• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • Escape from the Planet of the Apes
30 Mar2010

Escape from the Planet of the Apes

Scritto da Valerio Mastrangeli. Pubblicato in Cinema

cover_escape_from_planet_of_the_apes.jpgJerry Goldsmith
Fuga dal Pianeta delle Scimmie (Escape from the Planet of the Apes – 1971)
Varese Sarabande CD Club VCL 0909 1098
14 brani – durata: 28’10’’

 

Terzo film della famosa saga fantascientifica originariamente prodotta da Franklin J. Schaffner, Fuga dal Pianeta delle Scimmie  vede il ritorno di Jerry Goldsmith, già autore del primo ed intramontabile pilastro della serie, dopo l’assenza nel cast di L’altra faccia del Pianeta delle Scimmie, per il quale venne sostituito da Leonard Rosenman.
Il nuovo episodio, uscito nelle sale cinematografiche nel 1971, porta con sé diverse novità rispetto ai due precedenti: l’ambientazione nell’allora presente, più precisamente in una grande metropoli statunitense, e la presenza di sole tre scimmie (presto due) in mezzo all’intera popolazione di esseri umani, elementi questi che influenzano le scelte stilistiche e creative dell’autore, il quale s’impegna nella scrittura di pagine molto eterogenee, fortemente radicate nel sound del periodo. Jerry Goldsmith si cimenta infatti in costruzioni jazz, ricche di percussioni e di ritmiche penetranti, come nell’incisivo “Main Title”, arricchito da brillanti chitarre elettriche, sessioni di batteria e accompagnato da interessanti incastri sinfonici.
L’autore riesce a fondere quelle che sono le sonorità più particolari sviluppate per il primo film con l’utilizzo di strumenti moderni, ideando interessanti e avvolgenti linee di basso miste ad inquietanti sonorità sinfoniche e arricchite da percussioni asciutte, che nei brani “The Zoo”, “The Gorilla Attack” e “I Like You” generano una serie di commenti tipici del suo stile, molto esotici, che vanno a ricreare un’atmosfera di tensione iniziale che via via va rilassandosi, puntando soprattutto sull’utilizzo spensierato e romantico dei fiati e delle arpe, che nel brano “Shopping Spree” esplode in una sessione delicata e rilassante, con una ritmica calda e avvolgente di stick e basso elettrico, con i quali le tastiere si cimentano nell’interpretazione di melodie che guardano molto alla musica tipicamente anni ’70, quasi come se fosse tessuta degli stessi colori degli abiti che Zira e Cornelius acquistano durante i loro giorni da vip!

Tuttavia, a causa del risvolto thriller e drammatico della pellicola, il Maestro fa sì che queste sonorità così ritmate e lucenti vadano a fondersi ben presto con le sue pagine più cupe e inquietanti, nelle quali la scelta di una strumentazione mista, in cui fanno capolino archi ed effetti elettronici (“A Little Story”, “Interrogation”), mantiene inalterato l’aspetto moderno e avanguardistico nell’evolversi dello sviluppo dell’approccio.
La presenza di Goldsmith favorisce non pochi colpi di scena, nei quali ritroviamo dei veri e propri flashback che guardano alla prima e intramontabile partitura: “Breakout” squarcia il silenzio con un incipit aggressivo e graffiante, diretto discendente degli strappi d’orchestra più incisivi di “The Revelation” da Il Pianeta delle Scimmie, introducendo poi le più lunghe pagine di commento alla fuga di Zira e Cornelius dal laboratorio, per le quali l’autore scrive una sequenza carica di tensione e suspense, che nel mezzo di “The Labor Continues” esplode in una sessione sinfonica poderosa, anticipando molto quelle che saranno le brillanti e prorompenti pagine che il compositore scriverà per il suoi action-thriller più famosi di metà e fine anni ’70.
In “The Hitchhiker” troviamo invece il lato più moderno e ispirato alla musica del periodo del commento frenetico per l’inseguimento, nel quale le ritmiche serrate di batteria e charleston, affiancate dal puntuale basso elettrico, dipingono un’atmosfera ben più brillante, trovando solo nell’aggraziata “Mother And Child” un breve momento di respiro, nel quale l’autore si cimenta nell’arrangiamento dei motivi in una chiave più soft, sebbene carica di un retrogusto tetro e inquietante, caratterizzato da una tensione crescente che trova nella conclusione e nel successivo “The Hunt” il ritorno alle sessioni più cupe e drammatiche.
Fanno quindi la loro comparsa le note di pianoforte suonate alle ottave più basse, capaci di scandire precisamente il tempo sotto alle tetre sequenze commentate, affiancate da costruzioni melodiche e scelte timbriche che anticipano senza restrizione l’avvicinarsi della drammatica conclusione.
L’esplosione del finale “Final Chapter and End Credits” conclude in modo straziante la vicenda, riproponendo il materiale tematico finora conosciuto e arricchito di variazioni e intrecci che vanno ad aumentarne il carico emotivo e le tonalità fortemente drammatiche.

