L'Assedio di Siracusa
Angelo Francesco Lavagnino
L'Assedio di Siracusa (1960)
Digitmovies (CDDM138)
29 brani – durata: 68'08''
Musicalmente l'approccio dell'autore, ricercatissimo all'epoca per questo genere di peplum all'italiana, si è mosso sulla falsariga dei suoi lavori coevi, dividendo virtualmente in due lo spartito: da una parte il sinfonismo eroico, che fa uso di un largo spettro di linguaggi musicali (dalla musica dodecafonica per i momenti più enigmatici al consolidato immaginario respighiano di battute serrate per timpani e ottoni fino alle fanfare grandiosamente orchestrate che commentano le sorti della battaglia); dall'altra, un trasversale leitmotiv arciromantico, ispirato alle sequenze liberamente introdotte dalla rivisitazione cinematografica, che vorrebbero Archimede diviso tra due donne, Diana e Clio. Da antologia, proprio per quanto attiene al fronte “rosa” del film, il rigoglioso love theme che attraversa la partitura come un fiume carsico e che fa la sua prima comparsa nel brano “L'Assedio di Siracusa” dominato dagli archi. Nel prosieguo esso è perfettamente inserito nelle maglie di un discorso musicale sempre molto fluido, in virtù di versioni alternative completamente differenti che si adattano con sorprendente sensibilità allo svolgimento narrativo. Ad esempio, in “Diana fa il bagno e incontro con Archimede”, la linea melodica è esposta dagli ottoni in primo piano mentre l'orchestrazione trasmette un senso di brio con i suoi accostamenti di arpe e flauti e alle voci angeliche del coro femminile; altrove (“Scena d'amore al mare”) la frase è ripresa dal violoncello solista. Si incontrano anche dei casi di completo rimaneggiamento della stessa (“L'ombra del passato”). Sul fronte propriamente guerresco del film, Lavagnino inventa dei brani marziali da incorniciare per la carica evocativa che trasmettono (le fanfare de “Il nuovo console Claudio Marcello” e “Preparativi alla battaglia marina”), facendo anche leva sugli ossessivi tempi binari scanditi dai timpani. Gli espedienti minimalisti nella “Fuga e morte di Clio” e il materiale atonale che riversa nella più prolifica “Battaglia marina”, sono indici di una complessa trama musicale che fa appello a tutte le sfumature disponibili. Del resto l'esuberante brano di quattro minuti intitolato “La battaglia continua e gli specchi di Archimede”, è in qualche modo la quadratura del cerchio con la sua sintesi di epicità e sentimentalismo, cui fa da contraltare l'assorta e introspettiva “Siracusa assediata e Archimede uccide Gorgia”. A fronte della sua marcata classicità, lo score è arricchito da alcuni elementi esotici (si noti l'uso del flauto dolce in “Ritorno a Siracusa e Clio tra gli ulivi”), che culminano nelle due danze dall'atmosfera “idillica” (“Clio e arrivo carovana delle danzatrici”, “Il passato di Diana e serenità familiare”), per le quali del resto non si può parlare di una strumentazione propriamente etnica. Da evidenziare in conclusione il balletto per orchestra (“Balletto sulla nave”), che mescola appunto le arie simil-arcaiche con il linguaggio colto della musica sinfonica, ulteriore esempio della straordinaria poliedricità del maestro Lavagnino.
