Age&Scarpelli Suite - Le più belle musiche dei film della Commedia all'Italiana
AA.VV.
Age&Scarpelli Suite - Le più belle musiche dei film della Commedia all'Italiana (2023)
Felix Trio
Glider/Believe
4 brani – Durata: 57’00”
Il Felix Trio alias Matteo Scarpelli al violoncello, Catia Capua al pianoforte e Riccardo Bonaccini al violino, con l’aggiunta per questo album di Amedeo Ariano alla batteria e Diego Di Paolo al contrabbasso, hanno messo alle stampe questo CD, eccellentemente prodotto da Gianluca di Furia, con l’intento di riportare l’attenzione dell’uditore, sia cinefilo che neofita, sul mondo di Age & Scarpelli, al secolo Agenore Incrocci (Brescia, 4 luglio 1919 – Roma, 15 novembre 2005) e Furio Scarpelli (Roma, 16 dicembre 1919 – Roma, 28 aprile 2010), due dei padri della vera Commedia all’Italiana, invece che sui soliti registi o compositori ampiamente battuti e ribattuti in miscellanee di questo tipo.
I due soggettisti e sceneggiatori pluripremiati e candidati ai Nastri d’Argento, agli Oscar e ai David di Donatello, Age & Scarpelli, sono stati capaci di umanizzare, disumanizzare, esteriorizzare il finto benessere e il reale malessere, ridicolizzare, abbonire, addolcire e ridare valore al “tessuto connettivo della cosiddetta commedia all’italiana” (L’Universale Le Garzantine) nel loro lungo sodalizio dagli anni ’50 sino ai ‘70 che ha, tra ironia, sarcasmo, dissacrazione, tragedia e amorevolezza, dirottando quasi sin dagli inizi “la loro attenzione verso tematiche più sociali, ma sempre velate d’ironia" (L’Universale Le Garzantine), sfornato capolavori quali, giusto per menzionare i più noti, I soliti ignoti (Monicelli, 1958), La grande guerra (Monicelli, 1960), I Mostri (Risi, 1963), Sedotta e abbandonata (Germi, 1964), L’armata Brancaleone (Monicelli, 1966), Il buono, il brutto, il cattivo (Leone, 1966), Dramma della gelosia, tutti i particolari in cronaca (Scola, 1969), C’eravamo tanto amati (Scola, 1974) e via elencando, andando a pescare in un centinaio di opere filmiche da loro ideate e portate su fotogramma dai geni registici di un nostro Cinema che, ahimè, non c’è (quasi) più. Come quelle colonne sonore scritte da altrettanti geni compositivi del nostro Bel Paese, quali (e cito solo quelli presenti in questo album che sono già una nutrita e poderosa rappresentanza) Carlo Rustichelli (Signori & Signore, Sedotta e abbandonata, L’armata Brancaleone), Ennio Morricone (Il Buono, il Brutto, il Cattivo), Armando Trovajoli (C’eravamo tanto amati, Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?, La famiglia, I mostri, Dramma della gelosia), Alessandro Cicognini (La banda degli onesti, Padri e figli), Nino Rota (La grande guerra, Il maestro di Vigevano), Angelo Francesco Lavagnino (Bravissimo, Tutti a casa), Luis Bacalov (Il postino), Piero Umiliani (I soliti ignoti, L’audace colpo dei soliti ignoti) e Riz Ortolani (Teresa la ladra).
La felice ed eccelsa selezione, con alcuni temi non usati in altre raccolte, del Felix Trio, concernente questo CD concepito nel 2019 in occasione del centenario della nascita di Furio Scarpelli, di cui il violoncellista Matteo è il figlio, porta alla realizzazione di quattro meravigliose “Suite” per un totale di quasi un’ora di musica spaziante tra i generi – dal dramma alla commedia, dal western al film di guerra, dal comico al tragicomico e sottogeneri acclusi –. Le pregevoli e virtuosistiche performance ottimamente ondeggiano e ricalcano nello spirito pentagrammato (senza, però, essere mera riproduzione degli originali) le partiture dei cotanti suddetti compositori in 19 esposizioni – per riportare scherzosamente (come avrebbero fatto sicuramente Age & Scarpelli con la loro ineffabile classe) una composizione stranota di Modest Musorgskij (1839 - 1881) “Quadri di un’esposizione” – che sanno essere dinamiche, teneramente sentimentali, brillanti, eleganti e rispecchianti tutti quei personaggi, trame, ambientazioni e periodi storici trattati con arguta e incancellabile bravura e artigianale (nel senso più elevato del termine) piglio che soltanto il nostro Cinema è riuscito a elargire nella Golden & Silver Age della Fabbrica dei Sogni di casa nostra…anche per merito di quei Compositori, di cui sopra e non solo, che in note hanno espresso l’invisibile ‘non-detto’ e il palesemente ‘detto’ magnificamente su pellicola.
