Solaris
Edward Artemiev
Solaris (Id. 1972)
Edward Artemiev - Andrej Tarkowski - Sound and Vision
Song Cycle Records
Libro e CD
17 brani – durata: 51’22”

Chris Kelvin approda sulla stazione spaziale che ruota intorno al pianeta Solaris avvolto da un magma misterioso e pensante. Nella stazione avverte subito strane sensazioni e anomale apparizioni. I due ricercatori, il Dottor Snaut (Jurij Jarvet) e il Dottor Sartorius (Anatolij Solonicyn) sembrano ostaggio delle proprie ossessioni. Il loro capo Gibarian (Sos Sarkisjan) si è tolto la vita lasciando una registrazione su nastro dove avverte Kelvin dei pericoli cui rischia di sottoporsi. Il magma che avvolge il pianeta materializza i pensieri e gli incubi dei membri dell’equipaggio.
Kelvin (Donatas Banionis) prende posto nella sua camera e si addormenta. Quasi al termine del suo riposo sulla grande finestra a vetri ovale dell’astronave appare un volto di donna. E’ Hari. La sua ex-compagna suicidatasi per paura di essere abbandonata. La sua figura si ripropone nella sua integrità umana come riflesso del carico di responsabilità morale che si muove nell’inconscio di Kelvin. La straordinaria e coinvolgente sequenza dell’apparizione di Hari – superbamente interpretata da Natasha Bondartschuck - è accompagnata dalle avvolgenti lunghe linee sonore, vagamente stranianti, dominate dai registri acuti dei disegni elettronici ottenuti da Eduard Artemiev (1937) con il suo sintetizzatore che si sviluppano in una insolita vertigine metafisica.
Realizzato da Andrej Tarkowski (1932 – 1986) alla Mosfilm nel 1972 con al suo fianco l’operatore Vadin Jusov, Solaris è ispirato all’omonimo romanzo di Stanislaw Lem (1921 – 2006) che peraltro non viene seguito letteralmente nel suo carattere fantascientifico. Il regista ha piuttosto inteso creare un grande dramma psicologico nel suo straordinario saper cogliere la profonda riflessione filosofica della percezione del mondo che percorre la scrittura di Lem. L’ambiente utopico in cui il film è proiettato rappresenta soprattutto una metafora volta all’oggettivizzazione dei pensieri, dei sentimenti, delle angosce e dei ricordi. Nel finale Tarkowski sembra essersi invece ispirato a un altro romanzo di Lem, ‘Il ritorno dalle stelle’. Il conclusivo ritorno di Kelvin alla casa del padre conferisce al film una dirompente carica spirituale con l’affascinante trasfigurazione del ritorno al Signore, da cui ogni uomo proviene, alla conclusione del proprio percorso esistenziale.
Montato e costruito in modo magistrale, il concetto sonoro elaborato dal compositore russo con il suo sintetizzatore ANS (ideato da Evgeny Murzin) risponde in modo suggestivo all’ideale musicale perseguito dal regista russo e con il suo penetrante carattere cosmico e elevato si coniuga in modo superlativo con potenza metafisica e visionaria delle immagini del film. Alcune eleganti spigolosità del linguaggio sonoro adottato da Artemiev creano un curioso e affascinante rimando alle figure conclusive di uno dei capolavori di Luigi Nono quale “Como una ola de fuerza y luz” per soli, pianoforte, nastro magnetico, coro e orchestra (1971). Ricordiamo Luigi Nono fra i grandi ammiratori dell’arte dell’indimenticabile regista russo cui egli ha dedicato la sua partitura “No hay caminos, hay que caminar….Andrej Tarkowski” (1987). Oltre a Luigi Nono, altri eminenti compositori hanno subito l’irresistibile magnetismo artistico di Andrej Tarkowski e scritto partiture in suo ricordo: Arvo Paert, Beat Furrer, Gyoergy Kurtag, Wolfgang Rihm, Toru Takemitsu, Francois Couturier, Stevan Kovacs Tickmayer, Toenu Koervits…
Solaris è il primo film in cui si concretizza la proficua collaborazione del regista russo con Edward Artemiev, che proseguirà con Specchio e Stalker. La mancata concessione del visto da parte delle autorità sovietiche ha in seguito impedito al compositore di raggiungere Tarkowski in Italia per Nostalghia e in Svezia per Sacrificio, suo testamento spirituale.
