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16 Nov2022

Suspiria – 45th Anniversary Prog Rock Version

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover suspiria 45 anniversarioGoblin
Suspiria (1977) – 45th Anniversary
Claudio Simonetti’s Goblin – Prog Rock Version 2022
Rustblade RBL088LP / Deep Red LP DR 009
Lato A: 4 brani
Lato B: 4 brani
Durata totale: 41’10”



Di Suspiria, il classico dei classici dell’horror del Maestro del Brivido Dario Argento approdato sul grande schermo nel 1977, ne abbiamo parlato in diverse occasioni tra le pagine del nostro sito e della storica rivista bimestrale cartacea, quindi non ci ripetiamo circa trama, score originale degli iconici Goblin (Claudio Simonetti, Massimo Morante, Fabio Pignatelli, Agostino Marangolo) – anzi vi rimandiamo alla nostra recensione del 2007 (leggi qui) – bensì ci delimitiamo (si fa per dire!) ad analizzare questa nuova recente uscita vinilica celebrante il 45° anniversario della celeberrima pellicola e della sua altrettanto famosa colonna sonora, in una versione stavolta prettamente Prog Rock iper selvaggia e ancora più avvincente ad opera del Claudio Simonetti’s Goblin: Federico Maragoni alla batteria, Daniele Amador alla chitarra, Cecilia Nappo al basso e il Maestro Simonetti alle tastiere, oltre ad alcune special guest quali Lina Gervasi al theremin e Simone Salza al sax tenore. Apre il 33 giri, dal disegno grafico e dall’illustrazione strepitosamente e paurosamente impattanti creati da Stefano Rossello della Rustblade, il mitico tema “Suspiria”, una nenia circolare fintamente quieta, invero celata dietro una fanciullesca cattiveria satanica (la voce gracchiante di Simonetti con quel suo na na na infinito), che diviene a poco a poco una cavalcata dal ritmo sfrenato psichedelicamente nevrotica, tormentante e magnetica che non vorresti smettere di ascoltare, facendoti trascinare nell’incubo più spaventoso. Si prosegue con “Markos”, una strisciante, brulicante e ultra progressive ballata rock furente, con un coretto gregoriano sullo sfondo in crescendo che ne accentua le nuance orrorifiche, nella quale il virtuosismo incontrollato dei quattro performer si fa adrenalinico al 100% – la chitarra elettrica è puro magma sonoro, la batteria impazzisce, le tastiere circumnavigano tra le note e il basso echeggia in controcanto –. “Sighs” suona arabeggiante e al medesimo tempo mistericamente oscuro, con batteria, chitarra acustica ed elettrica, che principalmente canta il tema, basso e tastiere che divengono una sistemica onda sonora penetrante e perturbante in levare. Un progressivo e inesorabile leitmotiv hard rock prog che si alimenta di acido e viscere. “Witch” assembla e smembra metallicamente e coralmente suoni e atmosfere in un’esalazione allucinatoria, disturbante, aggredente e ritmicamente convulsa che è reale devastazione acid rock prog all’ennesima potenza – qui la batteria di Maragoni è un fuoco incrociato con i restanti strumenti che battagliano con la stessa. “Suspiria (Daemonia Version)” è per merito del theremin fantasmatico della Gervasi maggiormente angoscioso e macabro, contrappuntato da tutte le sezioni esecutive strumentali che prendono il sopravvento portando l’ascoltatore ad una sorta di demoniaca danza, che cresce cresce cresce sino ad esplodere in un turbinio di note metal rock poeticamente violente alla Dream Theater: una delle versioni più gagliarde mai ascoltate di questo leitmotiv. “Black Forest” è da sempre un brano evocativo che in questa cover version fa assaporare climi alla Mike Oldfield, Jean-Michel Jarre e Brian Eno, con una seconda parte più hard rock che quasi spegne quel sax tenore di Salza molto suadente, che ad ogni modo ‘combatte’ con le tastiere, il basso, la batteria e la chitarra elettrica urlanti vendetta: uno di quei pezzi che sentiti dal vivo fanno prodigiosamente vibrare ogni organo in corpo. “Blind Concert” è un condensato di prog jazzato e rock cosmico con quella sonorità continuativa molto sperimentalmente ondulatoria e ipnoticamente ancorata a stilemi ben radicati del genere progressive anni ’70; anche questo pezzo un capolavoro funambolico di virtuosismi esecutivi al cardiopalma che questa band di Simonetti sa far apprezzare fin dal primo ascolto. Chiude il vinile nel lato B “Death Valzer” che già dal titolo esemplifica il suo mood classicheggiante valzeristico straussiano per piano solista, assai spiazzante e divertente dopo cotanti guerreggianti assalti sonori prog rock.              

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Daniela Bocconi

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