L’uomo che fece suonare Hollywood – Vita e opere di Erich Wolfgang Korngold attraverso le lettere
A cura di Lis Malina
L’uomo che fece suonare Hollywood – Vita e opere di Erich Wolfgang Korngold attraverso le lettere (2024)
Libreria Musicale Italiana – Biblioteca LIM 13
28 euro – Pagg. 230
Un libro di tale portata su di un compositore – che poi in questo caso “per il Cinema” è irrilevante…ma nemmeno più di tanto ad esser sinceri –, da quanto rammenti (tuttavia sono certo di errare), non è stato mai presentato o pensato e di conseguenza messo alle stampe. La signora Lis Malina, minuziosamente, deditamente e rispettosamente ha raccolto in questo volume molta corrispondenza del Maestro Erich Wolfgang Korngold, divulgata per la prima volta in lingua italica ed il più possibile esaustiva, che descrivere emozionante, illuminante e a tratti appassionante potrebbe apparire sottovalutante, perché in esso vi è molto di più: è un libro biografico ma al contempo non prettamente tale; un libro su un compositore enfant prodige riconosciuto a pieno diritto tra i padri fondatori (o il padre) della Musica per Film ma non solo; un libro sulla sua vita e quella dei suoi cari e dell’essere costretti a migrare dall’Austria agli Stati Uniti a causa delle leggi razziali durante la Seconda Guerra Mondiale (e in questo ha tutto il fascino romanzato e reale nel medesimo tempo, da costruirci e girarci più di un film, del libro di Mario Nascimbene “Malgrè Moi, musicista” – edizioni del leone, 1992, che se non avete letto dovrete colmare tale lacuna); un libro sul profondo dolore di Korngold di essere riconosciuto in quegli anni di frenetica attività compositiva esclusivamente come autore di musica applicata alle immagini e non di Musica (vi ricorda il compianto Morricone?).
Una sequela di lettere, di testimonianze, tradotte accuratamente e con notevole difficoltà, data la scrittura il più delle volte poco leggibile (ne sanno qualcosa coloro i quali devono ‘interpretare’ le ricette mediche) dapprima dal tedesco in inglese e poi in italiano per questo eccellente volume, tra Korngold ed i suoi contemporanei colleghi, tra lui e la moglie Luzi, tra lui ed i familiari, tra lui ed il suo Tempo, che fa ancor di più venir voglia di andarsi a leggere (se non lo si è già fatto) altri libri su questo immenso compositore, prodigioso nella scrittura di colonne sonore, opere, sinfonie, concerti per singoli strumenti e molto altro. Sentitamente emozionale la dichiarazione della nipote di Erich, Kathrin Korngold Hubbard, nella prefazione: <<Come mio padre usava raccontare, per loro l’arrivo a Hollywood era stato come se “fossero su di un’isola, e vivessero circondati da estranei”. Non posso che immaginarmi come sia stato difficile essere strappati dalla loro patria contro il loro volere, e dover emigrare in una terra di cui non conoscevano né la lingua né le persone e le loro abitudini. Il fatto che nel 1943 mio nonno ottenesse la cittadinanza americana e più tardi dedicò la sua Sinfonia in Fa diesis al ricordo di Franklin Delano Roosevelt, testimonia la sua riconoscenza, e anche quella degli altri amici emigrati, verso la nuova patria>>. Le musiche di Korngold furono bollate per il loro esagerato modernismo dal Nazismo come “degenerate”. Il compositore, di cui, mentre redigo questa recensione, ascolto in sottofondo un quadruplo CD che dovreste assolutamente possedere nella vostra collezione di audiofili, ossia “Erich Wolfgang Korngold – Orchestral Works 1 – 4” su etichetta WDR, con le magistrali esecuzioni della Nordwestdeutsche Philharmonie diretta da Werner Andreas Albert, nacque a Brno in Cecoslovacchia nel 1897, scomparso a Los Angeles in California nel 1957, si dimostrò prodigio esecutivo e compositivo fin da ragazzino, esibendosi dal vivo come pianista, direttore d’orchestra e performer di sue composizioni (così fu per il nostro Nino Rota), divenendo autore di opere liriche, sinfoniche, scrittura cameristica, corale e solistica, musiche per il teatro (soprattutto quello di Max Reinhardt, di cui vi sono scambi epistolari in questo libro) e colonne sonore per la Settima Arte. Come descritto magnificamente dal compianto critico Ermanno Comuzio nel suo imprescindibile “Musicisti per lo schermo”: <<Il suo stile si innesta nella tradizione del tardo romanticismo tedesco (Mahler, Strauss) [ascoltate il “Prelude & Serenade” da Der Schneemann del 1908 per chiarivi le idee su chi fosse Korngold musicalmente], non insensibile d’altro canto alle suggestioni della scuola impressionistica francese>>.
Ha realizzato alcune importanti score tra il 1935 e il 1946, componendo veri e propri Monumenti Sonori per pellicole quali Capitan Blood, La leggenda di Robin Hood (primo Oscar per le migliori musiche), Il conte di Essex, Lo sparviero del mare e Il lupo dei mari, tutti del sodale regista Michael Curtiz, Avorio nero (secondo Oscar) di Mervyn Le Roy, Delitti senza castigo di Sam Wood (film e score ben noti perché John Williams, estimatore dell’operato compositivo korngoldiano, ne trasse ispirazione per scrivere il famoso tema portante di Star Wars), etc. Questo libro, come accennato poco sopra, è un eccezionale contributo all’Arte della Musica (non solo) di Korngold attraverso queste lettere, incorniciate da una parte iconografica interessante, alcune vignette e disegni, nonché spartiti e in coda un indice delle composizioni per numero d’opera, in cui ci si delizia e ci si accultura grazie a scambi epistolari con, a parte i succitati, Giacomo Puccini, Igor Stravinsky, Bruno Walter, Arnold Franz Walther Schönberg, Richard Strauss, Ronald Reagan e tanti altri.
Se desiderate, quindi, conoscere il Suono di Hollywood e chi lo ha concettualizzato in tutte le sue strutture, aprendo a molti altrettanto geniali colleghi (vedi Bernard Herrmann, Jerry Goldsmith e John Williams) la strada del successo nell’Ottava Arte, andate ad acquistare senza indugio questo libro e ne avrete massima soddisfazione e un pizzico di cultura cinemusicale (e di più) che non guasta mai.
