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04 Mag2010

Child’s Play

Scritto da Valerio Mastrangeli. Pubblicato in Cinema

cover_child_play.jpgJoe Renzetti
La bambola assassina (Child’s Play – 1988)
La-La Land Records LLLCD 1108
14 brani – durata: 64’53’’

 

L’etichetta statunitense La-La Land Records continua il suo lodevole impegno nella riscoperta dei classici dell’horror proponendo la ristampa di una partitura cult di fine anni ’80: La Bambola Assassina (Child’s Play). Diretto da Tom Holland e interpretato da Brad Dourif, Catherine Hicks e Chris Sarandon, la colonna sonora composta da Joe Renzetti (Poltergeist III, Tales From The Crypt) per l’inquietante pellicola, che ai tempi dell’uscita nelle sale riscosse tanto successo quanto un considerevole dissenso da parte di chi la reputava istigatrice alla violenza infantile, rappresenta egregiamente uno degli approcci più interessanti per il suddetto genere filmico durante quegli anni.

Originariamente assegnato ad un altro compositore, questi dovette abbandonare il progetto (in fase avanzata) a causa di questioni personali; David Chackler, music supervisor per Child’s Play, non ebbe dubbi nel contattare Renzetti, con il quale aveva già lavorato in precedenza per The Buddy Holly Story, che nel 1979 vinse l’oscar come Miglior Colonna Sonora e Suo Adattamento.
A causa dei tempi estremamente limitati, l’autore ebbe poche settimane a disposizione per completare il suo lavoro, ma fortunatamente la sua istantanea ispirazione nei confronti della pellicola gli permisero di conciliare il poco tempo concesso con un ottimo risultato. Inizialmente alcune temp-track, principalmente provenienti dal lavoro del compositore originale, vennero inserite con l’intenzione d’indirizzare l’autore verso un sound appoggiato dalla produzione, ma dopo l’ascolto di alcune nuove pagine (in particolare la sequenza scritta per la scena in cui la bambola prende vita davanti al camino acceso) non vi furono più dubbi da parte di David Chackler e gli altri membri dello staff, che eliminarono completamente i vecchi montaggi in favore della nuova interpretazione.
Uno degli elementi caratterizzanti della partitura composta da Joe Renzetti è la sua estrema semplicità nel mantenere una spiccata congruenza con le sequenze visive senza scadere nei tipici clichés che ci si aspetta di sentire in un horror riguardante giocattoli e bambini. Caratterizzato soprattutto da elementi che in un certo senso potrebbero essere associati ad un action di quel periodo, l’autore costruisce pagine ricche di energia e cariche di percussioni, generando atmosfere sature e pressanti, che il più delle volte si risolvono nel leitmotiv composto per Chucky, o nella sua variazione, enfatizzando principalmente gli elementi visuali e narrativi del film.
Fin dai primi istanti la composizione inquadra con grande enfasi le ambientazioni tetre e inquietanti attraverso le quali si evolve la vicenda, donando ad un interessante “Opening Chase (Main Titles – Child’s Play)”  una forte carica di energia oscura, sottolineata da una bombastica e cacofonica interpretazione delle percussioni, congiunta ad un tappeto di synth in cui spiccano gli archi dissonanti. Già in questa lunga sequenza è possibile carpire l’approccio action al film, soprattutto negli istanti in cui la pulsante linea di basso diviene l’unico elemento evidente, inserito in un’atmosfera che sporadicamente viene alterata con percussioni o, nella parte conclusiva, inquietanti campane che vanno ad introdurre una tensione crescente ed esplosiva. La variazione a due note sul motivo di Chucky fa la sua prima apparizione nel brano “Maggie Gets It / Maggie Out The Window”, immerso in un’atmosfera fitta e pastosa, che timidamente si fa più acuta e frenetica negli istanti conclusivi, atti a commentare la caduta di Maggie dalla finestra.
L’esplosione strozzata nella succitata scena rappresenta in modo assai chiaro l’intenzione dell’autore di non voler invadere la pellicola, lavorando talmente nell’ombra da risultare addirittura più inquietante di quanto non possa sembrare. Ulteriore dimostrazione è la più frenetica “El Ride”, nella quale Renzetti insiste principalmente sulle timbriche metalliche delle percussioni, atte ad enfatizzare l’ambiente industrializzato della città, senza intervenire mai in prima linea all’interno delle scene, se non nei frangenti nei quali le inquadrature passano da Andy alle panoramiche sulla città, utilizzando in modo considerevole i synth come mezzo di contrasto.
In tutto ciò forse l’elemento più incisivo delle musiche è l’interruzione improvvisa nella prima parte di “Batteries Included / Mamma Walk / Street Music”, sparendo completamente per lasciare la scena a Chucky e alla sua storica battuta “Hi, I’m Chucky. Wanna play?”. Da questo momento la sequenza si fa più martellante e frenetica, e sebbene le timbriche accusino in parte i limiti del campionamento, l’effetto frenetico ed inquietante è innegabilmente buono.
Ovviamente la terrificante rivelazione di Chucky scatena un susseguirsi di sequenze musicali ben più chiassose rispetto alla prima parte della composizione, specialmente nei brani “Chucky Kills The Doctor” o “Batter Up / Chucky Chant / This Is The End / Chuck Roast”. In quest’ultimo in particolare Renzetti arricchisce le corpose atmosfere con synth dissonanti estremamente taglienti, che sfociano in graffianti ostinati d’archi campionati, generando una situazione musicale satura e straniante, al punto da risultare volutamente angosciante e fastidiosa.
“Chucky Goes To Pieces / Chuck In A Box” e “Goodbye Chucky / Child’s Play – End Credits” sono i brani più energici della seconda parte dell’album, soprattutto grazie ai colpi di scena che si susseguono nella pellicola, ai quali l’autore affianca dei commenti asciutti e taglienti. A conclusione della pellicola viene posto un “End Credits” arricchito da diverse linee vocali campionate. Rispetto alla versione alternativa priva di tali elementi (inclusa nell’album come bonus track), questa ripropone esattamente il brano così come compare all’interno del film.
Tra i brani extra posti alla fine della tracklist sono presenti la source music proveniente dalla sequenza iniziale del film (precisamente la musica che accompagna il notiziario televisivo) nonché “The Chucky Song”, canzone scritta da  Joe Renzetti e Simon Stokes che originariamente avrebbe dovuto accompagnare i titoli di coda del film.

