• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • Krull
20 Ott2010

Krull

Scritto da Valerio Mastrangeli. Pubblicato in Cinema

cover_krull.jpgJames Horner
Krull (id. – 1983)
La-La Land Records LLLCD 1143
23 brani (11 disco #1; 12 disco #2)
Durata: 99’39’’ (45’23’’ disco #1; 54’16’’ disco #2)

 

Se le produzioni contemporanee del californiano James Horner (Titanic, Braveheart) tendono a creare una crepa molto evidente tra i giovani appassionati e i veterani del settore (e l’esempio del suo ultimo lavoro per Avatar, che ha ricevuto due giudizi diametralmente opposti nella doppia recensione pubblicata da questa webzine, ne è testimone) molto lo si deve a lavori come Krull, una delle prime colonne sonore composte dal celebre artista, che nel 1983 già vantava alle sue spalle opere come Star Trek II – L’ira di Kahn, Something Wicked This Way Comes o Battle Beyond The Stars. La partitura composta per la pellicola diretta da Peter Yates e interpretata da Fancesca Annis, Freddie Jones, Ken Marshall e un giovane Liam Neeson è senza ombra di dubbio manifesto della scrittura fantasy più solida e originale del musicista, il quale si cimenta nella creazione di pagine muscolari e personali, ricche di leitmotiv brillanti e avvolgenti, arricchiti da timbriche e sonorità che nella prima metà degli anni ’80 sono stati vera e propria firma stilistica dell’autore.
Molti infatti gli elementi ricorrenti nella sua produzione, dalle pungenti timbriche “incudine e martello”, divenute ancor più famose nelle celebri pagine action dell’Aliens di James Cameron, alle poderose intonazioni dei tromboni, che hanno supportato molte delle creazioni di Horner come Gorky Park, Commando o 48 ore.
In Krull troviamo il James Horner che ha fatto innamorare centinaia di appassionati della musica da film, poiché capace di stupire attraverso brillanti intrecci degli strumenti che compongono l’orchestra, generando trionfi sinfonici emozionanti e avvolgenti, come “Quest For The Glaive”, brano nel quale l’autore unisce la bellezza e l’armonia dei leitmotiv ad un supporto elegante e raffinato della componente corale, generando scintillanti intrecci che le orchestrazioni vanno ad evidenziare mettendo in luce di volta in volta i singoli strumenti. In brani come questi è impossibile non captare l’influenza classica nonché la vecchia scuola che risiede (o risiedeva?) nell’animo artistico dell’autore, specialmente nelle interpretazioni degli archi, che vanno ad intonare meravigliose sequenze musicali di grande effetto.
Ma se da un lato in questo lavoro troviamo l’Horner maggiormente incline verso l’aspetto più classico del commento, dall’altro non mancano le sue spiccate qualità moderne e progressive; basti pensare a “The Battle In The Swamp”, brano nel quale l’autore unisce l’epicità dei suoi temi ad una scrittura dalla base ritmica molto martellante e serrata, che va a creare una serie di situazioni musicali molto frenetiche, nonché cariche di timbriche e incastri assai personali.
Altrettanto interessanti sono le pagine più cupe e inquietanti dell’opera, come “The Changeling”, per la quale Horner compone sviluppi molto tetri, dove le atmosfere, spesso rafforzate da un massiccio intervento di timpani e ottoni, vengono sporadicamente ingrandite dall’utilizzo di una considerevole componente corale (elemento apprezzabile soprattutto nel brano “The Widow’s Web”, dove l’autore conferisce all’atmosfera una immagine ancor più imponente grazie all’utilizzo puntuale e attento dei tromboni).
Dal punto di vista musicale sono i brani che accompagnano la seconda metà della pellicola quelli che godono di una pienezza sonora particolarmente brillante e appagante, soprattutto quando i pieni d’orchestra vengono accompagnati dalle intonazioni più gravi delle componenti corali, dando all’impeccabile performance della London Symphony Orchestra maggior risalto (“Inside The Black Fortress”, “The Death Of The Beast And The Destruction Of The Black Fortress”).
In quest’ultimo pezzo notiamo poi una certa influenza musicale da parte delle scritture fantasy spaziali che hanno preceduto Krull di pochi anni (Star Trek The Motion Picture o Star Wars), in particolar modo quando l’autore va ad alternare imponenti strappi d’orchestra ad ostinati d’archi pieni e avvolgenti.

Per molto tempo Krull è stata considerata una delle opere più belle e affascinanti degli anni ’80, talmente carica di meravigliosi e avvolgenti leitmotiv e caratterizzata da una così giovane e solida freschezza da far innamorare molti degli storici appassionati di musica da film. Ed è stata proprio questa sua serie d’innegabili pregi a contribuire nella costruzione di un passato estremamente glorioso per l’autore di Aliens, un background talmente solido e ricco di meraviglie tali da lasciare increduli davanti all’inconsistenza della maggior parte dei suoi lavori degli ultimi dieci anni.
Edita da La-La Land Records con una tiratura limitata a 3000 copie (accompagnata dalle interessanti note di Jeff Bond), la pubblicazione di questa nuova versione, per certi versi considerabile ormai come quella definitiva, ha lasciato interdetti molti appassionati che già risultavano essere in possesso delle precedenti, tra cui le due versioni più brevi di Southern Cross e il doppio cd pubblicato da SuperTracks; ad ogni modo la qualità della nuova edizione, che gode di un audio decisamente più pulito e profondo, va ad aumentare notevolmente la godibilità dell’intera opera.
Nonostante questo innegabile incremento qualitativo, si nota come la profondità del suono in molte delle partiture di James Horner dei primi anni ’80 sia spesso limitata, con timbriche talvolta fin troppo asciutte, che nemmeno le leggendarie interpretazioni della London Symphony Orchestra, ampie e corpose, riescono a colmare del tutto. Probabilmente tutto ciò è da attribuire alle orchestrazioni dell’autore, affiancato dallo storico collaboratore Greig McRitchie, poiché in numerosi altri lavori dello stesso periodo (ad opera di musicisti diversi) la stessa orchestra ha interpretato partiture con maggiore volume e vigore sonoro.
Krull è un’opera che non può assolutamente mancare nel bagaglio culturale di ogni appassionato di musica da film che si rispetti, poiché non offre solo la possibilità di godere di splendide pagine musicali fortemente ispirate e composte da un autore al top del suo splendore espressivo; essa è soprattutto una colonna sonora ricca di elementi che fungono da punto di contatto tra la vecchia e la nuova generazione di musicisti, offrendo numerose pagine capaci di far innamorare ascoltatori di vecchia data e nuovi, giovani orecchie impazienti di ampliare i propri orizzonti.


 

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca