10 Dic2012
Io e te
Franco Piersanti
Io e te (2012)
CD Sugar 8024709146229
9 brani (6 di commento + 3 canzoni) – Durata: 39’00”

A renderla preziosa, non c'è neanche bisogno di dirlo, è la regia di Bernardo Bertolucci che negli spazi chiusi (qui è la cantina di casa nella quale Lorenzo, il protagonista, si nasconde per stare solo mentre i genitori lo credono in settimana bianca con i compagni di classe) riesce come meglio non si potrebbe a tradurre la tensione tra due corpi in immagini cinematografiche, attraverso i movimenti di macchina, la composizione delle inquadrature e la fotografia (del fedele Fabio Cianchetti). L'ultima creatura di Bertolucci è un film molto fisico (soprattutto la presenza scenica di Olivia che piomba nel piccolo mondo del fratello è animalesca, fatta di scatti e gesti) nel quale parole, dialoghi e racconto in senso stretto contano poco. Conta invece, e molto, la musica. Franco Piersanti firma sei brani strumentali: sono pochi – del resto il film dura poco più di 90 minuti – ma lunghi e costruiti con affascinante ricchezza. E densi di significato fin dai titoli.
"Sognare forse..." cita Amleto e rende univesarsale il conflitto eterno tra azione e inazione, tra vita e non-vita, tra essere e non essere che nel film è (in)espresso dalla grezza e rabbiosa malagrazia della giovinezza di Lorenzo e Olivia.
Al compositore erano stata esplicitamente chieste da Bertolucci «le musiche di un quartetto da camera» e le corde degli archi, sempre aspri, si rivelano la scelta migliore per dar voce a quella tensione fisica che nel film è centrale. Piersanti definisce il tema nel primo brano, "Io e te", e poi lo riprende in "Lorenzo e Olivia", lo disfa, lo allontana, gli lascia perdere definizione.
"Il quartetto di Lorenzo" è bello e caotico come sanno essere i quattordici anni di un ragazzo: passa dalla melodia alla durezza, dallo slancio appassionato alla rarefazione più fredda. Un disordine apparente e una scioltezza formale che si notano poi, con forme diverse, in "Movimento di quartetto (dedicato a Bernardo)".
Fanno parte dell'album anche i Muse ("Sing for Absolution"), The Cure ("Boys Don't Cry") e soprattutto David Bowie con "Ragazzo solo, ragazza sola", versione italiana (il testo è di Mogol) della sua "Space Oddity": è il brano, simbolo del film già dal trailer, che plasma l'abbraccio tra Lorenzo e Olivia, il momento della comprensione e della comunione. Talmente perfetta che potrebbe essere stata scritta e cantata oggi, nutrita proprio dai fotogrammi del Maestro Bernardo.
