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30 Gen2020

Chasing Pianos – The Piano Music of Michael Nyman

Scritto da Paolo Eustachi. Pubblicato in Cinema

cover chasing pianos nymanMichael Nyman
Chasing Pianos – The Piano Music of Michael Nyman (2019)
Decca 478 6421
25 brani – durata: 77’55’’

Il pianoforte è forse lo strumento che in assoluto è in grado di esprimere e trasmettere, con profondo coinvolgimento, le emozioni e i sentimenti umani toccando allo stesso tempo non solo l’ascoltatore ma anche il compositore e l’esecutore.
A Michael Nyman (1944) va attribuito il merito di essere riuscito fra i primi a far arrivare la musica composta per il grande schermo nelle sale da concerto.
Dopo una prima convinta esperienza seriale, subentra nel musicista britannico uno spontaneo rifiuto dei dogmi avanguardisti imposti specialmente alla Scuola Estiva di Darmstadt (Darmstaedter Ferienkurse) che lo porta ad abbandonare temporaneamente l’attività compositiva per dedicarsi a studi musicologici, all’analisi e critica musicale, alla scrittura di libretti per opere e all’editoria.

Notevole interesse suscita in lui l’incontro con l’esperienza minimalista statunitense - in particolare John Adams e Terry Riley - da cui raccoglie in modo contenuto e discreto spunti tecnico-strutturali che riesce ad associare, in maniera singolare, con i generi della tradizione europea così come a figure ritmiche di matrice jazzistica e rock, per sviluppare un linguaggio di grande espressività e fortemente atmosferico nel suo sottile e elegante pathos interiore.
Il presente CD, pubblicato dalla Decca, vede impegnata la pianista Valentina Lisitsa in esaustivo coinvolgimento nell’ampio e suggestivo panorama compositivo, rivolto al grande schermo, del musicista britannico.
Nella tensione interiore che guida il suo avvolgente fraseggio, il nitore dell’articolazione e il suo sfolgorante smalto timbrico, la solista ucraina conduce l’ascoltatore in uno straordinario universo sonoro che scaturisce  da un intenso rapporto artistico con grandi registi, mentre coniuga superbamente profondità di pensiero e straordinarie doti virtuosistiche che ne fanno un’interprete di altissimo spessore capace di creare avvincenti atmosfere.
Sicuramente molti lettori avranno visto Lezioni di piano (1993) di Jane Campion. Pur con una sceneggiatura assai carente e rivolta a sterili istanze femministe, il film viene riscattato per la splendida fotografia che capta in modo sorprendente l’atmosfera incantata e sospesa nel tempo dei luoghi in cui si consuma il dramma della protagonista Ada McGrath (Holly Hunter). La musica svolge un ruolo protagonistico e i suoi accenti si intessono in modo superlativo con l’incombente assorto senso di ‘Endzeitstimmung’ che percorre le immagini.
Grande rilievo assume la collaborazione di Michael Nyman con Peter Greenaway per cui ha realizzato sei colonne sonore dal 1982 al 1991, in un compito sicuramente non facile in considerazione del carattere eccentrico, fortemente sarcastico e surreale del linguaggio adottato dal regista.
Ne I Misteri del Giardino di Compton House (The Draughtsman’s Contract, 1982) marcati accenti barocchi avvolti in un’avvincente carica ritmica vengono proiettati in singolari granitiche dimensioni atmosferiche e caratterizzazioni ironiche.
Il film Giochi nell’Acqua (Drowning by Numbers, 1988) – storia di tre donne che uccidono i rispettivi mariti – è percorso da una trama musicale costruita su una serie di variazioni su un tema della Sinfonia Concertante
K 364 per violino, viola e orchestra di Mozart.
Valentina Lisitsa propone un percorso assai articolato e avvincente che include lavori realizzati da altri eminenti registi, fra cui figurano Akinori Nagaoka (The Diary of Anna Frank – Il Diario di Anna Frank, 1995). Neil Jordan (The End of the Affair – Fine di una storia, 1999) Andrew Nicol (Gattaca, 1997), Christopher Hampton (Carrington, 1995) e Michael Winterbottom (The Claim – Le bianche tracce della vita, 2000).
Sicuramente uno degli esiti più convincenti e avvincenti firmati dal musicista britannico è quello relativo al soundtrack composto per il celebre film muto Chelovek s Kino - Apparatom (L’uomo con la cinepresa, 1929) di Dziga Vertov.
Il film dal profondo contenuto ideologico è volto a rappresentare lo scorrere della vita cittadina dall’alba alla notte e a celebrare la nascita e lo sviluppo della nuova società sovietica originata dalla rivoluzione bolscevica dell’Ottobre 1917. Girato in tre grandi città (Kiev, Odessa e Mosca) il documentario di Vertov tratteggia non solo momenti di atmosfere contrastanti (nascita/morte, matrimonio/separazione, lavoro/vacanza e tempo libero…) ma anche il caotico turbinio di un traffico sempre più impetuoso, disordinato e – attraverso il personalissimo occhio del regista – criticamente proiettato verso surreali ma non inverosimili situazioni di sostenibilità.
Nella sua esilarante successione di ripetitive figure ritmiche dalle impercettibili variazioni la musica con elegante tocco ironico si pone in affascinante dialettica alla vertiginosa successione di immagini e grandiose tessiture visuali in un montaggio altamente virtuosistico, forse rimanendo volutamente distaccata dal contenuto ideologico del film. Il breve brano presente nel CD (“Odessa Beach”) rappresenta uno dei momenti della scrittura dove dominano accenti più intimi e contemplativi, magistralmente tratteggiati dalla Valentina Lisitsa con la raffinata eloquenza del suo solenne fraseggio.
La solista ucraina esalta in modo suggestivo le qualità musicali delle partiture composte da Nyman per il grande schermo che acquisiscono, anche grazie alle sue formidabili qualità artistiche, un proprio imponente valore intrinseco che ne rende l’ascolto disgiunto dalle immagini una impagabile esperienza.

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Daniela Bocconi

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