52 serie da vedere prima di morire
Alice Grisa
con la collaborazione di Emanuele Zambon
52 serie da vedere prima di morire - Dove, come, quando e perché
guardarle almeno una volta nella vita (2025)
Gremese
ISBN 978-88-6692-231-5
Pagine: 256 – a colori
Prezzo: € 22,00

Da molti anni a questa parte sono dell’opinione (assai condivisa non solo dalla critica specializzata ma dai reali fruitori, gli spettatori, coloro che decretano di fatto il successo effettivo di qualsivoglia forma d’arte, nel bene e nel male) che la qualità delle serie TV supera di gran lunga quella del Cinema, oramai fossilizzatasi su sé stessa da tempo e relegata a cantarsela e suonarsela sempre sui medesimi Generi che hanno ampiamente toccato (e superato, soprattutto nel nostro Bel Paese) il fondo del barile anche quando vengono additati come dei Nuovi Capolavori, in specie dalla blasonata e cieca o peggio ancora sonnolenta critica veterana.
La serialità è superiore, in molteplici occasioni, per scrittura, recitazione, narrazione, colonna sonora, messa in scena e realizzazione tecnica; e ciò non dipende esclusivamente dal fatto che la durata è più estesa rispetto ad un film così da poter sviluppare meglio la storia, come comunemente enunciano stoltamente i detrattori della serialità, che il più delle volte parlano a sproposito solo per partito preso, senza nemmeno aver guardato un episodio o, boriosamente perché si sentono Superiori, abbandonata a metà – certamente i gusti so gusti e soggettivamente se non ti acchiappa, non c’è verso che possa farlo ostinandocisi sopra (e ve lo dice uno che è un ‘divoratore’ accanito di serie e ne ha lasciate tante per svariati motivi) –; nondimeno esistono sempre le seconde possibilità, riscoprendo così di aver errato nel giudizio affrettato e rimanendo colpiti dall’unicità del prodotto seriale che si rischiava di non conoscere fino in fondo, nel modo corretto. Il libro, edito da Gremese, di Alice Grisa, con la collaborazione di Emanuele Zambon – la prima scrittrice, giornalista, autrice, esperta di moda, lifestyle, cinema e serie tv, avendo lavorato anche per diverse testate e Mediaset; il secondo critico cinematografico, scrittore di volumi su film e serie tv, podcast e redattore per diverse riviste di settore culturale e cinematico – “52 serie da vedere prima di morire - Dove, come, quando e perché
guardarle almeno una volta nella vita” certifica, intensifica, esalta e incuriosisce maggiormente quel valore e qualità, di cui sopra descrivevo le mie motivazioni, di alcune serie TV – precisamente, come enuncia a chiare lettere, 52 (anche se al suo interno altre vengono menzionate collateralmente, oltre a pellicole che hanno ispirato le medesime) – tra titoli di enorme successo mediatico ed altre (forse) di nicchia – vengono ‘raccontate’, giusto per citare quelle appartenenti alla categoria di notevole richiamo internazionale, Stranger Things, Bridgerton, Il trono di Spade, Squid Game, Lost, The O.C., The Big Bang Theory, Desperate Housewives, Breaking Bad (copertina del libro), Emily in Paris, La casa di carta – con un piglio narrativo-aneddotico davvero e tanto appassionante da divorarlo in una sorta di “binge watching” (o maratona televisiva) come si confà al migliore e più serio frequentatore di serialità che si rispetti. La Grisa, e Zambon al seguito, sa come ‘raccontare’ l’essenza di ogni serie TV facendo incuriosire chi ancora non l’ha vista e invogliando a rivederla sotto altra prospettiva chi l’ha già divorata ampiamente, anche più volte – io e mia figlia Gaia The Big Bang Theory, come anche Friends, Modern Family o Brooklyn Nine-Nine e How I Met Your Mother (altra serie cult di cui si scrive in questo corposo libro), l’abbiamo ripetutamente viste e riviste – e già per questo motivo è un volume da leggere con attenzione e godimento massimi e averlo nella propria libreria di aficionados del piccolo e grande schermo.
Nel leggere “52 serie da vedere prima di morire” mi è sovvenuta la stessa vivacità, leggerezza ed eleganza colta e un appassionato approfondimento di ogni genere seriale tratteggiato con concreta gioia ‘nerd’ – termine che uso non dispregiativamente ma con sommo orgoglio dato che lo sono fin dalla tenera età di 8 anni (e adesso ne ho 53) – che provavo ad ogni riga letta dei due libri (sempre da me recensiti in questa testata) “Film Pop Anni ’80 & ’90” di Matteo Marino, Eva Cabras e Simone Stefanini per Becco Giallo Edizioni. Non basta essere egregi giornalisti cinefili per scrivere un volume eccellente sul cinema e la serialità tv, bisogna essere innanzitutto reali appassionati che hanno rivisto mille e mille e mille volte film e telefilm (come si chiamavano una volta) e anche tanto nerd, altrimenti si incappa in una descrizione (magari) appropriata ma sterile, perché senza quella empatia doverosa da farti amare (e voler rileggere) ogni pagina e quindi (ri)vedere quella tal pellicola o serie con altri occhi e orecchie; nel caso delle orecchie, che sono nostro primario organo per sentire le colonne sonore che trattiamo con amore e dedizione assolute in questo sito, il volume parla anche dell’aspetto della colonna musicale di ogni serie analizzata, con il nome di “La Playlist”; difatti il libro utilizza alcune categorizzazioni per esaminare puntigliosamente e brillantemente ognuno dei 52 titoli selezionati: “Quando vederla”, “Per chi”, “L’oggetto da avere”, “Il viaggio”, “Cosa non sapevi”, “La Playlist”, “Next Stop…”, che suppongo non abbiamo bisogno di spiegazioni ulteriori su cosa vanno a descrivere. Ogni categoria, torno a ribadire, è scritta con tal passione da appassionare il lettore e farlo infervorare ad una (re)visione post lettura sicuramente diversificata e gaudente oltre ogni immaginazione. D’altronde l’autrice scrive che <<Questo non è solo un libro sulle serie TV. E’ un libro sulle serie che ci hanno cambiato: storie che hanno riscritto il nostro modo di guardare, parlare, pensare, perfino di vivere>>. Sottoscrivo pienamente e consiglio vivamente!
