Ad Astra
Max Richter, Lorne Balfe, Nils Frahm
Ad Astra (Id. – 2019)
Deutsche Grammophon 003099602
CD 1: 19 brani
CD 2: 10 brani
Durata complessiva: 2h 06’47”
L’astronauta Roy McBride (Brad Pitt) intraprende una missione verso un sistema solare che minaccia l’intero universo, anche per scoprire la verità su suo padre scomparso trent’anni prima in un’altra spedizione. Il commento originale di Ad Astra è del britannico (ma nato in Germania) Max Richter, definito erede del minimalismo e dello sperimentalismo di Arvo Pärt, Brian Eno, Philip Glass, Julia Wolfe e Steve Reich, dei quali è stato collaboratore. Al suo attivo, un’ottantina di colonne sonore (The Congress, le serie Leftovers e L’amica geniale), e tutta l’essenza del suo ‘concepire componendo’ è in questa dichiarazione: “Penso che la musica sia una specie di liquido amniotico e che il film vive in essa. A volte la musica può essere all’avanguardia, svolgendo un ruolo di supporto senza neanche rendersene conto, ma se la togliete si perderanno le basi”. Questa colonna sonora è divisa su due CD: nel primo trovano posto diciannove brani di Richter tra sintetismi astratti (“To the Stars”, “The Wanderer”), leitmotiv pianistici dall’impronta minimale e pagine sinfoniche dissonanti, con accenni inevitabili al György Ligeti di 2001 – Odissea nello spazio (“The Rings of Saturn”, “Terra incognita”) e alla musica anni ’80 di Vangelis (“Erbame Dich”); in apertura del secondo disco, l’elegia avvolgente di “Tuesday (voiceless)” di ventuno minuti, sempre di Richter, e otto pezzi di musica addizionale synth-orchestrale più standard (e ovviamente, in stile Interstellar di Zimmer) del suo pupillo Lorne Balfe (“Opening”, “Trip to Neptune”), più un brano elettroacustico ondivago e astratto, in un crescendo cosmico di 8’17”, dal titolo “Says” del giovane compositore tedesco Nils Frahm, collaboratore dell’islandese Ólafur Arnalds (la serie Broadchurch), in versione dal vivo.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview n. 420 – Maggio-Giugno 2020