Attivo per diversi anni allo Studio Sperimentale di musica elettronica a Mosca (ANS - intitolato al compositore Aleksandr Nikolayevich Skrjabin), nominato Artista del Popolo nel 1999, ricordiamo Edward Artemiev come autore di partiture cinematografiche per altri importanti registi, in particolare Andrej Konchalowski e Aleksandr Proshkin.
Dopo aver lavorato in modo soddisfacente con il compositore Vyacheslav Ovchinnikov (1936) nei suoi primi tre film Il rullo compressore e il violino (Mosfilm, 1960), L’infanzia di Ivan (Mosfilm, 1962) e Andrej Rublov (Mosfilm, 1966), con Artemiev al suo fianco Tarkowski riesce a realizzare la sua idea musicale con l’utilizzo delle potenziali possibilità offerte dall’impiego della musica elettronica nella sua capacità di aderenza, immanenza e dissolvimento nel concetto visivo del film e nel suo porsi come specchio riproduttivo del suono della vita interiore, degli stati d’animo dei protagonisti e delle voci della natura.
Egli ha un rapporto scettico rispetto al concetto classico di colonna sonora con costruzione leitmotivica che entra in dialettica con le immagini e che spesso assume la funzione di supplire a evidenti vuoti o lacune registiche o di sceneggiatura.
La sua grande passione per la musica lo porta ad amare soprattutto Johann Sebastian Bach le cui musiche egli impiega in Solaris, Specchio (Mosfilm, 1974), Stalker (Mosfilm, 1979) e Sacrificio (1986).
Considera il compositore espressione della perfezione architettonica dell’universo. “In Bach sono contenuti tutti i semi vitali della musica, come il mondo è tutto contenuto in Dio. Una tale polifonia è un miracolo inaudito, non soltanto per il suo tempo, ma in tutti i tempi” scrive il regista nei suoi ‘Diari. Martirologio’ (Agosto 1977 pagg. 217/218, Edizioni della Meridiana 2002). Soprattutto in Solaris egli utilizza la musica del compositore di Lipsia - il “Preludio per organo in Fa minore BWV 639” - in funzione di ritornello che rievoca passate emozioni al pari di una poesia e che accompagna in particolare i titoli di apertura e le visioni idilliche della casa paterna e dell’incantato contesto naturale circostante così come il ricordo dei genitori e della sua compagna Hari.
Grazie all’imponente impegno dell’Istituto Internazionale Andrej A. Tarkowski di Firenze e alla Song Cycle Records Ltd di Londra gli appassionati dell’ottava arte e gli amanti del lavoro artistico dell’indimenticabile regista russo hanno la possibilità di vivere per la prima volta l’integrale colonna sonora realizzata da Edward Artemiev per il film Solaris in un CD allegato a una sontuosa pubblicazione editoriale intitolata ‘Solaris. Edward Artemiev – Andrey Tarkovsky. Sound and Vision’ che illustra in modo fortemente coinvolgente la storia del film nelle sue immagini e nella sua realizzazione. Il libro, con i testi in lingua inglese, contiene interviste a Andrej Tarkowski e Edward Artemyev e un saggio redatto dal Prof. Roberto Calabretto sulla colonna sonora di Solaris e in generale sulla musica nel cinema del regista russo. Il volume è poi corredato da una sequenza di splendide e toccanti foto di sceneggiatura e di set realizzate da Vladimir Murasko che conducono il lettore e ascoltatore attraverso il mondo poetico ed esistenziale di questo straordinario capolavoro della storia del cinema.
La registrazione discografica si compone di 17 brani di cui i nn. I – VIII – XII e XVI sono dedicati al “Preludio in Fa Minore BWV 639” di Johann Sebastian Bach e il resto ai coinvolgenti intermezzi di musica elettronica ideati da Eduard Artemiev con l’imponente climax del brano VI che accompagna l’emozionante sequenza dell’apparizione di Hari.
Una stupefacente esperienza audio-visiva. Assolutamente imperdibile per gli amanti della grande arte
