Doctor Strange In The Multiverse Of Madness
Danny Elfman
Doctor Strange nel multiverso della follia (Doctor Strange In The Multiverse Of Madness, 2022)
Hollywood Records/Marvel Music
35 brani – Durata: 1h e 25’
Sam Raimi e Danny Elfman non lavoravano assieme dal 2013. Il regista de La casa e degli Spider-Man primi anni 2000 ha ora ritrovato il compositore sodale di Tim Burton, autore di uno score fulminante, e a dir poco ‘folle’ come la pellicola richiede, per questo secondo film con protagonista assoluto Doctor Strange. Raimi ha portato sul grande schermo il primo allucinato spauracchio orrorifico del Marvel Cinematic Universe con il suo stile caratteristico che lascia sempre stupefatti, e la musica gli corre dietro senza freni alcuni; anzi, Elfman – come oramai non gli accadeva da tempo, tranne per i pezzi da concerto extra-filmici – è tornato in modalità più che ispirata. Echi dei due summenzionati Spider-Man e dei due Batman di Burton affiorano qui e là, ma sono solo parvenze stilistiche in un marasma ad orologeria perfettamente architettato tra sintetismi, sinfonismo e interventi corali, diluendo alla perfezione pagine metal-rock horror (“A Cup of Tea”), sinfonie elettroniche (“Grab My Hand”, “Battle Time”) e virtuosi capogiri orchestrali al fulmicotone (“Multiverse of Madness”, “The Decision is Made”, “On the Run”), nelle quali di tanto in tanto fa logicamente capolino il tema originario di Strange composto da Michael Giacchino. Il brano che fa gridare al capolavoro è il vorticoso helzappopin “Lethal Symphonies”, con intromissioni da ‘scary music’ di Beethoven sotto anfetamine (la celebre Quinta), che accompagna una lotta tra due Strange. “Main Titles”, penultimo brano dell’album, è il degno sigillo di una partitura monumentale e bizzarra, epica e paurosa, tipicità che da sempre contraddistinguono il “Giullare” della musica da film Danny Elfman.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview n. 443 – Giugno 2022
