• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • Karate Kid Legends
11 Set2025

Karate Kid Legends

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover karate kid legendsDominic Lewis
Karate Kid Legends (Id. – 2025)
La-La Land Records LLLCD 1675
30 brani – Durata: 53’51”

Dominic Lewis (classe 1985), onesto mestierante sulla cresta dell’onda cinemusicale dal 2011, con un curriculum vantante pellicole di successo quali The King’s Man – Le origini, Bullet Train e The Fall Guy, ritorna al cinema con lo score di Karate Kid Legends, sesto film del noto franchise anni ’80 Karate Kid e sorta di costola della serie spin-off Cobra Kai. Le dinamiche della nuova storia sono tipiche del Genere, perciò non brillanti per originalità, con idonei e simpatici protagonisti (gli inossidabili Jackie Chan e Ralph Macchio, Ben Wang e Joshua Jackson), giocando su un vivace montaggio da videogioco e canzoni moderne dal taglio molto Eighty: alcune originali, farina del sacco compositivo di Lewis (“Tick Tick”, “Please”, “The Best of Me”). L’autore britannico riesce a farsi strada con una sua voce ben risaltante, tra oriente e occidente come la trama richiede, tra epica (“Two Branches, On Tree”) e sentimentalismo (“Mother Knows Best”), con rimandi a quelle partiture sinfo-pop propriamente Ottanta, in riferimento al clima dilagante di tutto il film (“Dragon Kick”, “The Final Part 1 & 2”, “Training Montage”) e qualche concessione techno-hip pop-rock attuale (“The Arena”, “Fight Night”, “Fong Song”). Il lavorio di Lewis su questa score, che si può riassumere nel concitato e sfavillante “Pizza Montage”, viene cesellato come quello articolato di Daniel Pemberton per Spider-Man - Un nuovo universo ed il suo seguito: vedi “Push Down”, “5 Boroughs” o “Touch the Stars”. Sottigliezze timbriche emozionali in “Li and Mia” per synth, chitarra elettrica, vocalizzi e ritmica pop. Il leitmotiv di Bill Conti del capostipite, quello tributo all’attore Noriyuki Pat Morita, il popolare Maestro Miyagi, si nasconde gentilmente in talune tracce (ad esempio “Daniel-San”).  

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2025      

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca