14 Feb2011
The Tree
Grégoire Hetzel
L’albero (The Tree, 2010)
Colosseum CST 8149.2
8 brani + 4 canzoni + 1 brano classico - Durata: 50’22”

Proprio per cercare una chiave a contrasto con la grandiosità paesaggistica del film, la partitura di Hetzel si “autosospende” per così dire fra un pianoforte sommesso e un quartetto d’archi filamentoso e dall’insicuro incedere melodico, che ha ben presente la letteratura esistente in materia nel Novecento e sino a Philip Glass, ma la integra con elementi spuri: “Wake” inizia ad esempio con il cello solo su un oscuro fondo elettronico per poi mescolarlo al piano insieme ad altri archi (volentieri anche senza vibrato, e comunque utilizzati senza alcuna tecnica di abbellimento, anzi puntando ad un suono piuttosto grezzo e volutamente incerto) ed echi spettrali di chitarre lontane. Curioso il “Main theme” il cui incipit consiste in una frase sola del violino che è una citazione letterale dal primo movimento della Quarta Sinfonia di Bruckner, per poi svilupparsi in un dialogo stretto e malinconico col pianoforte, e concludersi fra suoni artefatti, distorti, con gli archi paralizzati su due note reiterate. Atmosfere ancora più catafratte, quasi ermetiche, nel girovagare degli archi acuti divisi in “Speak to me” e nel gioco di pause e attese tra pianoforte e archi del “Simone’s theme”, mentre la particolare tecnica di scrittura di Hetzel si evince ancora meglio nel raffinatissimo “Under the branches” e nello sconsolato aggregarsi degli archi intorno a cascami del motivo principale in “Wounded tree”, che lascia cadere nel vuoto gli accordi del pianoforte circonvoluti dalla pensosità degli archi. Mentre il lunghissimo, elaborato “Daydream”, l’extra.-track conclusivo di questo bello score, declina echi quasi beethoveniani nell’andamento per terzine del pianoforte sul quale le note del violoncello si allineano in una perorazione elegiaca la cui intensità è pari soltanto alla sobrietà dei mezzi chiamati in campo.
