Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records

Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records
Colonne Sonore – Immagini tra le note prosegue con la nuova rubrica riservata alle recensioni di score di una sola etichetta in particolare, specializzatasi ovviamente in Soundtracks. Di volta in volta ne esaminiamo le nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra redazione sono di consistente interesse per voi impazienti lettori, sempre alla ricerca di nuove chicche cine-musicali che, nella vastità di uscite settimanali e mensili di varie etichette nostrane e internazionali, potrebbero dileguarsi, così non scovando tesori sonori nascosti.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta americana La-La Land Records: (https://lalalandrecords.com/):

John Williams
Disaster Movie Soundtrack Collection =
L’avventura del Poseidon (The Poseidon Adventure, 1972) / L’inferno di cristallo (The Towering Inferno, 1974) / Terremoto (Earthquake, 1974)
La-La Land Records LLLCD 1516/1517
The Poseidon Adventure = 30 brani – Durata: 61’42”
The Towering Inferno = CD 1: 34 brani – Durata: 77’42” / CD 2: 24 brani – Durata: 77’58”
Earthquake = 33 brani – Durata: 78’55”
Il Williams catastrofico anni ‘70 possiede ancora delle influenze jazzistiche soft di matrice manciniana per quanto riguarda i temi romantici – sono ben note le collaborazioni con Henry Mancini in alcune sue soundtracks famose come pianista –, invece le pagine di tensione e d’azione hanno già quell’imprinting timbrico strutturale che contraddistinguerà il suo tocco sonoro, che tutti ben conosciamo, delle partiture adrenaliniche di li a venire. In poche parole nelle partiture di L’avventura del Poseidon, L’inferno di cristallo e Terremoto sbucano qui e là alcune delle cifre stilistiche williamsiane che sono divenute riconoscibili, un vero e proprio trademark del compositore americano. Questo mega cofanetto dei Disaster Movie williamsiani tutti con audio rimasterizzato è un contenitore colmo di pezzi inediti, alternativi ed estesi che fa andare letteralmente in visibilio gli ammiratori del Maestro newyorkese, facendo (ri)scoprire quali archetipi compositivi si era inventato per commentare film di questo genere e che gli serviranno per creare tensione emotiva alle visioni lucasiane e spielberghiane successive. E Williams ha anche posto le basi per il commento musicale alle pellicole disastrose future o del medesimo periodo che infestavano le sale cinematografiche. The Poseidon Adventure ha ricevuto le nomination all’Oscar e Golden Globe per le musiche (Miglior canzone per l’Academy “The Morning After” scritta da Al Kasha e Joel Hirschhorn ed interpretata da Maureen McGovern); The Towering Inferno fece aggiudicare a Williams il Bafta e la candidatura all’Oscar (Miglior canzone “We May Never Love Like This Again” ad Al Kasha e Joel Hirschhorn e cantata da Maureen McGovern); Earthquake gli fece conferire la nomination al Golden Globe e al Bafta.

John Williams
Minority Report (Id. - 2002)
La-La Land Records LLLCD 1501
CD 1: 25 brani – Durata: 75’05”
CD 2: 17 brani – Durata: 46’23”

