• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • The Escapist
02 Ott2009

The Escapist

Scritto da Luca Villari. Pubblicato in Cinema

cover_the_escapist.jpgBenjamin Wallfisch
The Escapist
(Inedito, 2008)
MovieScore Media MMS 09010
20 brani – Durata: 31’30’’



5 uomini. 4 pareti. 1 piano recita il claim che lancia il film...  “un regalo” risponde Wallfisch: quello di poter scrivere la colonna sonora di questo film costruito dal regista Rupert Wyatt con una precisione ingegneristica; in cui elementi diversi, drammatici, a volte scioccanti, venati di una coloritura thrilling, si fondono dando alla pellicola un ritmo interno straordinario.

Su queste caratteristiche del testo filmico, di per sé intimamente musicale per il modo in cui situazioni di carattere differente si fondono una all’altra, si è concentrato il lavoro del compositore nella realizzazione della OST che segue da vicino il racconto modificando spesso il proprio impianto ritmico e melodico per aderire perfettamente all’immagine e all’azione. The Escapist è il racconto di una fuga rocambolesca da un carcere di massima sicurezza attraverso la fitta rete di cunicoli e gallerie sotterranee di Londra e la sua realizzazione è stata l’occasione di incontro tra il giovane regista inglese  (Rupert Wyatt),  ancora non molto conosciuto in Italia, ma già autore di action-thriller adrenalinici e di alcuni lavori per la tv, e di Wallfish che ha in qualche modo rappresentato l’alter ego musicale del regista capace di costruire una partitura perfettamente aderente al tessuto narrativo del film.  Già nel trailer del film è possibile individuare le cellule tematiche che derivano dai temi principali che scandiscono il racconto e disegnano i caratteri dei personaggi. Brani caratterizzati da una scrittura che associa elementi lirici (affidati agli archi) a sessioni ritmiche molto robuste e contaminate con elementi di musica elettronica: “Theme from The Escapist”,  “Underground Escape”, o ancora brani estremamente delicati, fragili, come “ Elegy for Brodie”, una miniatura della durata di un minuto appena,  affidata agli archi in cui la viola emerge dall’impasto timbrico di violoncello e contrabbasso con un tema cantabile e struggente. O ancora come il pezzo “Confessional”, il più intimo e raccolto dell’intera OST, in cui poche note del pianoforte e un basso continuo affidato agli archi sostengono il sospiro cantato della soprano Elenor Bower-Jolley. Frank Perry, condannato all'ergastolo, dopo 12 anni di carcere scopre che la figlia è gravemente malata. I rapporti tra i due sono molto difficili, logorati da un passato di incomprensioni e di dolore, ma Frank sente di dover incontrare sua figlia un ultima volta, prima che sia troppo tardi. L’unico modo per farlo è evadere da quel carcere in cui credeva che avrebbe passato il resto della sua vita, e sa che non può farlo da solo. Ritmo, serrato, freddo come fredde sono le sbarre delle celle, questo il cuore della musica di Wallfisch. La cellula ritmico–tematica che genera l’intero score è contenuta nel  brano “Theme From The Escapist”  caratterizzato appunto dalla presenza di elementi ritmici molto accentuati, accompagnati dal tema affidato agli archi e al pianoforte (che sembra quasi un pianoforte preparato) trattato quasi come uno strumento a percussione (come spesso ha fatto anche Nyman).  Benjamin Wallfisch si è formato musicalmente a Londra (Royal Academy of Music), dove è nato trent’anni fa. Ha lavorato come orchestratore e direttore d’orchestra con Dario Marianellicompositore italiano che vive a Londra dal 1990 ed ha ricevuto la nomination all’Oscar nel 2006 per le musiche del film Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright). Con Marianelli ha collaborato per la realizzazione di diversi film da quello di Wright a I fratelli Grimm di Terry Gilliam,  V per vendetta di Asif Kapadia e tanti altri. Wallfisch si è occupato anche di musica elettronica che ha utilizzato in modo efficace e divertente nel brano “Underground Escape” in cui elementi ritmici “tribali”  incontrano i suoni freddi dell’elettronica scaldati da un sapiente utilizzo delle ombre e delle sfumature sonore. Una piccola nota per concludere: oltre allo score di Wallfisch a formare la colonna sonora vi sono anche tre brani di repertorio: “The Escapist” dei Coldplay  (2007), “The Partisan” di  Leonard Cohen (1969) e “The Butcher Boy” di  Brian Cox (2007).

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca