Au cinéma ce soir
AA.VV.
Au cinéma ce soir (2023)
Jean-Marc Luisada, piano
La Dolce Vita LDV118
14 brani – Durata: 74’42”
“Il cinema è probabilmente l’unico posto al mondo dove un uomo può piangere, anche singhiozzare, senza la minima vergogna” così asserisce il celeberrimo pianista francese, ma tunisino di nascita, e appassionato cinefilo, Jean-Marc Luisada, in questo suo album prettamente ‘piano solo’ in cui ci destina alcuni leitmotiv di compositori classici e di musica per il cinema da ascoltare “con le orecchie e gli occhi ben aperti”, come ci tiene a evidenziare nella lunga intervista presente nel libretto del CD. E di commozione da pianto sia di gioia sia di struggimento ne induce molta l’esecuzione a dir poco accorata e sentita di questi 14 brani in oltre un’ora d’ascolto tra un Nino Rota, Gustav Mahler, Richard Wagner, Wolfgang Amadeus Mozart e un Johannes Brahms, Scott Joplin, Frédéric Chopin e George Gershwin. Stavolta una commozione sine pudore e singhiozzante da vivere non nel buio di una sala cinematografica bensì comodamente nel salotto o in qualsivoglia altra stanza di casa propria, perché la performance di Luisada è sì implicante e fasciante, ancorché la selezione messa a risuonare sui tasti del suo pianoforte la si può benissimo descrivere come indotta quasi obbligatoriamente e funzionalmente invogliante, pur tuttavia di quella tipologia performativa che può (e deve) essere ammirata e amata anche da chi – come il sottoscritto – non è un grande appassionato degli album di cover pianistiche di qualsiasi genere musicale. In questo caso, Luisada, che all’età di 16 anni ha intrapreso gli studi al Conservatorio di Parigi con Dominique Merlet e Marcel Ciampi (pianoforte) e Geneviève Joy-Dutilleux (musica da camera), vincitore del quinto premio all’XI Concorso Pianistico Internazionale Chopin di Varsavia, esibendosi successivamente in Europa, Stati Uniti e Asia, vero esperto, per l’appunto, di Chopin, e considerato un brillantissimo esecutore pianistico dalla critica e dai colleghi nel mondo, in questo CD si cimenta con leitmotiv, sinfonie e variazioni, come suddetto, di compositori classici e di musica applicata alle immagini, tutti intelligentemente ed opportunamente usati sul grande schermo: più precisamente, in quest’ordine di track list, ne La dolce vita (Federico Fellini, 1960) di Rota con “Tema principale”; Morte a Venezia (Luchino Visconti, 1971) di Mahler con “Sinfonia n°5: Adagietto”; Gli inesorabili (Unforgiven, John Huston, 1960) di Mozart con “Fantasia in Re minore K.397”; Gli amanti (Les amantes, Louis Malle, 1958) di Brahms con “Tema e variazioni in Re minore”; La stangata (The Sting, George Roy Hill, 1973) di Joplin con “Solace”; Manhattan (Id. – Woody Allen, 1979) di Gershwin con “Molto moderato – Andantino moderato – Agitato e misterioso” da “Rapsodia in blu”; Appuntamento a Bray (Rendez-vous à Bray, André Delvaux, 1971) di Brahms con “Andante moderato – Andante non troppo – Andante con moto” da “3 intermezzi op.117”; Il Casanova di Federico Fellini (Federico Fellini, 1979) di Rota con “2 valzer sul nome di Bach – N.1 Valzer del circo”; Ludwig (Luchino Visconti, 1972) di Wagner con “Elegia”; Sussurri e grida (Cries and Whispers, Ingmar Bergman, 1972) di Chopin con “La mazurka in La minore op.17 n°4”. Come avete potuto ben leggere, brani noti e magari abusati nella Settima Arte e in compilazioni dedicate all’Ottava Arte, però sempre e comunque riascoltabili e (magari) ascoltabili per la prima volta obliquamente grazie all’esecuzione, dal suono limpidissimo e acutissimo anche nei pianissimi, ordunque non disturbante, anzi maggiormente ammaliante e coinvolgente, di un Luisada che sa toccare le corde (non esclusivamente quelle del piano) dell’animo cinefilo e musicale di cultori di note tra le immagini, di cui Lui stesso fa parte; e questo farne parte traspare da ogni esecuzione, da ogni movimento delle mani tra e sopra i tasti del suo pianoforte, che sa essere accarezzato, riscritto, sfiorato, ripreso e riverberato a seconda del leitmotiv e della pagina affrontata con passionale stordimento e affettuosa rievocazione di un Cinema che fu, cesellato da grandissimi registi e attori e accompagnato da musiche sia originali che preesistenti che non fecero altro che esaltarne già di suo le incalcolabili qualità.
