L’amica di mia madre
Alberto Baldan Bembo
L’amica di mia madre (1975)
Sonor Music Editions SME 57
Lato A: 6 brani
Lato B: 6 brani
Alberto Baldan Bembo, fratello maggiore di Dario, è stato un musicista versatile (pianista, organista, vibrafonista) e compositore. Ha suonato come sessionman e band leader di un suo complesso, a partire dalla metà degli anni ’60, ma è nei turbolenti anni ’70 – nei quali assume svariati pseudonimi come Bedan, Blue Marvin o Shorty Baldan – che ha realizzato per la Joker o la Fonit Cetra vari dischi di sonorizzazioni di enorme successo commerciale, diventati veri e propri pezzi da collezione; inoltre, ha collaborato con artisti del calibro di Franco Cerri, Gerry Mulligan, Nicola Arigliano, Gil Cuppini, Pino Presti, Mina e Lucio Battisti.
Dalla fine degli anni ’60 ha prestato la sua voce compositiva al cinema scrivendo le colonne sonore, tra le altre, di due commedie soft erotiche: L’amica di mia madre (1975) e Lingua d’argento (1976), entrambe dirette da Mauro Ivaldi ed interpretate dalla “bomba del sesso” Carmen Villani, come la descrisse Il Messaggero ai tempi delle uscite in sala delle pellicole. Riedito con all’interno una replica in formato A3 della locandina d’epoca del film, L’amica di mia madre consta di dodici tracce – sei per lato – tra le quali affiorano temi dal fascino intramontabile: trame sonore ballabili, suadenti e ammalianti che immergono in erotizzanti pagine samba, bossa nova, disco, jazz, funky, folk, con il piano Fender suonato dallo stesso Baldan Bembo – le sue capacità allo strumento sono ben note – e il trombone solista dell’immenso Dario Piana a farla da padrone, sorretti da un ensemble di orchestrali altrettanto virtuosistici (forse l’Unione Musicisti di Roma?; le note, nulle, non lo specificano). C’è da annotare la fin troppo abbondante varietà di leitmotiv, uno più attraente e avvincente dell’altro, composti per la modestissima pellicola dal musicista milanese; da citare almeno “Tema di Barbara”, “Tema di Andrea”, “Carmen Blues” e “Abat Jour”, tutti di grande raffinatezza. Il film, vietato ai minori di diciott’anni fu un successo e fece assurgere Carmen Villani (degnamente affiancata in grazia e ‘poca’ virtù dalla popolarissima Barbara Bouchet, la protagonista reale) a icona sexy del cinema italiano di genere.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview n. 426 – Dicembre 2020