Il Felix Trio in queste 4 “Suite”, tra divertite, divertenti, emotive e robuste nuance classiche e jazzate, che racchiudono leitmotiv che consapevolmente o meno ci hanno accompagnato sin dalla nostra infanzia – soprattutto coloro i quali, come il sottoscritto, hanno avuto la fortuna di avere dei genitori onnivori di Cinema e di una certa televisione che un dì trasmetteva film di qualità ad ogni ora –, facendoci ascoltare, non in questo ordine, nella prima (15’03”) melodie intramontabili come Signore & Signori, Sedotta e abbandonata di Rustichelli, Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo di Morricone, C’eravamo tanto amati di Trovajoli e La banda degli onesti di Cicognini; nella seconda (15’55”) La grande guerra, Il maestro di Vigevano di Rota, La famiglia, Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? di Trovajoli e Bravissimo di Lavagnino; nella terza (11’23”) Il postino di Bacalov; nella quarta (14’00”) I soliti ignoti, L’audace colpo dei soliti ignoti di Umiliani, I mostri, Dramma della gelosia di Trovajoli, L’armata Brancaleone di Rustichelli, Padri e figli di Cicognini, Tutti a casa di Lavagnino e Teresa la ladra di Ortolani.
Colui che ha arrangiato in maniera minuziosa e ineccepibile le quattro “Suite”, Fabrizio Siciliano, ci racconta il perché di tali selezioni: “La prima condizione che ho dovuto tenere presente nella scelta era che la colonna sonora, nata per accompagnare immagini, potesse essere trasformata in musica da suonare in concerto (non tutte le colonne sonore, seppur bellissime sono adatte a questo). Altra condizione necessaria era che la musica mi desse la possibilità di sviluppare i temi, i ritmi, le atmosfere in modo virtuosistico e accattivante, mettendo in evidenza l’abilità degli strumentisti, l’espressione di ciascuno strumento e allo stesso tempo il suono collettivo dell’ensemble. Ho poi preferito scegliere film le cui colonne sonore fossero scritte da compositori importanti e vari, selezionando le stesse colonne sonore aventi stile e carattere musicale diversi tra loro (Classico, swing, popolare, Latino-americano). Ovviamente la scelta è stata poi condizionata dagli strumenti a disposizione, mentre la successione dei brani in scaletta è basata sul criterio di posizionare vicini tra loro almeno 2-3 film dello stesso periodo, alternando il più possibile brani particolarmente espressivi a brani brillanti e ritmici, cercando di creare continuamente contrasti.” Questi condizionamenti, dettagliatamente descritti da Siciliano, sono la più esaustiva dimostrazione della concreta bellezza di questo album e della sua inattaccabile esecuzione che riesce a inebriare, commuovere e catturare l’uditore anche più distratto, perché ci si trova dinnanzi temi di una tale caratura compositiva che soltanto quella profonda umanità popolare colta e dalle radici ben aggrappate alla tradizione della musica tout court dei Nostri succitati Autori di Musica applicata alle Immagini sapevano infondere e farci immediatamente pervenire visceralmente.
Infine, vi consiglio di fare un gioco, magari con più persone presenti insieme a voi, qualora vi apprestiate ad ascoltare questo Age&Scarpelli Suite: evitate di dare un’occhiata alla track list e cercate di indovinare di volta in volta i leitmotiv eseguiti; vi renderete conto di quanti sarete capaci di riconoscere già dalle prime battute, perché sono, torno a ribadire, temi che hanno fatto la Storia del Cinema…come i due ‘Scrittori di Vita su Celluloide’ Agenore Incrocci e Furio Scarpelli per buona pace di tanti inetti sceneggiatori attuali (e mi scusino sin d’ora coloro che lo sono stati veramente, oramai lassù nel Paradiso dei Soggettisti e Sceneggiatori, denominandoli tali perché non sanno quello che fanno).
