Echoes in Blue/Spirit of Calypso
Isabella Turso
Echoes in Blue/Spirit of Calypso (2025)
Bluebelldisc
Distribuito da AWAL
2 brani - Durata: 6’38”

<<Il blu è il colore della memoria che scorre: profonda, fluida, un po’ malinconica. Il rosso è il colore che la memoria sceglie per non svanire. E quando la bellezza scompare, quando le forme crollano e l’eco si perde, il rosso resta. Non per consolare, ma per testimoniare>>. Con queste parole la pianista e compositrice Isabella Turso spiega il significato custodito nel suo doppio singolo “Echoes in Blue” e “Spirit of Calypso”, uscito sotto l’egida di Bluebelldisc e la distribuzione di AWAL (gruppo Sony Music).
Ciò che rappresenta il vissuto e il materiale del passato in ogni sua espressione diventa fonte prelibata per l’artista trentina che da sempre trae ispirazione da immagini e contesti per esprimere la propria creatività, divenendo per certi versi colonna sonora di stati emotivi personali e contesti esistenziali.
Il privilegio dell’autorialità (verbale-strumentale o anche solo strumentale) è proprio quello di poter dominare una proposta musicale in ogni dettaglio generativo e avere la libertà di costruire e condividere un percorso mistico-emotivo, non pienamente possibile invece laddove sussiste una pura riproposta e restituzione seppur contributiva di brani creati da altri.
Questo lavoro sigilla un’autorevolezza compilativa ma anche una miglior consapevolezza in termini produttivi, un tuning nel mixmaster (curato dal sound engineer tedesco Philipp Kaase) con il pianismo discografico, che invece era meno esperibile nei precedenti lavori dell’artista. Il libero arbitrio della compositrice si ripropone nella scelta del casus creandi e nell’abilità di ricordare e menzionare senza mai invadere, di proporre e stimolare senza imporre, di piacere senza scadere nella retorica di un sound alike preciso, rendendo la nuova proposta un perfetto connubio di conscia e aggiornata coerenza e sapienza creativa ed espressiva. Nelle dita e nell’incedere dei tasti di Isabella si percepisce in dinamica fusione ciò che è il trascorso classicheggiante della pianista, sempre ben impresso e riscontrabile in ogni produzione, nonché l’abilità nel fotografare sensazioni e contesti geo-storici, incapsulati in un trailer customizzato di un metafilmico scenario tra ritorni della memoria e approdi di deriva cinematica. Come sempre le immagini musicate da Isabella partono da esperienze individuali ma sicuramente ad ampliamento universale, come il costante senso di celebrazione e valorizzazione della nostalgia connessa ai ricordi o ai luoghi che hanno costruito la storia di individui o territori. E anche le immagini parlano chiaro: cinque anni fa era il MUSE di Trento (luogo della memoria e della conservazione storica) a riaprire i battenti post-pandemici per ospitare il videoclip di “Sliding Doors” (secondo singolo discografico della Turso, tratto dall’album "Big Break"); oggi sono le scogliere dell’isola di Malta e il fascino insindacabile delle sue rocce e dei suoi colori incantevoli (ben ritratti nel videoclip dall’occhio della cinepresa del music video director Raul Pessoa), pregni di un cromatismo che è fissazione tematica e acquisizione nostalgica, nonché sfuggente visita di note e progressioni che ci ricordano come gli elementi della natura vengono e svaniscono, lasciando però segni tangibili e indelebili. Lo sono gli uomini, le sensazioni, i paesaggi, ma anche la compilazione su pentagramma con temi scolpiti come solchi magistrali, abili nel risvegliare e recuperare il senso del bello e dell’autentico. Da ascoltare e interiorizzare.
