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02 Dic2015

The Peanuts Movie

Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema

cover_snoopy.jpgChristophe Beck
Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts (The Peanuts Movie, 2015)
Epic/Sony Music 88875146372
15 brani + 5 canzoni – Durata: 47’18”



Chi è stato adolescente negli anni ’60 ricorderà probabilmente la serie di animazione americana tratta dalle geniali creazioni fumettistiche di Charles Schulz, fortemente voluta dal produttore Lee Mendelson e approdata da noi negli anni ’80 sull’allora Tele Montecarlo; una trascrizione insieme fedele e leggerissima, quasi soave, di questo parallelo mondo infantile di frustrazioni e nevrosi, che trovò perfetta adesione nel contributo musicale di un geniale jazzista californiano di origini italiane, Vince Guaraldi, il quale con il suo trio composto dal bassista Fred Marshall e dal batterista Jerry Granelli realizzò le musiche per diciassette episodi più il lungometraggio Arriva Charlie Brown (1969) di Bill Melendez (quest’ultimo stampato in Germania e Giappone dalla Fantasy Records).
Nessuna sorpresa allora se nella confezione musicale di questa nuova versione, tecnicamente scintillante e innovata ma molto fedele alla lettera (se non interamente allo spirito) delle strisce schulziane, l’omaggio a Guaraldi sia ampio e fortemente referenziale, attraverso la rielaborazione di alcuni tra i suoi pezzi più noti della colonna sonora, come la celebre “Linus and Lucy”, riproposta in una malinconica versione pianistica, o la saltellante “Skating” per vibrafono e marimba: si dà infatti il caso che proprio Christophe Beck sia stato fra quei ragazzini cresciuti fra le strisce e i cartoon dei Peanuts, e l’essersi affidato al pianista jazz David Benoit per l’integrazione e la rilettura di alcune pagine di Guaraldi testimonia la volontà del compositore canadese di ricollegarsi direttamente a quella stagione. La partitura in realtà brilla di interventi “esterni” puntuali e spiritosi (Nikka Costa, Flo Rida), come la canzone portante “Better when I’m dancin’” scritta dalla cantante americana Meghan Trainor e nel film destinata ai titoli di coda.
Ciò premesso, tuttavia, non c’è dubbio che l’elemento di maggior interesse consiste nella prova fornita dal compositore di Buffy l’ammazzavampiri, Una notte da leoni e Frozen: se l’obiettivo era infatti coniugare lievità e spirito d’avventura, versante infantile e versante adulto, c’è da dire che Beck l’ha raggiunto in pieno. Lo score pulsa di un robusto, aggressivo sinfonismo, che a tratti (“Wingwalking”) lo fa somigliare piuttosto ad una partitura-Marvel, ma nello stesso tempo dimostra un’agilità e velocità di scrittura assolutamente sdrammatizzante, intessuta di staccati degli archi e legni e di effetti comici, come in “The library”. Il tema principale della partitura, esposto a piena voce in “Snow day”, si espande negli archi con respiro arioso, quasi eroico, per essere magari poi ripreso molto più ironicamente e sommessamente in “The assembly” o addirittura con distaccata tenerezza in “Winter becomes spring”; felicissima appare anche l’idea di commentare le fantasie mitomaniache di Snoopy contro il suo Barone Rosso con pagine di purissima, muscolare action music affidata a grandiosi dispiegamenti di ottoni e forti accenti percussivi, con espliciti tocchi di mickeymousing, come in “Curse you, Red Baron”, quasi che la musica s’incaricasse qui di rendere ancora più realistici e tangibili i sogni di gloria del bracchetto. La formula felice, a ben vedere, sembra quasi occhieggiare a certe partiture di John  Powell (Rio e Rio 2) soprattutto nel connubio fra moduli tipici dell’epica musicale neohollywoodiana e umorismo smitizzante (“Charlie Brown in love”); quest’ultimo naturalmente continua a trovarsi pienamente realizzato soprattutto quando l’omaggio a Guaraldi si traduce in citazione diretta (“Carnival panic/Linus and Lucy”) ma non va dimenticato che Beck è anche il compositore di un versante più psicologico e intimista del cinema d’animazione (si pensi a Frozen), e qui i suoi squarci cameristici gentili, orchestrati con pacatezza, come “Pen Pal Partners”, giocano un ruolo psicologico decisivo.
In buona sostanza, miscelando vecchio e nuovo, la vaporosa e ironica impalpabilità jazzistica che era del Guaraldi Trio con un sinfonismo a tratti così compunto e grandioso da sembrare (e forse lo è) volutamente parodistico, la partitura smentisce per una volta la cattiva impressione che fanno sempre le operazioni “miste” di questo genere; qui davvero la sola strada per dare veste sonora al “mondo a parte” di Snoopy & Friends non poteva che essere questa.

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Daniela Bocconi

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