“A New Beginning” è uno di quei temi serenamente cullanti e delicatamente dolci della carriera di John Williams che te lo fanno amare spassionatamente fin dal primo ascolto, seppur distratto dall’ambiente e dal vociare circostante se lo si sente in auto nel traffico o a casa in famiglia. Ciò per dirvi che questa score, che non è stata molto apprezzata all’uscita sia del film che del CD originale nel 2002, in realtà contiene uno dei leitmotiv sentimentali più belli ed emozionali composti dal compositore newyorkese, cinque volte premio Oscar, per il sodale Steven Spielberg – Minority Report è una pellicola di fantascienza visionaria ed emozionatamente adrenalinica, tratta da un breve racconto del genio allucinato di Philip K. Dick – e nella versione doppio CD qui esaminata – con 48’ di musica in più tra brani inediti, alternativi ed estesi – finalmente se ne può abbracciare tutta la sorprendente sperimentalità ed avanguardistica concezione del timbro e dell’uso degli ottoni e dei fiati in modalità futuristica, tecnicamente elegante e minimalista, con omaggi al mai troppo glorificato Bernard Herrmann. Tutto lo score è una gemma da apprezzare ascolto dopo ascolto sia nelle pagine ricche di tensione, atonali e alienanti che in quelle action al cardiopalma sia in quelle quiete e rassicuranti.
Jerry Goldsmith, Leonard Rosenman, Tom Scott
Planet of the Apes Film Series Soundtrack Collection
Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes, 1968) / L’altra faccia del Pianeta delle Scimmie (Beneath the Planet of the Apes, 1970) / Fuga dal Pianeta delle Scimmie (Escape from the Planet of the Apes, 1971) / 1999 Conquista della Terra (Conquest of the Planet of the Apes, 1972) / Anno 2670 Ultimo Atto (Battle for the Planet of the Apes, 1973)
La-La Land Records LLLCD 1500
Planet of the Apes = 26 brani – Durata: 77’45”
Beneath the Planet of the Apes = 32 brani – Durata: 73’50”
Escape from the Planet of the Apes = 14 brani – Durata: 30’10”
Conquest of the Planet of the Apes = 28 brani – Durata: 78’54”
Battle for the Planet of the Apes = 17 brani – Durata: 35’40”

Il mai dimenticato Ermanno Comuzio, nel suo lodato dizionario sui compositori di Film Music, “Colonna Sonora” (Ente dello Spettacolo, 1992), scrisse che Jerry Goldsmith “…si rivela dunque, insieme con John Williams, il maggiore e più fortunato forgiatore di suoni – innalzati a ruoli protagonistici – della nuova spettacolarità hollywoodiana”, e che Leonard Rosenman adottò “sottolineature efficaci ed effetti sonori dove i confini tra musica e rumori non sono più definibili”, tutto questo in riferimento alle colonne sonore qui recensite, finalmente in un’edizione deluxe ed estesa delle OST della saga di fine sessanta ed inizi settanta de Il pianeta delle scimmie. Che comprende due capitoli musicati da Goldsmith, due da Rosenman e uno da Tom Scott per un totale di cinque dischi della durata di ascolto di 4h 56’19”. Un libretto esauriente accompagna ogni CD, oltre a quello che presenta l’intero cofanetto, da non lasciarsi sfuggire di mano per nessun motivo, curato in ogni singolo dettaglio dall’etichetta californiana con la solita inappuntabile classe produttiva e distributiva, che da molti anni a questa parte ci regala colonne sonore agognate e anche rarissime. Sulla disamina pertinente ogni score dei tre pregiatissimi compositori, nonché grandi sperimentatori, vi rimandiamo al nostro dossier del 2009 a cura di Valerio Mastrangeli, riferito alle varie stampe più o meno complete di varie etichette americane delle cinque partiture e di come queste hanno mutato il modo di scrivere musica per film di fantascienza dagli anni ’70 in poi, grazie soprattutto alle trovate compositive del grandissimo genio goldsmithiano (ecco link con nostro articolo: http://www.colonnesonore.net/contenuti-speciali/dossier/1071-la-scimmia-non-uccidera-mai-la-scimmia.html). Concludiamo con le parole di Goldsmith stesso in riferimento al suo approccio al primo Pianeta delle scimmie: “Il mio stile d’avanguardia culminò in Planet of the Apes dove potevo fare l’impossibile e creare ciò che volevo. Più creavo qualcosa di interessante e irreale, più diventava sperimentale ed il regista era contento. Avevo carta bianca.”. Trattasi, come afferma Mauricio Dupuis nel suo libro “Jerrry Goldsmith e la musica nel cinema americano” (2011), di colonna sonora ‘eterodossa, seriale e sperimentale’ che sia Rosenman che Scott rincorsero stilisticamente. Ovvero cinque partiture capolavoro assoluto; se si deve menzionare un brano di tutte le score, allora non si può fare a meno di enunciare lo stupefacente ed esemplare “The Hunt”.

