• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés

19 Nov2019

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Frémeaux & Associés

Colonne Sonore – Immagini tra le note porta avanti la nuova rubrica, di cui oramai conoscete tutti i dettagli e che sta riscontrando un buon successo, consacrata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, circoscrittasi coerentemente alle Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra redazione sono di smisurato interesse per voi stimati e affezionati lettori, sempre alla ricerca di nuove chicche cine-musicali che, nel marasma di uscite settimanali e mensili di varie etichette nostrane e internazionali, potrebbero sfuggirvi, così perdendo l’occasione di imbattervi in veri e propri tesori sonori nascosti.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile. E questo mese analizziamo l’etichetta francese Frémeaux & Associés: (https://www.fremeaux.com/):

Claude Bolling
La brigata del Tigre (Les brigades du Tigre, 1974 – 1983)
Frémeaux & Associés FA 487
CD 1: 36 brani – Durata: 75’47”
CD 2: 46 brani – Durata: 74’56”

Claude Bolling
American Movies (2008)
Per amore ho catturato una spia russa (Catch me a Spy, 1970)
Uomini d’argento (Silver Bears, 1979)
Reds (Id. – 1981)
Il ragazzo della baia (The Bay Boy, 1984)
California Suite (Id. – 1981)
Alla 39^ eclisse (The Awakening, 1980)
Frémeaux & Associés FA 510
CD 1: 19 brani – Durata: 67’02”
CD 2: 18 brani – Durata: 52’47”

Claude Bolling
Cinéma Piano Solo (2014)
Frémeaux & Associés FA 8508
17 brani – Durata: 67’00”

Claude Bolling
Das le Piano de Claude Bolling – Un film de Vincent Perrot (Id. - 2018)
Frémeaux & Associés FA 4034
DVD Durata: 90’00” + Bonus CD: Cinéma Piano Solo (2014)
Frémeaux & Associés FA 8508
17 brani – Durata: 67’00”

In questa rubrica peculiare e ristretta nei giudizi per ovvi motivi ma grande nei consigli per altrettanti ovvi motivi, tutti precisati nella intro, abbiamo finora trattato etichette inglesi, americane e spagnole, quindi mancano all’appello quelle italiche, asiatiche e francesi, giusto per dire le più note che trattano in prevalenza le soundtracks sia in formato LP che CD. Specificato ciò, ci tenevamo fin dagli esordi di “Pillole di Note” ad approfondire il lavoro di analisi, rimasterizzazione, prime stampe o ristampe e distribuzione capillare dell’etichetta francese Frémeaux & Associés che da molti anni si occupa di salvaguardare in primis il patrimonio musicale Made in France delle loro colonne sonore e generi come il jazz, pop e divulgativo nazionale, in secundis quelle di provenienza europea e d’oltreoceano – vedi la nostra recensione del doppio CD “Henry Mancini From Glenn Miller Story to the Pink Panther 1954 – 1962 (2015)” –, in alcuni casi focalizzandosi su un loro illustre, pluripremiato e osannato compositore francese, Claude Bolling (da noi recensito, sempre su questa etichetta, nel triplo CD “Bolling Story – Anthologie des bandes originales 1960 – 1998 (2015)”). Infatti i primi 4 titoli qui esaminati sono tutti omaggianti la figura di questo grandissimo compositore nato a Cannes nel 1930, oggi un giovanotto arzillo di 89 anni. L’etichetta ha messo alle stampe, con esperta dovizia di ricerca delle sue opere ancora non pubblicate o scordate ignorantemente, perfino in patria, come accade per buona parte del nostro patrimonio cine-musicale, e pregevole cura della parte audio, che non è una cosa così scontata, il doppio CD della OST per la serie La brigata del Tigre (Les brigades du Tigre, 1974 – 1983); il doppio CD della compilazione di alcune colonne sonore per pellicole USA da Bolling composte nella sua lunga carriera (108 scores in curriculum) per registi quali Dick Clement, Per amore ho catturato una spia russa (Catch me a Spy, 1970) (5 tracce), Ivan Passer, Uomini d’argento (Silver Bears, 1979) (3 tracce), Daniel Petrie, Il ragazzo della baia (The Bay Boy, 1984) (4 tracce), Herbert Ross, California Suite (Id. – 1981) (6 tracce), Mike Newell, Alla 39^ eclisse (The Awakening, 1980) (OST integrale di 18 tracce nel secondo disco), con la sola eccezione di Reds (Id. – 1981) di Warren Beatty le cui musiche furono scritte da Stephen Sondheim di cui Bolling riarrangia il celeberrimo leitmotiv principale, “Goodbye For Now”, con il suo ineguagliabile stile; il CD singolo “Cinéma Piano Solo” (2014) dove il medesimo reinterpreta al pianoforte, suo strumento prediletto, 21 classici del suo repertorio filmico e televisivo. In più, uscito pochi mesi fa, un DVD con il documentario dedicato a Bolling dal titolo, per l’appunto, Das le Piano de Claude Bolling, diretto da Vincent Perrot che include come bonus disc il CD, ovviamente, “Cinéma Piano Solo”, e testimonianze di colleghi, amici e musicologi che da sempre lo stimano e hanno collaborato con lui non solo nell’ambito cinematico, ossia nomi del calibro di Alain Delon, Vladimir Cosma, Claude Lelouch, Philippe de Broca, Edouard Molinaro e molti altri. Un ritratto che, come dimostrano tutte le sue composizioni, alcune entrate nella memoria collettiva cinefila (ad esempio i temi di Flic Story, Borsalino, l’animazione di Lucky Luke), racchiude la quinta essenza di un autore classico, influenzato dal jazz, divenendo nel dopoguerra il più attivo jazzista francese – come altri suoi due illustri connazionali, il compianto Michel Legrand e il summenzionato Cosma – che umanamente e compositivamente ha saputo infondere la Classe dei Grandi con serena umiltà, profonda dedizione e idee perennemente connesse all’immagine trattata pur vivendo eccezionalmente al di fuori di essa, come solo i veri compositori di musica applicata sanno plasmare. Ed i 4 titoli qui valutati, tra piccolo e grande schermo, sono di quei CD che vanno acquistati senza remore alcune, perché vi troverete tra le mani e all’ascolto sul vostro stereo opere sonore di un tale livello qualitativo e dalle architetture, iperbole, creazioni e invenzioni tematiche e armoniche che oggi dovrebbero molti compositori giovani di musica per film e serial tenere in grande considerazione, visto che non bastano, nella stragrande maggioranza dei casi, fare due note al piano e al synth per dire di aver scritto un tema o creato un’atmosfera aderente alle immagini. Rammentate, rammentate, rammentate!   

