• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • An American Tail
29 Giu2020

An American Tail

Scritto da Simone Vairo. Pubblicato in Cinema

cover american taleJames Horner
Fievel sbarca in America (An American Tail, 1986)
Intrada Special Collection Volume ISC 423
26 brani – Durata: 60’19”

Pochi anni fa, ebbi un’epifania sul vero significato del film Fievel sbarca in America: non erano le avventure di un topo che voleva ritrovare la famiglia, ma il racconto di come il sogno americano fosse una menzogna e di come, nonostante tutto, i personaggi continuassero a crederci. Un grande monumento alla speranza che era davvero l’ultima a morire, come dimostrato dal seguito Fievel conquista il West.

Pensai poi alla colonna sonora di James Horner: quanto deve esser stato difficile mettere in musica un messaggio così forte? La risposta non è semplice, ma forse è possibile rintracciarla nell’edizione del 2019, edita da Intrada, in cui finalmente emerge tutta la curiosità del compositore nell’esplorare sonorità di vari paesi, nel creare melodie subito familiari e la passione per la musica russa popolare e classica.
Non a caso infatti, dopo la prima traccia (“Main title”), l’influenza delle sonorità russe vengono subito rivelate con il brano successivo (“The Cossack Cats”) grazie alla sua strumentazione, la ritmica ballabile e i richiami a Šostakóvič. La matrice russa torna anche in uno dei temi principali del film che identifica il padre di Fievel: una melodia malinconica al violino che, grazie ai brani mai rilasciati presenti nella colonna sonora, ci forniscono maggiori indizi sul fatto che Horner volesse intenderla come una musica tramandata nella famiglia Toposkovich oltre che da elemento sonoro riconoscibile nella ricerca di Fievel (“Dissolve to sea/Lullaby” e “Train testle”).
In ultimo, gli accenti impetuosi della tradizione musicale russa tornano nell’orchestrazione del brano più agghiacciante e tetro dell’intera colonna sonora: “The storm”. I bassi creano un’atmosfera lugubre e spettrale, uniti ad un coro femminile che fa vocalizzi, intrecciandosi brevemente con il tema del padre di Fievel per lasciare intendere che è proprio all’interno di quel nucleo familiare che si sta consumando una tragedia: la perdita del protagonista in mare. Per chi ha memoria: se la musica risultava spaventosa, la scena non era da meno con l’emersione dagli abissi di un mostro nero con le corna che giocava a far ribaltare la nave su cui viaggiavano i Toposkovich.
Gli altri paesi, come già accennato, che la musica di Horner vuole raccontare in Fievel sbarca in America sono: l’Irlanda con i suoi flauti (“Honest John”) che s’intreccia con la Francia barocca e i suoi clavicembali (“Gussie Mausheimer”), l’Italia con i suoi mandolini e le campane della Cavalleria rusticana di Mascagni (la parte del topo italiano in “There are no cats in America”), l’operetta inglese (“Poor wandering one”) e, ovviamente, lo swing americano (“Warren T. Rat”).
Brano degno di nota, influenzato dalla cultura musicale sacra occidentale, è “Give me your tired, your poor” in cui il coro canta il sonetto da Il nuovo colosso di Emma Lazarus che si trova, oggi, inciso ai piedi della Statua della libertà: simbolo del sogno americano e della speranza di una vita migliore.
Questo sentimento viene messo in musica da Horner con un leitmotiv subito familiare (eseguito singolarmente dai clarinetti, dai flauti, dalle trombe e, raramente, da tutta l’orchestra) che s’identifica sia con il protagonista e la sua ricerca, sia con il lavoro di squadra dei topi nel costruire l’arma che, secondo loro, caccerà via tutti i gatti dall’America: “Building the Mouse of Minsk”, presente nella nuova edizione della colonna sonora. Sebbene cominci con suoni tutt’altro che allegri, il tema della speranza emerge come una piccola luce che, piano piano, prende forza fino a diventare una fiamma che non si può spegnere. Altri casi in cui è possibile ascoltare lo stesso tema, forse più riferito a Fievel, sono “The market place” e “Reunited” in cui, soprattutto in quest’ultimo, i due leitmotiv della famiglia Toposkovich si sfiorano per poi, nel finale, riunirsi.
Sempre inerente alla speranza, con un diverso tema, impossibile non citare la canzone “Somewhere out there”: il duetto tra Fievel e sua sorella la quale, per tutto il film, non rinuncia a pensare che il fratello sia ancora vivo.
Concludendo, è proprio negli ultimi temi citati che James Horner traduce il messaggio del film con la sua musica: potranno esserci sogni infranti, difficoltà e incertezze verso il futuro, ma ci sarà sempre una luce dentro di noi che ci farà credere che i gatti non ci siano davvero in America, e, una volta arrivati, davvero regaleranno il formaggio e che, per quanto difficile, non dobbiamo mai far spegnere.

P.S. Cinque anni fa, come tutti, appresi della morte di James Horner.
Ne rimasi sconvolto ed ecco perché, ancora oggi, trovo molto difficile scrivere su di lui.
Eppure proprio dalla sua musica, e da Fievel sbarca in America in particolare, sono convinto che Horner ci stia facendo ascoltare i suoni del mondo: difficile crederci, ma basta solo sentire.

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca