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08 Mar2022

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Quartet Records

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Quartet Records

La rubrica ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile, e che in questa nuova veste saranno brevissime, data anche la mole di partiture vagliate.

E questo mese ritorniamo ad analizzare l’etichetta spagnola Quartet Records: (https://quartetrecords.com/): cover sinful davey new

Ken Thorne
La forca può attendere (Sinful Davey, 1969)
Quartet Records QR227
11 brani – Durata: 31’05”



Ken Thorne (26 gennaio 1924 – 9 luglio 2014) è stato un prolifico compositore, arrangiatore, orchestratore e direttore d’orchestra, con al suo attivo molte score per film e serie TV (tra cui la famosa Attenti a quei due): in carnet i due sequel di Superman del 1978, Superman II (1980) e Superman III (1983) diretti da Richard Lester e interpretati dall’unico e il solo supereroe venuto da Krypton sul grande schermo, il mai troppo compianto Christopher Reeve, rimaneggiando i celebri temi composti da John Williams per il primo film della saga. Ha ottenuto svariati premi, tra cui un Oscar per il suo adattamento musicale del musical di Stephen Sondheim per la versione cinematografica del 1966 di Dolci vizi al foro (A Funny Thing Happened on the Way to the Forum). Questa score per la commedia avventurosa di John Huston del 1969, La forca può attendere, con John Hurt e Pamela Franklyn, è una scorreria sonora e sarabanda musicale di appassionante e impetuosa epica sinfonica. Un tema portante, che immediatamente fischietti con euforica baldanza, la fa da padrone nei suoi trenta minuti di partitura che dire ricca orchestralmente e magistralmente eseguita è dir poco: tracce rappresentative, la rocambolesca “The Market Square” e la romantica movimentata “Davey and Annie”, oltre alla canzone dei titoli di testa e coda “Sinful Davey” su liriche di Don Black e vocal di Ester Ofarim, assai trascinante. Chi adora le colonne sonore eroico-picaresche di vecchio stampo (che non tramontano mai!), questa è imprescindibile nella propria collezione.  

cover la tortue rouge del mar

Laurent Perez Del Mar
La tartaruga rossa (La tortue rouge, 2016)
Quartet Records QR236
20 brani – Durata: 47’53”



Ahimè, recuperato tardivamente questo film d’animazione stupendo e intimamente commovente, come la colonna sonora (mi scusi il suo compositore per averla scoperta soltanto adesso!) di Laurent Perez Del Mar, La tartaruga rossa è un gioiello da (ri)scoprire, narrante la vicenda di un uomo naufragato su un’isola deserta che incontra una grande tartaruga rossa che gli sconvolge e cambia la vita in maniera inaspettata. Film pluripremiato e nominato di Michael Dudok De Wit, con una candidatura all’Oscar nel 2017 nella categoria miglior pellicola d’animazione, lo score, anch’esso plurinominato, di Perez Del Mar – compositore francese (classe 1974) con all’attivo quasi una quarantina di musiche per il cinema – si è accaparrato il premio agli International Film Music Critics Award (IFMCA) come migliore partitura d’animazione. E a ragion veduta, perché questo score è un concreto florilegio di idee tematiche immerse (e mai verbo fu più congeniale) in una sequenza di brani sinfonici, eseguiti compostissimamente dalla Macedonian Radio Symphony Orchestra, in cui letteralmente perdersi tra pagine emozionali (“White Hair”, “Love in the Sky”), affrante (“She is Dead”, con le lacrime agli occhi quando sopraggiunge il canto accorato del soprano Julia Wischniewski) e soavi (“Flying With the Turtles”, “The Red Turtle”). Ma sarebbe uno sgarbo citare un brano piuttosto che un altro, visto che tutti e venti sono una grazia divinamente musicale per l’uditore. 

cover the silence of the lambs new  

Howard Shore
Il silenzio degli innocenti (The Silence of the Lambs, 1991)
Quartet Records QR312
25 brani – Durata: 77’19”



