Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records – Parte 3

Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records – Parte 3
Ancora una volta ‘Pillole di Note’ – ossia mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile – torna ad analizzare l’etichetta americana La-La Land Records, dividendo per l’ennesima volta la rubrica in più parti causa la consistente massa di sue uscite di colonne sonore (l’ultima serie di recensioni risale ad aprile scorso): https://lalalandrecords.com/
Leo Birenberg & Zach Robinson
Cobra Kai – Stagione V (Cobra Kai – Season V, 2022)
La-La Land Records LLLCD 1605
CD 1: 36 brani – Durata: 76’57”
CD 2: 17 brani – Durata: 76’31”

Il duo Birenberg & Robinson si riconfermano vincenti nel commentare la quinta stagione della serie evento, dal successo sempre crescente rispetto ai suoi esordi quasi in sordina su YouTube, come webseries esclusivamente per i fan della saga filmica capostipite Karate Kid con gli score incancellabili di Bill-Rocky-Conti, di cui la giovane coppia di compositori ha usato via via alcuni temi portanti. Questo spin-off fin dal debutto ha potuto contare sulle musiche originali di Leo Birenberg (Jurassic World: Campo cretaceo, Die Hart) & Zach Robinson (Die Hart, Florida Man), addirittura superanti la pur dignitosa qualità del prodotto seriale, perché sempre alla ricerca della sorpresa compositiva o della citazione meticolosa, come sostenuto ampiamente nelle mie scorse recensioni. In questo doppio CD, con oltre 152’ di score, i brani action sono superlativi (per merito di ottimi solisti e della svettante The Budapest Scoring Orchestra), facendola da padrone incontrastato, con l’aggiunta di vecchie e nuove melodie dalle nuance (ovviamente) orientaleggianti, con marcati accenti generali tra il moderno e il sound electro-pop-rock anni ’80 di riferimento della pellicola caposaldo del 1984: si ascoltino a ripetizione, su una mole di tracce davvero pregevoli, brani quali “Enchilados”, “White Lightning”, “Sensei Joe”, “Cleanin’ for the Boys”, il Main Theme Extended “Strike First”, “World of Payne”, “The Fifth Battle of Kawanakajima” e “Finish Him”.
Tom Holkenborg
Sonic 2 – Il Film (Sonic 2 The Hedgehog, 2022)
La-La Land Records LLLCD 1598
22 brani – Durata: 57’33”

Un mickeymousing funambolico e cinicamente divertito e una tuonante e assalente sarabanda epico sinfo-pop, come per il primo film del 2020, ricoprono ogni fotogramma di questo sequel tratto dal noto videogame. Le musiche ancora una volta sono affidate a Tom Holkenborg che le compone, orchestra, produce, programma, mixa e masterizza, assistito da quattro additional composers e tre orchestratori, e una volta di più fanno il loro onorevole lavoro sulle immagini. Risaltano all’orecchio i brani ultra dinamici o pomposamente impetuosi “Blue Menace”, “Sonic, Meet Knuckles”, “The Master Emerald”, “You Know Nothing About Me” (qui spicca il leitmotiv eroico principale), “Sinister” e “Team Vs Robotnik”. Uno score che si ascolta gradevolmente, anche se qui e lì non propriamente originalissimo e debitore di alcune soluzioni del mentore Hans Zimmer per i film d’animazione.

James Horner
Il Grinch (Dr. Seuss’ How The Grinch Stole Christmas, 2000)
La-La Land Records LLLCD 1611
25 brani – Durata: 72’47”

Nel 2000 Ron Howard diresse un iperbolico e truccatissimo (irriconoscibilmente verdastro e arruffato) Jim Carrey nel natalizio e cult Dr. Seuss’ How The Grinch Stole Christmas con le musiche del compianto James Horner, che nell’album dell’epoca era presente con nove tracce (invece in questa versione estesa finalmente con 25 brani), tra cui la canzone del tema principale, “Where Are You Christmas?” interpretata da Faith Hill su liriche di Will Jennings e Mariah Carey, che in questo CD non è stata inserita, dove il delicatissimo leitmotiv da carola natalizia viene cantato dalla vocina della bimba protagonista Taylor Momsen nel pezzo “Christmas, Why Can’t I Find You?” – invero già nel CD del 2000 su etichetta Interscope Records, nel quale vi erano estratti dei dialoghi e pimpanti canzoni rap, pop e rock, tra cui “You’re a Mean One, Mr. Grinch” con la performance versatile di Carrey (canzone scritta per il film d’animazione del 1966 da Theodor S. Geisel, al secolo il Dr. Seuss, e Albert Hague) che con disinvoltura passa dal blues al jazz alla lirica, anche in questo album (traccia 18) –. Lo score di Horner per questa fiaba del Dr. Seuss è una vera immensa gioia per l’udito tra mickeymousing sfrenato (“Grinch As Cheermeister”, con interpolazione del Momenti di gloria di Vangelis), citazioni del Nino Rota felliniano (“The Grinch In School”), pagine movimentate (“Celebration Breakdown”, “The Big Heist”) e brillantemente celebrativo (“The Sleigh of Presents”), con molto altro ancora sul pentagramma. Insomma vi è tutto ciò che amiamo del compositore losangelino scomparso nel 2015 troppo prematuramente. Questa Expanded Edition colma finalmente la troppo concisa versione precedente con tanta di quella musica in più che le sempre eccellenti orchestrazioni e direzioni d’orchestra animose horneriane arricchiscono, gratificando non poco il fruitore suo Fan.

