• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • A Complete Unknown
02 Apr2025

A Complete Unknown

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover a complete unknown newAA.VV.
A Complete Unknown (Id. – 2024)
Columbia/Sony Music 19802866141
Lato A: 8 brani
Lato B: 8 brani

Bob Dylan secondo James Mangold che torna al cinema, dopo il deludente Indiana Jones e il quadrante del destino, con un biopic meritevole e stimolante più per lo spaccato storico che va a narrare che per il suo protagonista, il quale (forse) consapevolmente ne ha mutato, con la sua musica folk-rock dirompente rispetto alla tradizione del genere musicale stesso, il contesto socio-politico-culturale, ampiamento incrinato dalla guerra in Vietnam e dalla disgregazione economica e occupazionale del periodo. Bob Dylan, all’anagrafe Robert Allen Zimmerman (Duluth, 24 maggio 1941), cantautore, pittore, poeta, attore, scrittore, conduttore radiofonico, scultore e musicista statunitense, con in carnet una miriade di riconoscimenti tra cui dieci Grammy Award, il Polar Music Prize, il Premio Oscar nel 2001 per la canzone “Things Have Changed” dalla colonna sonora del film Wonder Boys, il Premio Pulitzer nel 2008, la Legione d’Onore nel 2013 e nel 2016 il Premio Nobel per la letteratura, in questo A Complete Unknown viene fatto rivivere dall’abile interpretazione, anche canora e strumentale, del giovane Timothée Chalamet, che ne racconta i primi anni formativi – ci troviamo nel 1965 – fino all’affermazione assoluta nel campo della Musica, passando per il noto Newport Folk Festival, sconvolgendone i tradizionalismi con la sua chitarra elettrica assordante, così svegliante gli animi assopiti del Folk più popolare e rafforzato nel tempo.
Il film ha ottenuto una quantità spropositata di candidature e premi tra cui otto nomination agli Oscar (Film, Regia, Suono, Sceneggiatura, Costumi, Miglior attore protagonista, Migliore attrice e attore non protagonisti) e Chalamet è attorniato da attori di primo livello, perfino giovani scoperte come la Monica Barbaro nel ruolo di Joan Baez, uno degli amori combattuti di Dylan, quali Edward Norton, Elle Fanning, Boyd Holbrook e Scoot McNairy, tutti impegnati anche vocalmente nel ricreare pedissequamente e timbricamente quelle atmosfere folk dell’epoca, tranne la meravigliosa bellezza eterea della Fanning che nella pellicola interpreta la fidanzata di Dylan e non canta. Sicuramente tutti i protagonisti sono fin troppo belli rispetto agli originali ma ciò non distrae affatto dal rimanere stregati dalla narrazione filmica, anche se non si è fan accaniti, come chi vi scrive, del Dylan & Co., così immergendosi alla perfezione in quell’arco temporale della Storia USA che ha raccontato non solo una Nazione e della sua rappresentativa Musica Folk.
Nel vinile di rosso colorato sono riportate canzoni evergreen del repertorio dylaniano e dei suoi amici di avventure musicali performate in tournée o nei locali fumosi e attrattivi culturalmente e socialmente della New York anni ’60, tra cui “Mr. Tambourine Man”, “The Times They Are A-Changin’”, “Like A Rolling Stone”, “Blowin’ in the Wind” e “Highway 61 Reviseted”. Mangold ha così commentato la sua idea di biopic su Dylan, promuovendolo in giro per il mondo: <<Per me c’era un solo modo per realizzare questo film - avere attori che fossero profondamente talentuosi, ambiziosi (e abbastanza coraggiosi!) da poter incarnare le personalità degli artisti che avrebbero dovuto interpretare. E per fare questo, dovevano essere in grado di cantare le canzoni... Non volevamo sostituire la potenza, la bellezza e la meraviglia di quello che già esiste, ma piuttosto celebrarla>>. Compito portato a termine impeccabilmente, anche a detta dei puristi del cantore folk-rock dalle rivoluzionarie schitarrate elettriche. Edward Norton fa Pete Seeger, il patriarca del Folk, in “Wimoweh (mbube)”; la fascinosa e conturbante Monica Barbaro fa Joan Baez in “House of the Rising Sun”, “Blowin’ in the Wind”, “Don’t Think Twice, It’s All Right”; Boyd Holbrook fa Johnny Cash in “Big River”. Il 33 giri contiene un poster con due immagini iconiche di Chalamet/Dylan dal film.     

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca