28 Feb2011
Star Trek V: The Final Frontier
Jerry Goldsmith
Star Trek V – L’ultima frontiera (Star Trek V: The Final Frontier – 1989)
La-La Land Records LLLCD 1157
Disco 1: 26 brani
Disco 2: 16 brani
Durata totale: 131’00’’
Uno degli elementi che cattura l’attenzione durante l’ascolto, specialmente da parte di chi è già molto in confidenza con le pagine appartenenti al primo lavoro, è la presenza del tema dei Klingon, che comincia a farsi percepire già in “Raid on Paradise”, grazie a una introduzione ritmica che evoca indiscutibilmente le timbriche che hanno reso indimenticabile il brano “Klingon Battle” appartenente alla prima opera.
Attorno a questi affascinanti flashback musicali il Maestro plasma e costruisce interessanti atmosfere sinfo-elettroniche che vanno a fondersi col suo stile anni ’80, caratterizzato da un mix di sapori avventurosi estremamente dolci (che guardano molto al suo Explorers) e sound elettronici decisamente più innovativi.
C’è da dire che, come per il lavoro del 1979, la componente sinfonica estremamente dolce e avvolgente è uno dei pilastri portanti dell’opera, che Goldsmith integra con estrema perizia all’interno di pagine ben più muscolari e brillanti, rendendo “Not Alone” una delicata e raffinata sequenza che introduce in modo assai emozionante l’esplosione di “Target Practice”, dove finalmente deflagra nella sua forma più esplicita il celebre tema dei Klingon, raggiungendo una bellezza incredibile grazie all’intonazione pulita e all’unisono dei corni francesi, sostituiti dalle trombe nelle battute successive e affiancate dall’inconfondibile ritmica.
Goldsmith ci regala le stesse vibranti emozioni nei movimenti che intonano il tema portante dell’opera, donando agli appassionati delle pagine musicali di estrema brillantezza, che ardono di luce propria grazie alle interpretazioni pulite e impeccabili dell’orchestra, soprattutto da parte della sezione degli ottoni.
Uno dei leitmotiv nuovi della composizione, ascoltabile sia in “Nimbus III” che in “No Harm”, rispecchia con estrema precisione il modus operandi dell’autore nella seconda metà degli anni ’80, soprattutto a causa di una presenza di tastiere estremamente personale, che va ad integrarsi perfettamente con il sound caratteristico della saga.
Inoltre si percepisce anche un’assonanza notevole nelle scelte di orchestrazione, tant’è che in più passaggi è impossibile non riconoscere la stessa mano che ha composto le pagine di First Blood, specialmente nei ruoli assegnati ai singoli strumenti.
La stessa sensazione si percepisce nelle situazioni caratterizzate da ritmiche più frenetiche, come “Open The Gates” o l’intro di “Pick It Up”, dove l’autore costruisce delle atmosfere variegate, alternate tra momenti di grande vigore ritmico e di calma piatta, riportando alla mente le pagine action più brillanti di Rambo – First Blood Part II.
Sembra che con Star Trek V – The Final Frontier, Jerry Goldsmith abbia ritrovato parte del suo vigore e della sua personalità musicale più matura, quella che aveva reso incredibili i suoi lavori a cavallo tra la fine degli anni ’70 e la prima metà degli anni ’80. Ci troviamo davanti ad un’opera carica di elementi che vanno a fondersi, a mescolare il background dell’autore con le nuove frontiere della musica da film, fatte proprie nella seconda metà degli anni 80, il che permette di donare alla nuova opera elementi di grande interesse.
A conti fatti Star Trek V – The Final Frontier è un lavoro che mette d’accordo i nostalgici della prima, grande opera, e gli appassionati delle nuove partiture del Maestro, proprio perché denso di rimandi al capostipite della saga e al tempo stesso carico di una quantità notevole di sfumature stilistiche molto recenti nella sua produzione.
Difficile infatti non restare abbagliati dal lucente vigore di “Let’s Get Out Of Here” (parti 1 e 2), poiché, a differenza di brani particolarmente legati al passato quali “Plot Course” o “Without Help”, l’autore regala quel giusto mix di vecchio e nuovo capace di donare grande soddisfazione musicale.
Pubblicato alla fine di novembre dello scorso anno, il doppio album proposto da La-La Land Records con tiratura limitata a 5000 copie rende finalmente giustizia ad un lavoro che per molto tempo era stato ingiustamente sottovalutato, soprattutto a causa di un trattamento poco generoso da parte della vecchia pubblicazione di Epic Records.
Questa nuova edizione infatti propone l’opera integrale sul primo disco, per una durata di circa 72 minuti, più la vecchia edizione e alcuni extra nel secondo disco, il tutto rimasterizzato e ripulito in una notevole qualità sonora.
Star Trek V – The Final Frontier è un’opera splendida, muscolare e lucente, capace di soddisfare qualsiasi ascoltatore, poiché densa di quei rimandi che hanno fatto innamorare gli appassionati nel 1979, e al tempo stesso carica di quella dolcezza, quelle sfumature melodiche e una serie di piccole ma considerevoli novità timbriche che hanno continuato a mantenere viva e costate l’attenzione nei confronti del grande Maestro nel corso della sua lunga e brillante carriera.
