Volevo nascondermi
Marco Biscarini e Daniele Furlati
Volevo nascondermi (2020)
Palomar /Ala Bianca Records
22 brani - durata: 45’58’’
Il prossimo 19 agosto arriva sugli schermi il bellissimo pluripremiato (Orso d’Argento e Nastro d’Argento 2020) Volevo nascondermi del regista Giorgio Diritti, incentrato sulla vita del pittore Antonio Ligabue (1899 – 1965), con la straordinaria interpretazione di Elio Germano.
Non voleva parlare o forse non poteva o non riusciva. Nel trauma di chi viene espulso nel suo paese di adozione (Svizzera) e abbandonato nel suo paese d’origine, nei dintorni di Reggio Emilia. Qui per anni cerca di sopravvivere in una capanna sulle rive del Po, fra stenti, solitudine e angherie di ogni tipo. Un giorno viene notato dalla madre dello scultore Renato Marino Mazzacurati che se ne prende cura. L’incontro con Mazzacurati lo porta a liberare il suo vivace interiore estro artistico e a creare un linguaggio legato a un mondo pittorico singolare in cui associa animali esotici a vivaci colori. Mazzacurati, con grande sensibilità e pazienza, riesce a condurre Ligabue sul riscatto da una vita percorsa da emarginazione e dolore. Coadiuvato da Daniele Furlati, dal tecnico del suono Luca Leprotti e dalla cantante Marta Ascari (in arte ‘La Tarma’), e in profonda intesa artistica con il regista Giorgio Diritti, Marco Biscarini realizza una scrittura che assume nel film il complesso ruolo di trasmettere allo spettatore il desiderio di espressione artistica e il trauma psicologico vissuto dal protagonista. Biscarini accosta nella sua OST brani dalla dirompente carica espressiva al pathos di richiami del barocco italiano reinventati in suggestiva espressività romantica e a figure avvolte in assorta e severa introspezione. Intessuta in modo superlativo nelle immagini con un magistrale montaggio, la musica non vuole descrivere quanto parlare allo spettatore e riesce con la sua imponente costruzione architettonica a rappresentare, con fare spontaneo e incantato, l’interiore lacerazione del protagonista.
Una severa densità dello spessore sonoro percorre il Title Track “Invisibile”, con la voce avvolgente e sognante di Marta Ascari, che naviga trasportata dal pathos espressivo degli archi dominati dagli accenti gravi dei violoncelli che evocano suggestive atmosfere del barocco italiano, che trionfa poi nei titoli “La Pazzia I” (brano 2),”La Pazzia III” (brano 9) e “La Pazzia IV” (traccia 10), soggetto che ha coinvolto in passato l’inventiva compositiva di Corelli e Vivaldi.
Figure armoniche e idee timbriche più spigolose e dissonanti caratterizzano “Esilio”, “Mentalist” e “Diavoletto” (Brani 11 – 12 – 13).
L’introspettivo raccoglimento e la carica metafisica dei grandi archi espressivi dei violoncelli in “Dove Sei?” (brano 8) vengono esaltati dal successivo incontro con le figure sognanti e contemplative tratteggiate dal pianoforte.
I glissandi di “Miniatura I” (brano 4) e il fervore visionario degli inserimenti corali in coinvolgente contrappunto con le flessuose modulazioni del violoncello in “Esilio” (brano 11), testimoniano in modo superlativo il grande talento del compositore.
Una partitura toccante che come tale si lascia amare nella sua essenza, anche in ascolto disgiunto dalle immagini per cui è stata concepita.
Film e musica assolutamente imperdibili per tutti gli amanti della grande Arte.