Danny Elfman
Mission: Impossible (Id. - 1996)
La-La Land Records LLLCD 1411
CD 1: 18 brani – Durata: 53’20”
CD 2: 24 brani – Durata: 75’15”
Citando il nostro redattore Alessio Coatto, che ammira da tempo l’operato cine-musicale di Danny Elfman, riportiamo quanto da lui espresso su questa edizione integrale della OST del sodale di Tim Burton per il primo film del 1996, trasposizione cinematografica del celebre telefilm anni sessanta Mission: Impossible, per la regia di Brian De Palma, con Tom Cruise protagonista perennemente in action: “Una partitura prodigiosa per ricerca timbrica, suspense, architettura dei brani (alcuni sembrano un aggiornamento delle musiche di Herrmann per Intrigo internazionale). E i pezzi action sono strepitosi, densissimi, al limite del cacofonico”. Un doppio disco che rispetto ai 18 brani del CD degli anni ’90 contiene tantissimo materiale inedito e alternativo, che ne sottolinea in maggior misura la qualità compositiva sopra descritta da Coatto e certifica ancora di più che le versioni estese sono sempre più di frequente foriere di scoperte, che nell’ascolto originario potevano sfuggirci e rendere il giudizio dell’opera assai diversificato e anche negativo in alcuni frangenti. E questo score è proprio uno di quei casi, come per Minority Report di Williams di cui sopra. Ascolto consigliato: “Sleeping Beauty”.

David Arnold
Stargate (Id. - 1994)
La-La Land Records LLLCD 1511
CD 1: 27 brani – Durata: 51’11”
CD 2: 29 brani – Durata: 58’18”

David Arnold è salito sul podio dei compositori da tenere in gran considerazione proprio tramite questa partitura di elevato interesse compositivo, che all’epoca dell’uscita in sala, il 1994, del film fantascientifico di Roland Emmerich fu una delle cose più ammirate della pellicola. Stargate è uno sci-fi avvincente dal piacevole intrattenimento, che ha generato, dato l’enorme successo al botteghino, un franchise di tre serie televisive, una serie animata e due film direct-to-video, sempre con il tema portante di Arnold in primo piano; uno di quei leitmotiv che rimangono subito impressi nella memoria collettiva cinefila. Il doppio CD della La-La Land è una reale goduria perché contiene tutto, ma veramente tutto, il materiale tematico arnoldiano, con tanti bonus tracks alternativi, con esuberanza di pagine action, inni solenni, letture eroiche e dal sound sinfonico williamsiano e barryano di cui il compositore britannico è da sempre un grande e colto estimatore. La OST è eseguita vertiginosamente dalla Sinfonia of London, diretta e orchestrata con robustezza da Nicholas Dodd, ed ha segnato, purtroppo, un breve connubio con Emmerich che è proseguito abilmente con Independence Day e conclusosi con Godzilla; dopo il regista si è messo nelle mani, non poderose e accurate come quelle di Arnold, degli artigiani insignificanti e anonimi Harald Kloser e Thomas Wander. Questa score è di quelle che segnano indelebilmente la grandeur sinfonica della musica per film fantasy/fantascientifica come hanno fatto colonne sonore quali Star Wars, Alien, Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T., Cocoon e Il pianeta delle scimmie.

