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01 Feb2023

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés

Ecco a voi la nostra tanto apprezzata rubrica ‘Pillole di Note’: mini recensioni di alcune colonne sonore che variano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno dissimile.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta francese Frémeaux & Associés: (https://www.fremeaux.com/):

cover nino rota bandes originales de films

Nino Rota
Nino Rota – Bandes originales de films 1956 - 1961 (2022)
Frémeaux & Associés FA 5833
CD 1: 25 brani – Durata: 65’49”
CD 2: 22 brani – Durata: 70’39”
CD 3: 16 brani – Durata: 58’19”



Non ci si stanca mai dell’enfant prodige Nino Rota e del suo inestimabile stile compositivo: un sapiente divertissement musicale tra classico e popolare che stupisce ad ogni reiterato sentire per la sua vena prodigiosa e, come affermato dal Maestro Giuseppe Grazioli (da noi intervistato in più occasioni in riferimento a sue nuove incisioni di colonne sonore e musica colta del compositore milanese classe 1911) per: “[…] un segreto che mi ha veramente colpito: la sua musica sembra spesso citare qualcos’altro. Ad esempio, ne “Il Cappello di paglia di Firenze” vi sono frasi che potrebbero essere benissimo di Mozart, Bellini, Kurt Weill, e in altre composizioni sembra citare Poulenc, Shostakovich, Prokofiev. Dico sembra perché mi sono proprio messo, con profonda volontà, a cercare queste citazioni e carpire da dove provenissero, e alla fine non ho mai trovato niente. In realtà non vi è una sola nota di Rota che non sia sua, personale, scritta da lui. Rota, quello che fa principalmente, è di giocare con la memoria dell’ascoltatore, il quale crede di sentire qualcosa che già conosce (e può essere la marcetta di una banda come una citazione intellettuale di una sinfonia di Shostakovich!), ma in realtà è tutto ricreato a tavolino da lui, e questa cosa la dice lunga sulla sua immensa conoscenza della storia della musica e del repertorio”.
Nino Rota, all’anagrafe Giovanni Rota Rinaldi (Milano, 3 dicembre 1911 – Roma, 10 aprile 1979), è stato omaggiato dalla nota etichetta francese con un triplo CD contenente le soundtracks originali (nelle versioni album Columbia, Pathé, Medium, RCA e CAM pubblicate all’epoca) Guerra e pace (War and Peace, King Vidor, 1956), Le notti di Cabiria (Federico Fellini, 1957), Delitto in pieno sole (Plein soleil, René Clément, 1960), La dolce vita (Federico Fellini, 1960), Il brigante (Renato Castellani, 1961), Rocco e i suoi fratelli (Luchino Visconti, 1961) e Boccaccio ’70 (l’episodio diretto da Fellini, Le tentazioni del dottor Antonio, 1962).
Riascoltare o per la prima volta venire auditivamente a contatto (come per il sottoscritto con partiture quali Il brigante o Delitto in pieno sole che conoscevo poco) con le succitate opere cine-musicali è qualcosa di seriamente (passatemi il pomposo aggettivo) ‘immenso’, perché queste oltre tre ore di note hanno un ché di significativo e significante di un preciso momento storico e di un raggruppato numero di Autori di musica applicata alle immagini (e non solo) che sapevano realmente nobilitare le pellicole e infondergli quel quid aggiuntivo che solo ciò che fuoriesce da un pentagramma può elargire. Basti ascoltare le 12 tracce da Guerra e pace che non hanno nulla di meno ricco e imponente drammaturgicamente delle monumentali scritture di numi tutelari hollywoodiani quali Alfred Newman o Miklós Rózsa per film del medesimo affresco storico guerresco; o le tessiture popolaresche dolceamare dei 22 brani de Il brigante o le 5 della commedia fantasy lussuriosa dell’episodio felliniano di Boccaccio ’70 (su tutte la jazzata morbidezza sexy di “Slow di Pupe”). Tutte le restanti sono storia dell’Ottava Arte!    

cover west side story coverversions

Leonard Bernstein & Stephen Sondheim
West Side Story 1961 – 2021 (2022)
Frémeaux & Associés FA 5821
CD 1: 20 brani – Durata: 76’56”
CD 2: 19 brani – Durata: 76’15”



“Bisognerebbe imporre una moratoria internazionale all’uso delle parole “capolavoro” e “imprescindibile”, con pene severe e aggravanti quando l’uso è congiunto”. Giorni fa ho letto tale commento sul profilo Facebook di un amico e collega giornalista. Non critico tale considerazione visto che molti giornalisti, pseudo tali o semplici fruitori delle varie forme d’arte ne fanno un utilizzo a volte banalizzante o improprio di codeste parole – aggiungiamoci pure “iconico” e “monumentale” – che svariate volte (mea culpa) ho usato anch’io sbrigativamente o perché non riuscivo a trovare alternativa migliore per descrivere quella o quell’altra colonna sonora o pellicola, etc. etc. etc. Pur tuttavia, quando ci si trova – come innumerevoli volte abbiamo sottolineato tra le nostre pagine (vedi recensioni della storica OST o di quella del remake spielberghiano del 2021) – dinnanzi a quel West Side Story di Leonard Bernstein (musiche) & Stephen Sondheim (liriche) allora (mi si scusi per lo sfrontato e congiunto abbinamento; ma si scherza, ovviamente!) definirlo ‘iconicamente un imprescindibile capolavoro’ non fa altro che accrescerne la sua aura di culto cine-musical-teatrale.
Questo doppio CD è uno preziosissimo scrigno dal godimento massimo per i cultori dell’opera del duo di cui sopra, perché, oltre alla versione originale filmica del 1960 diretta da Robert Wise e Jerome Robbins (15 tracce) con Natalie Wood (Maria, doppiata canoramente da Marnie Nixon), Richard Breymer (Tony doppiato vocalmente da Jimmy Bryant), Russ Tamblym (Riff), Rita Moreno (Anita) e George Chakiris (Bernardo) e quella di Broadway del 1957 (9 tracce) con Carl Lawrence (Maria), Larry Kent (Tony), Chita Rivera (Anita), Michael Callam (Riff) e Ken LeRoy (Bernardo), si ascoltano magistrali e virtuosistiche cover strumentali e vocali jazz, swing, esotiche targate anni ’60 e Duemila, dallo strepitoso e nitido audio, ad opera di Dave Brubeck Quartet, RP Quartet, André Prévin & His Pals, Oscar Peterson Trio, The Movie Swingers e Ludovic de Preissac Septet.
Cosa volere di più? Null’altro! Qui siamo ai massimi livelli dell’Arte delle Note. Consigliatissimo a chi tutt’oggi (vergognatevi) ancora non conosce una nota una di questo caposaldo della Musica (non esclusivamente del Musical).

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Daniela Bocconi

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