Il lavoro svolto da Joe Renzetti per Child’s Play è indubbiamente da tenere in considerazione. Sul piano del piacere d’ascolto l’album, prodotto dalla La-La Land Records in edizione limitata a 1200 copie, potrebbe  riscuotere poco successo da parte di chi non è particolarmente affascinato dalle costruzioni dissonanti completamente sintetiche, nonché dalle pulsanti e compatte atmosfere che invadono gran parte dell’opera; nonostante ciò bisogna dire che le numerose pagine di natura action che sono presenti nella composizione aumentano notevolmente il livello d’interesse, specialmente nei brani in cui l’autore si cimenta nella costruzione di frenetiche sequenze cariche di percussioni dalle timbriche metalliche. L’intenzione di Renzetti di non invadere la pellicola è sicuramente l’elemento caratterizzante dell’intera colonna sonora, la quale non cela la sua discrezione nel commentare il film, pur servendolo egregiamente lavorando in modo assai poco evidente.
In conclusione non si può far altro che apprezzare l’impegno della giovane etichetta statunitense nell’operazione di recupero di grandi classici dell’horror; Child’s Play infatti risulta essere uno di quegli album che meritano indubbiamente una posizione di riguardo, magari affiancandolo ad un’altra splendida edizione: The Dunwich Horror.

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Daniela Bocconi

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