James Horner
Fuga dal futuro – Danger Zone (Project X, 1987)
La-La Land Records LLLCD 1495
18 brani – Durata: 79’40”

La partitura di questo gioiellino filmico fine anni ’80 con Matthew Broderick, dal titolo Fuga dal futuro – Danger Zone, in cui l’attore interpreta un pilota dell’aeronautica militare facente parte di un esperimento militare top secret che coinvolge scimpanzé, il quale incomincia a sospettare che potrebbe esserci qualcosa di più nel misterioso “Progetto X” (titolo originale inglese del film), è anch’essa un gioiellino del compianto James Horner. Egli scrisse un’altra perla del suo massimo periodo fruttuoso compositivo – tra il 1986 e il 1987 realizzò le pregevoli Aliens - scontro finale, Il nome della rosa, Fievel sbarca in America, Miracolo sull’8 strada e Willow – che si può riscontrare nella presenza di un tema che ha più di un tratto in comune con quello di Cocoon – L’energia dell’universo del 1985, un uso delle percussioni e di strumenti etnici da pelle d’oca e un’ariosità d’insieme che strappa più di qualche lacrimuccia. Nei momenti d’azione e drammatici si palesa il tanto famigerato “Adagio dal balletto Gayane” di Aram Khachaturian (riutilizzato innumerevoli volte dal Nostro, come in Giochi di potere, Sotto il segno del pericolo e Troy), usato nei titoli di testa di Aliens del 1986 per la prima volta, che ad ogni modo non disturba l’andamento lineare e coinvolgente della colonna sonora.

Joe Kraemer
L’uomo che uccise Hitler e poi il Bigfoot (The Man Who Killed Hitler and then the Bigfoot, 2018)
La-La Land Records LLLCD 1497
16 brani – Durata: 59’52”

Kraemer ha da tempo ampiamente comprovato le sue innegabili qualità compositive con score apprezzabili quali Jack Reacher - La prova decisiva, Mission: Impossible - Rogue Nation, King Cohen: The Wild World of Filmmaker Larry Cohen e questa partitura per il fantasy guerresco L’uomo che uccise Hitler e poi il Bigfoot, che già dal titolo avvalora una qual schizofrenia nella trama, gli ha fatto aggiudicare una nomination strameritata agli IFMCA nella categoria “Best Original Score for an Action/Adventure/Thriller Film”. Lo score, nel brano finale dell’album di 9’15”, “Finale and End Credits”, racchiude tutta la fitta rigogliosa tela leitmotivica, dai richiami williamsiani e horneriani, che si destreggia tra un tema romanticamente veemente e un altro tensivamente misterico, con pagine action drammatiche (“Chase Through The Forest”) a commento delle gesta di un leggendario veterano di guerra americano che viene reclutato per cacciare una creatura mitica.

Nathan Barr
Il mistero della casa del tempo (The House with a Clock in its Walls, 2018)
La-La Land Records LLLCD 1492
43 brani – Durata: 78’34”

Nathan Barr è assurto agli oneri della ribalta cine-musicale con le considerevoli scores per i due torture movies diretti dall’amico Eli Roth, Hostel, ma in verità aveva già alle spalle, dal 1998 al 2005, anno di uscita del primo film di cui sopra, molte colonne sonore per serie tv e film. Barr è stato nominato più volte agli Emmy e ad altri premi di categoria, ha composto partiture di un certo rilievo per i telefilm True Blood, Hemlock Grove e Carnival Row e la sua dote nel musicare generi fantasy/horror oramai è nota ai più. Difatti degna di nota è la OST per il sodale Roth, che si allontana registicamente dai suoi abituali canoni orrorifici splatter e gore, pur mantenendone le fondamenta, e deviandoli su una trama per ragazzi dalle tinte fantastiche simil Tim Burton; e per lui Barr realizza una partitura lodevole in tutti i suoi 78’ di durata totali: reminiscenze elfmaniane e goldsmithiane si affastellano con intelligenza citazionistica ma non pedissequamente e denotando una capacità di scrittura del compositore newyorkese proprio notevole. Basti ascoltare la sequela di leitmotiv che si alternano con grande efficacia e orecchiabilità e il brano “The Mighty Wurlitzer”, in puro stile Hammer Music, che chiude il CD con insigne e austero sinfonismo classico.

