Godzilla vs. Kong
Tom Holkenborg
Godzilla vs. Kong (Id. - 2021)
WaterTower Music
15 Brani - Durata: 67’01”

Ultimo capitolo del Monsterverse, Godzilla vs. Kong vede alla direzione del comparto musicale Tom Holkenborg; conosciuto come Junkie XL, il compositore olandese, che si è fatto strada alla Remote Control di Hans Zimmer (insieme al quale ha firmato Batman v Superman), nel panorama odierno costituisce un Protagonista quando si tratta di blockbuster e film di “grandi dimensioni”.
Proprio la grandezza declinata a vari livelli costituisce l’essenza stessa di questa partitura. Basti pensare che, per la registrazione, Holkenborg, come ha testimoniato nel suo canale YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=woE9vm1GL1o), ha fatto arrivare un enorme tamburo che avrebbe dovuto essere metafora sonora della grandezza dello scontro tra titani. Proprio le percussioni sono sempre state una cifra stilistica del compositore e qui tale peculiarità assume un significato meta-musicale che travalica la colonna sonora per diventare parte ineludibile del lungometraggio di Adam Wingard. Quello che certamente costituisce un elemento peculiare di questo genere di musica è proprio il suo legame con le immagini. I suoi predecessori in questo universo, Alexandre Desplat (Godzilla), Bear McCreary (Godzilla II - King of the Monsters) e Henry Jackman (Kong: Skull Island) avevano avviato un discorso musicale molto simile che mirava a trasporre in musica la grandiosità dei protagonisti. Ognuno a modo proprio era riuscito nell’obiettivo: da Desplat, che ha saputo immortalare l’attesa del mostro in un modo classico di fare musica a McCreary che è riuscito a coinvolgere anche la componente etnica per questi mostri del sol levante, per finire con Jackman che ha fatto leva su sonorità tribali.
In questo album Holkenborg trova la sua personale strada. In brani come “The royal axe” e soprattutto “Hong Kong” riusciamo a individuare quelle che sono le caratteristiche esiziali della partitura. Oltre all’enormi percussioni che scandiscono il tempo e sembrano riecheggiare i passi dei mostri che si avvicinano, il compositore olandese fa uso dei fiati e dei tromboni più nello specifico riuscendo a ricreare quell’atmosfera di timore ancestrale nei confronti dei giganti. L’unica eccezione in questo panorama di muscoli e percussioni sta nel tema di Kong che troviamo in “Skull Island (Kong’s Theme)” nel quale una maggiore distensione del ritmo e l’inserimento di una vena lirica riesce a creare una pausa dal forsennato correre della musica. Il tema di Kong, eseguito con flauto etnico, costituisce la componente più “romantica” di tutto il film e di tutta la partitura. Essendo Kong il mostro più sentimentale di tutti, il compositore ha ben pensato di trasporre in musica anche questa caratteristica lirica che nel film è connotata dal rapporto del gorilla gigante con la bambina. Tuttavia, questa è solo una piccola parentesi nel panorama altamente frastagliato della musica di Godzilla vs. Kong. Ascoltiamo “Tasman Sea” e ancor di più “Nuclear Blast” e “Mega” per ricordarci della muscolarità che caratterizza questo album. Percussioni martellanti e uso intensivo degli ottoni rendono l’ultima parte dell’ascolto particolarmente vibrante e roboante come nella migliore tradizione dei film del genere.
Tom Holkenborg nella OST di questa pellicola ha fatto quello che il regista ha trasposto nelle immagini; ha creato un universo ininterrotto di suoni che si inseguono e si battono l’un l’altro non dando requie all’ascoltatore/spettatore. Il compositore olandese si rivela la scelta azzeccata per un film dalle dimensioni così mastodontiche nel quale la musica non può che riecheggiare quella stessa grandezza che le immagini sembrano suggerire.
