Ringo e Gringo contro tutti
Gianni Ferrio
Ringo e Gringo contro tutti (1966)
Digitmovies/Digitsoundtracks DGST022
22 brani – durata: 53’ 11’’

Diretta da Bruno Corbucci, Ringo e Gringo contro tutti è una delle tipiche parodie prodotte da Emo Bistolfi che ebbero un certo successo nella fase pre-leoniana. Un’opera dunque già fuori tempo, nonostante alcuni spunti provenienti dal western italico, all’epoca in piena fase di affermazione. Raimondo Vianello e Lando Buzzanca - sostituti del duo inaugurale Ugo Tognazzi-Walter Chiari - sono rispettivamente il sergente Gringo e il soldato Ringo, due sudisti asserragliati in un fortino ignari della conclusione della Guerra di secessione. Quando il fortino viene fatto saltare in aria per far posto alla ferrovia, i due, pensando di essere stati attaccati, si danno alla fuga. Incontrano poi due ragazze sudiste non ancora rassegnate alla sconfitta, che vedono in loro la possibilità di un riscatto dei confederati. Seguiranno equivoci e gag finché, dopo aver salvato il presidente Ulysses Grant da un agguato indiano, Ringo e Gringo verranno cooptati con tutti gli onori nell’esercito americano. La colonna sonora di Gianni Ferrio, chiamato in causa in quanto già mattatore assoluto del periodo parodistico precedente allo ‘spaghetti’ serio, firma una partitura ispirata prevalentemente dal folk nordamericano, sebbene non manchino passaggi sinfonici e cliché riconducibili al western tricolore. Questo CD della Digitmovies, uscito nel 2016, ne costituisce il primo resoconto completo in assoluto. Il tema principale “Titoli” è una frizzante e scanzonata ballata country con armonica (Franco De Gemini), violino, banjo e chitarra elettrica: introdotta da tamburi e flauti a cadenza militaresca, nel finale si sentono anche schiocchi di frusta, rintocchi di campane e le voci dei Cantori Moderni di Alessandroni. Il tema occupa estesamente la narrazione filmica, non solo in riprese tutto sommato canoniche (“Avventure nel West 2”, “Marcetta allegra”, la seconda parte di “Nostalgico”, “Finale”), ma eventualmente anche riformulate a seconda delle contingenze o integrate a moduli autonomi di segno vario. “Prateria” e “Suite western”, ad esempio, comprendono alcune battute orchestrali di tono epico; “Guai in vista”, la prima parte di “Attesa”, “In pericolo” e “Agguato”, prevedono passaggi drammatici; “Cavalcata” è una versione ritmata con ottoni e chitarre elettriche in evidenza; “Atmosfera western”, brano perlopiù astratto con accenni leimotivici per banjo, é preceduto da una tromba a degüello (quando, in un clima da resa dei conti, Buzzanca compare agghindato con un poncho eastwoodiano); “Due buffi cow-boys 2” e “Inseguimento” si fanno notare per le loro deformazioni grottesche (la seconda delle due commenta l’assalto indiano ad una diligenza che si muove da sola senza cavalli grazie alla forza propulsiva della dinamite); “Indiani”, per concludere, ha una breve introduzione tribale.
Altre due ballate acustiche (intrecci tra violino, banjo e armonica), sempre in stile country, compaiono nella lunga e un po’ demenziale scena del ricevimento organizzato per gli ufficiali dell’esercito, durante il quale i nostri ne combinano di cotte e di crude. Si tratta di “Due buffi cow-boys” - in realtà un’autocitazione di Ferrio, avendo il brano esordito un anno prima, con diverso arrangiamento, nel film Un dollaro bucato, dove era intitolato “Pianino relax” - e di “Saloon”. La stessa sequenza comprende anche “Avventure nel West”, una sorta di valzer campagnolo per violino e armonica.
I momenti sentimentali (Ringo e Gringo ‘interagiscono’ con le due belle sudiste) o di rievocazione arrivano con “Notturno”, un dolce dialogo tra chitarra classica ed armonica, ripetuto anche nella seconda parte di “Attesa” e nella prima di “Nostalgico”.
“Momento lirico” è invece un’aria operistica cantata da una voce femminile con accompagnamento pianistico (è attribuita nel doppiaggio a Lando Buzzanca, travestito da donna in occasione dell’incontro con un gruppo di mormoni). Chiude il cerchio “Saloon piano”, un ragtime per pianoforte a puntine.
Subito dopo Buzzanca e Vianello girarono anche un’altra parodia, stavolta marcatamente orientata verso il western all’italiana ma con la stessa cifra delle produzioni bistolfiane: Per qualche dollaro in meno, regia di Mario Mattoli e musiche di Marcello Giombini.