Alfred Newman, Nelson Riddle, David Raksin, Harry Sukman, Roy Webb, Walter Scharf, Johnny Douglas, Paul Dunlap, Franz Waxman, Daniele Amfitheatrof, Victor Young
Nevada Smith: The Paramount Westerns Collection =
Nevada Smith (Id. - 1966) / El Dorado (Id. - 1967) / I violenti (Three Violent People, 1957) / Kid Rodello (Inedito, 1966) / I draghi del West (Walk Like A Dragon, 1960) / Costretto a uccidere (Will Penny, 1968) / Il boia (The Hangman, 1959) / Branded (Inedito, 1950) / Le furie (The Furies, 1950) / Le frontiere dell’odio (Copper Canyon, 1950) / I cavalieri dell’onore (Streets of Laredo, 1949)
La-La Land Records LLLCD 1502
CD 1: Nevada Smith = 1 – 15 brani – Durata: 51’44” / El Dorado = 16 – 31 brani – Durata: 28’15”
CD 2: Three Violent People = 1 – 13 brani – Durata: 32’20” / Kid Rodello = 14 – 25 brani – Durata: 22’46” / Walk Like A Dragon = 26 – 39 brani – Durata: 24’22”
CD 3: Will Penny = 1 – 14 brani – Durata: 37’38” / The Hangman = 15 – 29 brani – Durata: 30’50” / Branded = 30 – 33 brani – Durata: 5’32” / Bonus Track Roundup = 34 – 39 brani – Durata: 5’23”
CD 4: The Furies = 1 – 12 brani – Durata: 23’08” / Copper Canyon = 13 – 22 brani – Durata: 24’36” / Streets of Laredo = 23 – 31 brani – Durata: 31’48”
Totale durata 4 CD: 5 h 19’01”

Epicità e grandeur sinfonica in autentico monumentale stile ‘Americana’ alla Aaron Copland in questa raccolta sorprendente per mole di temi, pagine orchestrali e movimenti sinfonici, che solo i compositori di un certo calibro ivi presenti potevano ripercorrere con ampia e tale bravura da far rivivere sfarzosamente l’Epopea del Vecchio West attraverso le loro note. Compositori in sella invece che sul podio, a cavallo della loro orchestra bensì che ad un cavallo di razza, scorrazzando per il Grand Canyon e le praterie a suon di note che dopo il primo ascolto sono già leggendarie. Il Far West non è così lontano e si apre ai nostri occhi, e soprattutto orecchie, in un istante grazie alle melodie ora tensive ed eroiche, ora fastose e vitali, ora melanconiche e popolari scritte da autori di musica applicata alle immagini divenuti anche loro icone della Settima e Ottava Arte: Alfred Newman, Nelson Riddle, David Raksin, Harry Sukman, Roy Webb, Walter Scharf, Johnny Douglas, Paul Dunlap, Franz Waxman, Daniele Amfitheatrof, Victor Young, i quali hanno caratterizzato le gesta avventurose degli attori dei film western della gloriosa Paramount, qui rispolverati magnificamente per merito di dieci colonne sonore tra film e serie TV. Pellicole più o meno note che hanno una forza dirompente non solo nelle trame e nel cast tecnico/artistico messo in campo (citando random, Howard Hawks, Henry Hathaway, Michael Curtiz, John Wayne, Steve McQueen, Robert Mitchum, Charlton Heston), perfino e principalmente nelle partiture dei suddetti compositori, dove spiccano maggiormente le scritture accorate, delicate e poderose dei premi Oscar Alfred Newman (folgorante la sua Nevada Smith), Victor Young (impetuosa la sua Streets of Laredo) e Franz Waxman (esagitata la sua The Furies che anticipa di 12 anni la sarabanda cavalcante del capolavoro Taras il magnifico). Così si scriveva musicalmente il Western e così è imperativo ascoltarne le colonne sonore che lo hanno reso grande!