AA.VV.
Les chansons du Cinéma français 1930 – 1962 (2019)
Frémeaux & Associés FA 5743
CD 1 – 1930/1940: 20 brani – Durata: 60’46”
CD 2 – 1941/1951: 20 brani – Durata: 60’01”
CD 3 – 1951/1962: 20 brani – Durata: 57’32”

Da Claude Bolling, uno dei maggiori esponenti della Film Music Made in France a un parterre di grandissimi talenti della Chanson ‘Parisienne’, scritta da influenti compositori e liricisti francofoni per pellicole del Cinema francese, come da titolo del triplo CD, dagli anni ’30 ai ’60. Una raccolta ricca di talenti rinomati nel mondo cantautoriale e canoro non solo legato alla cinematografia nazionale francese, bensì conosciuti in tutto il globo grazie al film di pertinenza, entrato di diritto nella Settima Arte, al suo compositore che ha scritto un leitmotiv nitido, melodioso e fascinoso, quando perfino seducente e distintivo del genere filmico per cui è nato, al periodo storico esaminato nella/dalla trama. Attori prestati al cantato e cantanti prestati alla recitazione si alternano in questi tre album che sono uno spaccato di vita, musica, storia e arte cinematica che, seppure parecchi pezzi sono, logicamente, oramai datati, tuttavia colmi di fascino leitmotivico ed esecutivo, ognuno con le sue caratteristiche vocali timbriche date dal suo interprete – ad esempio nomi quali Édith Piaf, Yves Montand, Annie Girardot, Jeanne Moreau, Brigitte Bardot, Fernandel, Juliette Gréco, Maurice Chevalier e Charles Trenet – hanno segnato un modo di scrivere, recitare, ideare e musicare Cinema che oggi nostalgicamente ci manca. Ascoltare le armonie di compositori quali Paul Misraki, Maurice Jaubert, Joseph Cosma, Georges Auric, Georges Delerue, Michel Legrand, Charles Aznavour e molteplici altri, di cui alcuni dimenticati o semisconosciuti se non noti ai musicologi e studiosi della materia cinematica canzonettistica francese qui in esame, fa sì che questa tripla compilazione assurga a scrigno sonoro di rimembranze visive di un tempo che non c’è più ma che grazie a questa pubblicazione torna a rivivere nel suo massimo splendore tutto ampiamente meritato e riconosciuto.

Stampa

  • Indietro
  • Avanti

CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca