Le Déluge - Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Fabio Massimo Capogrosso
Le Déluge - Gli ultimi giorni di Maria Antonietta (2024)
Plaza Mayor Company LTD
12 brani – Durata: 23’48”

Fabio Massimo Capogrosso, tra gli autori più classici fra i giovani compositori di colonne sonore nel nostro Paese, con all’attivo le rispettabili score per Marco Bellocchio, Esterno notte e Rapito, per Francesca Comencini, Il tempo che ci vuole e per la serialità TV, Stucky, compone qualcosa di inaspettato, stordente e accomodante al contempo, serpeggiando tra concretismi coevi, perfino astratti coralmente (“Lanterna magica”, “Condannati a morte”, “Egalité”) e svianti acutezze classiche (“Vestizione”, “Le Déluge”, “Le jardin”). Lo score del film con la regia di Gianluca Jodice e l’interpretazione di Guillaume Canet e Mélanie Laurent, è eseguito dalla Czech National Symphony Orchestra e segue le vicende di Luigi XVI e Maria Antonietta condotti alla Tour du Temple, dove verranno rinchiusi in attesa del processo che li porterà alla morte. Sentori di György Ligeti nel de profundis del “Requiem”; un ascetico sgocciolio timbrico nella lunga linea per arpa, piano, synth e archi dell’ipnotico “Metafisica”; “Le prigioni” è asfissiante nella sua nota di piano ribattuta, nel prolungato sintetismo tetro e nell’oscura dilatazione sensoriale; “Gli uomini” si poggia su progredenti note chiaroscurali degli archi in levare; nebuloso il synth di “Tempo sospeso” che angoscia non poco. Una partitura molto particolare così raccontata dal suo autore: <<Poter lavorare alle musiche di un film così complesso e profondo come Le Déluge, che ha comportato una ricerca musicale piuttosto articolata, è stato per me motivo di grande orgoglio e ispirazione>>. Ed il regista ne parla così: <<Uno degli obiettivi più difficili, che con Fabio ci eravamo posti, era quello di creare una musica che non fosse ‘del’ film, ‘sul’ film…ma una musica che provenisse ‘dal’ film. Cioè una musica che esprimesse l’emozione più recondita e potente: ovvero il tragico, ineluttabile, umanissimo e disumano dispiegarsi della Storia>>.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2025
