma desideroso di ascoltare un po' di musica nuova, scoprendo il “The Music Man”, come erano soliti i critici musicali chiamarlo all’epoca, con una raccolta di classiche Hits), che sa collezionare, tra centinaia di articoli e stralci di libri altrui menzionati, conviviali consigli utilissimi di dischi da comprare e ascoltare del nostro Burt sparsi qui e là, in una serie di capitoli (15 per l’esattezza) le sue considerazioni/analisi su alcune canzoni e composizioni cinemusicali in dettaglio (vedi la popolarissima “The Look of Love”), e sull’eredità lasciata dal suo comporre e sulle influenze donate ai coevi in varie parti del globo, partendo dagli esordi, dal Jazz di Stan Getz e Carl Tjader che hanno ‘attivato’ il Bacharach che conosciamo e amiamo, arrivando a tratteggiare le molte cover (quelle più rilevanti secondo il suo conoscitivo e profondo gusto, affinato negli anni formativi dietro la figura di questo compositore che è Storia della Musica senza se e senza ma), in specie quelle italiane a fine volume (“Dionne canta in italiano” è uno dei capitoli – scopro, ascoltandolo in sottofondo mentre redigo questo pezzo, che il 33 giri “Dionne Warwick canta Burt Bacharach vol. 1” riporta in copertina il cognome sbagliato della celeberrima cantante: “Warwicke” [oh my gosh!] –) ; d’altronde Puracchio si deve confrontare, senza per questo perdere mai smalto comunicativo e descrittivo in questo libro scorrevole e intrigante pagina dopo pagina, con uno dei Monumenti della Pop Music e anche della Colonna Musicale Cinematica (seppur non facente parte integrale della sua lunga e variopinta carriera), colui il quale (riprendendo pari pari un passaggio del nostro Addio di cui sopra e soffermandoci sul solo nostro campo d’interesse) <<su cinque nomination agli Oscar (in ordine, Ciao Pussycat, Alfie e James Bond 007 – Casino Royale) ne ha conquistati ben tre (miglior canzone “Raindrops Keep Fallin’ on My Head” e miglior score per Butch Cassidy e miglior canzone “Arthur’s Theme (Best That You Can Do)” per Arturo); su tre Emmy ne ha vinto uno (per eccezionale programma singolo - Varietà o musical - Varietà e musica popolare “Singer Presents Burt Bacharach”); su due Bafta se n’è aggiudicato uno (Butch Cassidy); due ASCAP Film and Television Music Awards (Butch Cassidy e Arturo); su sette candidature ai Golden Globe ne ha vinti due (miglior score Butch Cassidy e miglior canzone “Arthur’s Theme (Best That You Can Do)” per Arturo); su ventidue Grammy ne ha ottenuti otto in diverse categorie (Alfie, Butch Cassidy, la canzone dell’anno “That’s What Friends Are For” interpretata da Dionne Warwick, Elton John, Gladys Knight & Stevie Wonder, alla carriera e per alcuni album pop con l’amico fidato Elvis Costello)>>.
L’autore di questo volume, se ancora non vi è chiara la linea divulgativo-aneddotica perseguita, tende ad avere l’obiettivo di <<un’agile monografia mirata. Il presente lavoro, pertanto, analizzerà una mezza dozzina di aspetti specifici legati al percorso artistico di Bacharach: alcuni lo riguardano direttamente, altri invece sono legati alle cover delle sue canzoni che, nel corso degli anni, sono state realizzate da altri artisti. Questo libro, quindi, un po' arricchisce quanto è stato già scritto da altri autori e un po' porta in avanti lo studio dell’opera dell’artista>>. Più di questo, non resta altro che cimentarvi nella lettura e (ri)scoprire non solo un Hitmaker!
