Reportage del Cineconcerto “Musica per le galassie”

Far Far Away in the Film Music
Reportage del Cineconcerto “Musica per le galassie” del 26 marzo 2023 presso il MIC - Museo Interattivo del cinema di Milano

Il 6 novembre scorso presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano è stata inaugurata la splendida “E.T. LA MOSTRA. 1982-2022” per tributare i 40 anni del film di culto fantascientifico del genio di Steven Spielberg con le musiche iconiche di John Williams, attraverso il suo protagonista principale, l’alieno botanico dal volto felino ideato e reso ‘vivo’ grazie ad un altro genio di casa nostra, quel Carlo Rambaldi (1925 – 2012), tre volte Premio Oscar per King Kong, Alien e giustamente E.T.. La Mostra, che doveva concludersi il 29 gennaio di quest’anno, dato l’enorme successo, è stata prorogata fino al 2 aprile, quindi chi ancora non ha potuto godere degli inediti e originali disegni, bozzetti, memorabilia, filmati originali dietro le quinte e molto altro ancora accorra il prima possibile, perché sarebbe un vero peccato perdere questa occorrenza unica e irripetibile.





In dirittura d’arrivo per omaggiare ancora una volta questa Mostra ed il suo acclamato trionfo da parte di critica e pubblico da tutte le parti d’Italia, il MIC ha brillantemente voluto un cine-concerto pomeridiano domenicale della durata di un’ora e mezza, dal titolo “Musiche per le galassie”, con la pregevolissima performance dell’affiatato trio de I Sincopatici – una nostra conoscenza di cui abbiamo recensito alcuni concerti e parlato tra le nostre pagine in più occasioni – rappresentati dalla compositrice e musicista Francesca Badalini (pianoforte, tastiere, diamonica, chitarra elettrica), Luca Casiraghi (batteria, percussioni) e Andrea Grumelli (basso, synth), con special guest Cristina Bianchi (voce) e Beatrice Casiraghi (violino).


Un viaggio sonoro fantascientifico con grandi classici della Film Music e qualche tema poco frequentato in questi ambiti cine-musicali, supportato da uno schermo alle spalle del gruppo sul quale sono state proiettate sequenze e foto di scena. Ma andiamo con ordine: il cine-concerto si è aperto con una delle colonne sonore che ha fatto epoca – l’anno è lo stesso di E.T. e della musica di John Williams che ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo, il 1982 – Blade Runner di Ridley Scott con lo score di Vangelis (1943 – 2022), in un medley eseguito dal trio con un taglio ancora più elettronico misticheggiante ed evocativo già di per sé insito nell’acutissima partitura originale, capolavoro vangelisiano ineguagliabile: il tutto tra lirici sintetismi e climi spaziotemporali percussivo-pianistici senza tempo né luogo, che nel vocalismo della “Rachel’s Song”, graziato dalla voce angelicamente ‘altrove’ di Cristina Bianchi, attesta (se ve ne fosse ancora bisogno) quanto di invisibilmente (ad occhio umano ma non ad orecchio) eretto vi fosse in queste note nostalgicamente avveniristiche concepite dal compianto compositore greco.


Il capolavoro del Muto del 1927 di Fritz Lang, Metropolis, rivive nella sequenza del ‘balletto’ degli operai che ‘tengono’ strematamente in vita la ‘macchina M’ che fornisce acqua corrente alla città futuristica del 2026 (mancano soli tre anni nel raggiungere tale datazione, come sottolineato dalla Badalini, simpatica intrattenitrice, ideatrice e narratrice del cine-concerto oltre che superba esecutrice insieme agli altri incredibili strumentisti), musicata orchestralmente all’epoca da un ispiratissimo e modernissimo Gottfried Huppertz, qui rivista in configurazione bellicosamente metal, arricchendone l’esasperazione danzante della scena incalzante e ansiogena già di suo: una metamorfosi kafkiana sonora di degna rivisitazione.


Si prosegue a rotta di collo in un turbinio di galattiche composizioni da un lontanissimo passato, da un passato prossimo e da un presente marcante, con la rimusicazione prog mickeymousing ad opera de I Sincopatici del celeberrimo corto muto di Georges Méliès, Viaggio nella luna, nella versione ricolorata; negli avanguardistici paradigmi selvaggi del Main Theme, qui rock progressive, di Jerry Goldsmith per Il pianeta delle scimmie del 1968 diretto da Franklin J. Schaffner; nel pianistico valzer per 2001 odissea nello spazio di Stanley Kubrick del 1968 di Johann Strauss jr con “Sul bel Danubio blu” (An der schönen, blauen Donau); nella struggente psichedelia romantico-mistica canora di un’intensissima Bianchi della cover di “Mad World” dei Tears For Fears per il cult del paradosso Donnie Darko del 2001 (riadattata creativamente nella pellicola omonima dai compositori Gary Jules & Michael Andrews); nella poetica intimistico-ascensionale e profetica del tema portante di Hans Zimmer per Interstellar di Christopher Nolan del 2014, con l’esecuzione toccante del violino della giovanissima Beatrice Casiraghi; nella delicatezza canora – perfino più incisivamente intensa della versione originale interpretata da Leona Lewis – della canzone-tema portante “I See You” del compianto James Horner per Avatar del 2009 di James Cameron; nel medley leitmotivico williamsiano di Guerre Stellari del 1977 di George Lucas con tanto di “Cantina Band” suonata con la diamonica (versione sballosissima); nel vocalizzo sentimentalmente diradato della Bianchi del bellissimo tema principale di Justin Hurwitz per First Man - Il primo uomo del 2018 diretto da Damien Chazelle; in ultimo, logicamente, chiudendo l’ottimo e variopinto cine-concerto con l’emozionante tripudio sinfonico di “Flying” di John Williams da E.T. ivi riveduto in chiave più minimale e atmosferica, con il controcanto del violino della Casiraghi. Plausi dal partecipe pubblico che per merito de I Sincopatici ha potuto vivere un pomeriggio Far Far Away in the Film Music.




Foto della Mostra di E.T. a cura di Massimo Privitera
Foto del cine-concerto a cura di Mauro De Brasi