James Horner
Giochi di potere (Patriot Games, 1992)
La-La Land Records LLLCD 1595
CD 1: 13 brani – Durata: 46’31”
CD 2: 12 brani – Durata: 43’21”


James Horner
Sotto il segno del pericolo (Clear and Present Danger, 1994)
La-La Land Records LLLCD 1596
CD 1: 20 brani – Durata: 59’49”
CD 2: 18 brani – Durata: 58’08”

Harrison Ford in uno dei suoi tanti ruoli iconici, l’ex agente CIA irlandese-statunitense Jack Ryan – dapprima con il volto di Alec Baldwin in Caccia a Ottobre Rosso (musica di Basil Poledouris) e via via interpretato da Ben Affleck in Al vertice della tensione (score di Jerry Goldsmith), Chris Pyne in Jack Ryan – L’iniziazione (partitura di Patrick Doyle) e John Krasinski nella serie Jack Ryan (score di Ramin Djawadi) – protagonista nato dalla penna dello scrittore Tom Clancy per la sua serie di libri stampati tra gli anni Ottanta e il 2015, diretto in Giochi di potere e nel sequel Sotto il segno del pericolo da Phillip Noyce con le musiche di James Horner, di cui quella del 1992 si aggiudica l’ASCAP Film and Television Music Awards. Le due colonne sonore ivi recensite, una volta per tutte in versione integrale, contenenti anche le album versions degli anni ’90 (vedi il noto pezzo dei Clannad “Harry’s Game”) e molti brani diegetici di provenienza classica (Mozart, Chopin) o tradizionali, sono un corposo bignamino sonoro di tutto ciò che precedentemente Horner aveva congeniato per le pellicole thriller d’azione spionistico-avventurose e non solo (vedi qualche rimando agli action Danko o 48 ore e allo sci-fi-horror Aliens – Scontro finale con il quasi plagio dell’Aram Khachaturian del “Gayane Ballet Suite (Adagio)” in “Electronic Battlefield”), ad ogni modo perfette sul girato e separate da esso. Le due soundtracks sono un equo mix di suoni synth, melodie irlandesi date dalla provenienza del personaggio principale, toni ambientali spesso cupi, percussioni pesanti e ripetute, marce militaresche, pagine vigorosamente ardite, il tutto come ad indicare l’inevitabilità degli aspetti più drammatici, adrenalinici e segreti delle storie narrate. Non vi sto a citare le tracce più esemplari perché questi due album sono una piacevole scoperta orchestrativa e strumentale ad ogni sentire. Dai, una su tutte: “The Ambush” da Sotto il segno del pericolo.

Jerry Goldsmith
L’erba del vicino (The ‘Burbs, 1989)
La-La Land Records LLLCD 1615
44 brani – Durata: 78’22”

C’è un certo cinema di intrattenimento anni ’80, a stretto filo con il genere fantasy-horror, sci-fi-avventuroso o grottesco-comico-thriller, che grazie alle colonne sonore di Jerry Goldsmith è rimasto ancorato nella memoria cinefila dei ragazzi del tempo: esempi lampanti sono film, divenuti col passare degli anni dei veri e propri Cult (sicuramente non solo per meriti narrativo-attorial-visivi), quali Gremlins (1984), Explorers (1985) e Salto nel buio (1987), tutti diretti da quel geniaccio buontempone di Joe Dante. Ed anche questo L’erba del vicino del 1989 è annoverabile tra i suddetti, baciato da idee e melodie goldsmithiane che, a parte i richiami velati ad alcuni western (“Let’s Go”) del suo carnet e palesi all’inossidabile Patton, generale d’acciaio (Patton) del 1970 diretto da Franklin J. Schaffner (“Night Work (Main Title)”, “Bad Karma”, ed altri cinque brani), rendono questa pellicola ancora più fuori di testa e avvincente nell’ascolto e nello scoprire le peripezie affrontate da un gruppo di vicini, capitanati da Tom Hanks, di una cittadina di periferia americana interessati dai nuovi singolari arrivati che vivono isolati in una vecchia casa: i Klopek. Goldsmith, come al solito, è in linea con ciò che avviene sullo schermo, attraverso pagine d’azione iper movimentate (“The Garage”), bizzarre (“My Neighborhood”), mickeymousing e tematiche (“Square One (End Credits)”) che sono diventate nella filmografia del sodale Dante un trademark. Nel CD edizione estesa vi sono ben 11 versioni alternative e filmiche.

Hans Zimmer
The Weather Man – L’uomo delle previsioni (The Weather Man, 2005)
La-La Land Records LLLCD 1590
25 brani – Durata: 56’11”
Lo Zimmer di questa partitura è quello che preferisco da sempre, insieme a quelle sue score per i film d’animazione. The Weather Man – L’uomo delle previsioni del regista amico Gore Verbinski – quello di La maledizione della prima luna, Rango e The Lone Ranger – con Nicolas Cage, Michael Caine e Hope Davis, è basato su di un meteorologo di Chicago, separato dalla moglie e dai figli, che mette in dubbio il proprio successo professionale e personale, e il compositore due volte premio Oscar costruisce intorno al suo protagonista uno score dai tratti new age simil morriconiani (il tema portante in “Refreshing” co-composto con James S. Levine), bluegrass onirici (“Driving with Dad”), funky (“19th Century Noble Man”) e raggae (“Can We Shop Here?”). In verità questa OST è co-firmata da David Baerwald, Martin Tillman, Clay Duncan, Ryeland Allison, Melissa Muik e il succitato Levine. In alcuni casi lo score ricorda certe soluzioni armoniche di A spasso con Daisy (“Shelly Goes New York Style”).

