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23 Apr2020

Punta sacra

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover punta sacraLorenzo Tomio
Punta sacra (2020)
Etichetta indipendente digital download
9 brani – Durata: 20’00”



Punta sacra è un documentario di Francesca Mazzoleni (regista di Succede), selezionato da uno dei più influenti Festival di documentari in Europa, Vision du Réel (https://online.visionsdureel.ch/film/punta-sacra/), con le musiche originali di Lorenzo Tomio (Leoni, Piuma, Omicidio all’italiana).
Nove pezzi, per un totale di venti minuti, compongono la colonna sonora tra sonorità elettro-acustiche di matrice folk e new age, molto d’impatto, anche al di fuori del contesto filmico. Lo stesso compositore veneto (classe 1979), autore di una quarantina di colonne sonore tra serie TV, corti, film e documentari, mi ha confessato che questa sua composizione per Punta sacra “possiede una sua organicità e indipendenza, forse qualche suono nuovo nell’ambito delle colonne sonore. Certo non vi sono suoni orchestrali, ma forse in questo tipo di narrazione più secca e reale, un contrasto con dei suoni sintetici ma al tempo stesso ‘scarni’, mi ha dato sin da subito l’idea che ci potessero stare. Mi sono domandato come coniugare la ‘vita’ di quel luogo e delle persone che lo abitano, tutti combattivi e resistenti. Come sentirai ci sono dei temi che si evolvono e si richiamano (“Angeli” – “L’uscita” – “Pigiama Party” – “Altalene” – “Rifugio”), e ho cercato di mantenere un’unità nei brani perché il documentario ha vari personaggi e la musica credo posso unificare e legare meglio i momenti. C’è comunque una speranza e vitalità nella musica, la stessa che hanno tutti gli abitanti dell’idroscalo.” Ed effettivamente quanto dichiarato da Tomio è la concreta essenza in note di quanto narrato visivamente, con sincera commozione e reale dichiarazione d’intenti, dalla sua regista, con la quale Tomio aveva già collaborato nel succitato Succede, che traspare dalla sinossi stessa del documentario che vi invito a vedere: l’ultimo lembo di terra, l’ultimo triangolo di spazio abitabile alla foce del Tevere. Le persone che ci vivono lo chiamano Punta Sacra. Sono loro i protagonisti del racconto, la comunità dell’Idroscalo di Ostia. Su tutti la famiglia di Franca, famiglia completamente al femminile, narratrice e motore delle storie che formano il documentario. Un racconto fra realismo e proiezioni nell’immaginario, fra nostalgia ed inevitabile pragmatismo. E un desiderio su tutto: non vogliono andare via (trailer: https://www.youtube.com/watch?v=2NaAZNzXGR0). La OST si apre con “Onde” che dal suo incipit fa presagire ambienti alieni (o meglio alienanti) con lunghi synth fantascientifici anni ’50 simil soundtracks della serie Doctor Who, ma nel successivo “Ribellione dell’idroscalo”, su ritmiche sintetiche gocciolanti e anni ’80 alla Tangerine Dream, si delinea un tema tristemente sconsolato, che solo nel seguente “Angeli” sembra far trasparire, in un’ascendente luminescenza dei sintetizzatori quasi epica (anzi celestiale), qualche speranzosa rivincita sociale ed esistenziale dei protagonisti della vicenda. “Altalene” trasuda un cantilenante e romantico motivo conduttore, sorta di Love Theme o Friends Theme, dolcemente delicato che fa il pari con il susseguente tema folk “L’uscita”. Sicuramente qui e là lo score sfoggia assonanze con la musica elettro-tecno-synth dei tempi che furono, di elevata creatività sperimentale compositiva, di autori quali Mark Isham, Ry Cooder e ai giorni nostri del duo Kyle Dixon & Michael Stein della serie Stranger Things. Dissonanze sintetiche fantasmatiche in “Padre”; rock spensierato giovanilistico e balneare in “Un furgone in spiaggia”; “Pigiama Party” è un paesaggio etereo di struggente emozionalità e “Rifugio”, che chiude l’album digitale, poggia la sua essenzialità e, come diceva poco più su Tomio, scarna concretezza timbrica e armonica in un leitmotiv angelicamente incorporeo e avvolgente.  

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Daniela Bocconi

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