Una caterva di premi (69 vittorie e 51 nomination), in primis i 5 Oscar come miglior film, miglior attore protagonista (Anthony Hopkins – Hannibal Lecter), miglior attrice protagonista (Jodie Foster – Clarice Starling), miglior regia (Jonathan Demme) e miglior sceneggiatura – è diventato il terzo film nella storia degli Accademy Awards a vincere nella cinquina delle prime grandi categorie, denominate le “Big Five”, ossia la produzione, la regia, la recitazione e la sceneggiatura, dopo Accadde una notte (1934) e Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) – il capolavoro Il silenzio degli innocenti  ha fatto aggiudicare al compositore premio Oscar Howard Shore un totale di sei candidature e una vittoria per la sua partitura cavernosa, curvilinea, adombra e psicologicamente aggredente pur nella sua melodiosa sequela di adagi funestamente quieti. Insieme alla successiva partitura di Jerry Goldsmith per Basic Instinct del 1992 e a quella sempre di Shore per Seven del 1995, questa score del compositore canadese della saga de Il Signore degli Anelli è stata un punto di riferimento per il genere thriller anni novanta e quello susseguente, pur con un orecchio compositivo classico al noir-poliziesco-thriller antecedente di Maestri quali Waxman, Rózsa, Bernstein e Steiner. Il presente CD contiene 10 brani inediti e uno con materiale precedentemente non realizzato nella versione originale uscita all’epoca. I brani più significativi, tutti diretti da Shore sul podio della Munich Symphony Orchestra, sono “Main Title”, “Bulletin Board”, “Clarice (Film Version)”, “Lecter in Memphis”, i lunghi “Lecter Escapes” e “The Cellar”.  

cover malpaso gaigne

Pascal Gaigne
Malpaso (Id. - 2020)
Quartet Records QR432
11 brani – Durata: 47’04”



Nel paese di confine di Malpaso, Braulio lavora con il nonno mentre il gemello, Candido, resta isolato a causa del suo albinismo. Dopo la morte del nonno, Braulio si prenderà cura di Candido, che sogna il ritorno del padre. Un dramma diretto da Héctor Valdez, film pluripremiato e candidato, che ha fatto aggiudicare al suo compositore, Pascal Gaigne, il premio per la miglior colonna sonora al Málaga Spanish Film Festival e una nomination al Tallinn Black Nights Film Festival. Il francese ma naturalizzato spagnolo Gaigne (classe 1958) è di quegli autori di musica per film da osservare (e soprattutto ascoltare) con parecchia attenzione: più volte candidato e premiato in carriera, conta nella sua filmografia più di 120 titoli tra piccolo e grande schermo, spaziando con spigliatezza tra i generi, e con una spiccata naturalezza nel comporre leitmotiv di facile presa emotiva, come nel caso del tema malinconico che si sente in “Ruido Blanco” per violoncello solo (Boris Boho) e arpa (Adriana Antalova), nonché lo struggente tema in “El Arenero” per chitarra solista (Angel Unzu) e il violoncello di cui sopra. Gaigne, che l’etichetta spagnola Quartet Records ha il privilegio di produrre su CD da parecchio tempo pubblicando OST di enorme interesse – vedi (tutte straconsigliate) The Last Days of Lucifer, Las manos de mi madre, Loreak, Lasa & Zabala, Embarazados, Plan de fuga e Handia, non dimenticando l’interessante e ben compilata raccolta “Pascal Gaigne – Retrospective Film Music” del 2012 – in questa score, eseguita dalla Bratislava Symphonic Orchestra, sa trasporre in note tutta la tensione emotiva e psicologica del racconto come nella lunga, tensiva e quasi sospesa “Malpaso”. Questa è una di quelle musiche per immagini da ascoltare con gli occhi chiusi e con il cervello sgombro da distrazioni, per coglierne tutte le peculiari raffinatezze timbriche e armoniche.

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Daniela Bocconi

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