Reportage del concerto dell’Ensemble Duomo “Musica Italiana nel Cinema”

Il Suono Italiano del Cinema
Reportage del concerto dell’Ensemble Duomo presso il Teatro Filodrammatici di Milano il 17 marzo 2024
Quante note tra le immagini hanno illustrato la celluloide non solo di casa nostra. Nomi del calibro di Ennio Morricone, Pino Donaggio, Mario Nascimbene, Riz Ortolani, Carlo Rustichelli, Nicola Piovani, Piero Piccioni, Piero Umiliani (e l’elenco non termina qui) hanno dato lustro alla musica per la Settima Arte sia in Italia che nondimeno all’Estero, imprimendo uno stile tipicamente italico di approccio compositivo nelle orecchie di colleghi fuori dai nostri confini e anche oltreoceano, venendo molteplici volte emulati sia nella loro epoca di riferimento che ai giorni nostri. Il concerto, denominato “Musica Italiana nel Cinema”, della popolare Ensemble Duomo, che in più occasioni abbiamo recensito, all’interno della loro sede primaria performativa, quel minuto e classicheggiante nelle forme, al contempo moderno nella sua enunciazione visiva, milanese Teatro Filodrammatici, collocato storicamente nella stretta via di sinistra a due passi dal Duomo, avendo frontalmente il rinomatissimo Teatro alla Scala, è stato quanto mai emozionante e ben condotto dalle prodigiose mani (non solo chitarristiche) del Maestro Roberto Porroni, il quale ha sapientemente elaborato, come sempre nei suoi concerti di musica per film, questa volta le partiture di Piero Piccioni (a detta del medesimo le più articolate da trasporre), Pino Donaggio, Ennio Morricone e Piero Umiliani con una sorpresa d’oltralpe nel bis.
I nomi, tra i succitati in testa all’articolo, sono arcinoti rappresentanti dell’italico guizzo geniale compositivo fuori e dentro le immagini e i nostri lembi territoriali, che Porroni alla chitarra, contornato, in un gioco virtuoso di contrappunti e canti e controcanti sempre sinceri e partecipativi, da Marcella Schiavelli al violoncello, Ilaria Ronchi al flauto, Roberto Filici al violino e Antonio Leofreddi alla viola, con la partecipazione straordinaria della cantante brasiliana Priscila Ribas con la sua cantabilità vellutata e acuta, da stagliarsi dentro i cuori e le orecchie assetate di note del numeroso pubblico presente e gaudiosamente applaudente, sono stati capaci di meravigliare l’auditorio, facendoli venire a conoscenza anche di alcuni leitmotiv meno celebrati ma pur sempre dei capolavori e altri conosciuti ma rimasti in una specie di oblio della mente, pronti a risaltare fuori più splendenti che mai ad ogni performance.
Il concerto è stato così suddiviso: la prima parte Pino Donaggio con la “De Palma Suite”, comprendente i temi portanti degli horror e thriller dell’illustre regista americano Brian De Palma, ovvero Carrie lo sguardo di Satana, Vestito per uccidere e Omicidio al luci rosse, poi una sequela di leitmotiv di Ennio Morricone da Per le antiche scale, Mosè, Metti, una sera a cena, Maddalena e Joss il professionista, queste ultime quattro colonne musicali interpretate magicamente in portoghese e inglese dalla Priscila Ribas, sulla tipologia del lavoro fatto da Morricone con la cantante portoghese Dulce Pontes ai tempi del magnifico album di cover “Focus” del 2003; la seconda parte ha visto l’esecuzione di Piero Umiliani con il noto brano “Crepuscolo sul mare” tratto dal film La legge dei gangsters del 1969 diretto da Siro Marcellini, successivamente riutilizzato nel film Ocean’s Twelve del 2004 diretto da Steven Soderbergh con George Clooney, Brad Pitt, Catherine Zeta-Jones, Julia Roberts e Matt Damon, e di Piero Piccioni con i temi portanti da Amore mio aiutami, C’era una volta, Fumo di Londra, Polvere di stelle e Il medico della mutua (l’arcinota “Marcia di Esculapio”).
Come suddetto, il bis è stato dedicato ad un grandissimo compositore francese sempre poco ricordato, quel Philippe Sarde (classe 1948) autore di moltissime colonne sonore, tra le quali le popolari Tess, regia di Roman Polański (1979), La guerra del fuoco (La guerre du feu), regia di Jean-Jacques Annaud (1981), Pirati (Pirates), regia di Roman Polański (1986), L'orso (L'ours), regia di Jean-Jacques Annaud (1988) e Il signore delle mosche (Lord of the Flies), regia di Harry Hook (1990), eseguendo la sua prima score in carriera, L’amante (Les Choses de la vie) dal film del 1970 diretto da Claude Sautet, con Michel Piccoli e Romy Schneider, ovvero il tema principale di una bellezza seducente cantato sul fil di lana dalla Ribas, a conclusione di un concerto dove costantemente e in qualunque modo il ‘Suono Italiano del Cinema’ è stato esaltato come gli si conviene, con grande rispetto e passione, che ci dimostrano da tanti anni il corposo nella sostanza ma piccolo nella formazione Ensemble Duomo, capeggiato da quell’entusiasta travolgente del Maestro chitarrista Roberto Porroni, con il fior fiore di musicisti al seguito.