Escape From The Planet Of The Apes è una partitura davvero stupenda, manifesto del carattere sfaccettato del suo autore. Goldsmith infatti riesce a gestire con grande padronanza tanto le sonorità inquietanti e stranianti sviluppate per il capostipite della serie quanto il sound caldo e ritmato che domina le strade statunitensi di quegli anni.
Il film fondamentalmente è una fantascienza virata al thriller, e per questo l’ambientazione e il gran numero d’inseguimenti favorisce tanto le sessioni ritmiche per batteria e basso elettrico quanto i commenti più tetri ed inquietanti che l’autore sviluppa con grande perizia. La bravura di Goldsmith sta nel riuscire a dosare la giusta presenza degli uni e degli altri elementi, ricreando sessioni action ritmate, allarmanti momenti d’attesa tra le fronde degli alberi dopo la fuga di Zira e Cornelius dal laboratorio, nonché l’atmosfera fredda, solitaria e straniante che regna durante le ultime sequenze all’interno della nave dove i due scimpanzé si nascondono.
Ma non è tutto, perché l’arrivo dei due viaggiatori dello spazio viene inizialmente accolto con estremo calore dall’umanità, e questo favorisce degli sviluppi musicali molto brillanti, lucenti, nei quali Goldsmith sprigiona tutta la sua energia vitale più umana, dedicandosi con grande capacità al commento spensierato, divertente, e creando attorno alle figure di Zira e Cornelius una cornice estremamente romantica, come una normalissima coppia d’innamorati che si potrebbe incontrare per strada.
In poco meno di mezz’ora di musica il Maestro riesce a esprimere una moltitudine di sfaccettature, passando con estrema naturalezza dall’action al dramma, dal thriller alla commedia, e facendo del suo asso nella manica, ovvero un brillante “Main Title” impregnato di tutti i caratteri fondamentali della pellicola, un vero e proprio pilastro sul quale contare nei momenti in cui le pagine debbano assumere una maggiore personalità restando fortemente radicate tanto nell’America degli anni ’70 quanto nel selvaggio Pianeta delle Scimmie.

Ultimo componimento della serie originale a ricevere una edizione completa su disco, Escape from the Planet of the Apes è stata una delle tante colonne sonore a lungo attese dagli appassionati.
Senza alcun preavviso la Varese Sarabande propone questa edizione appartenente alla collana Soundtrack Club, con una tiratura limitata a 3000 copie.
Sebbene il disco sia stato accolto con grande entusiasmo da parte degli appassionati, soprattutto di coloro che nutrono particolare interesse nei confronti di Goldsmith e della musica per il cinema di fantascienza, una parte dei seguaci della musica da film ha ritenuto opportuno passare oltre, reputando di scarso interesse una edizione che non arriva alla mezz’ora di musica.
In effetti c’è da dire che, a differenza delle abitudini di etichette come Film Score Monthly, Varese Sarabande avrebbe potuto accorpare un altro lavoro del Maestro sul medesimo disco, ma la musica contenuta in questo cd, che quasi raddoppia in durata rispetto alla suite presente nell’album della stessa etichetta con le incisioni per il primo film, gode di una qualità ed una numerosa serie di sequenze molto interessanti da giustificarne l’acquisto senza riserva.
Finalmente dopo 38 anni la bella e colorita partitura di Jerry Goldsmith per il terzo film della saga è disponibile su cd, e può essere affiancata alle edizioni precedenti con le musiche di Rosenman, Scott e lo stesso Goldsmith, chiudendo un cerchio, proprio come il Legislatore conclude, ascoltato da scimmie e bambini, l’ultimo dei film della serie originale.

 

 

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca