White Crow – Backstage del nuovo score di Marco Werba
White Crow – Backstage del nuovo score di Marco Werba
Sono andato a trovare il compositore Marco Werba al Caesar Studio di Grottaferrata per il mix ed il mastering del suo nuovo lavoro, la colonna sonora del film White Crow del regista inglese George Threadgold. Un thriller di spionaggio che si rifà ai classici del genere, a partire dai film di James Bond fino ad arrivare alla saga di Mission Impossible. Ho avuto il piacere di incontrare e parlare sia con il compositore, ma anche con il regista, facendomi svelare interessanti curiosità sulla costruzione di questo lavoro.
L’approccio musicale di questo film è stato definito da Marco Werba come “Sapore moderno” in cui l’elettronica ha una parte consistente; il resto della strumentazione concerne in un’orchestra, registrata da remoto e con sede a Praga, e un pianoforte suonato dallo stesso compositore. Per aggiungere un sapore ancora più tagliente e moderno al timbro di quest’opera Marco Werba ha scelto di mantenere anche alcuni archi campionati. Il lavoro di mix è stato un attivo scambio, non solo tra il compositore ed il sound enginer Andrea Fabiani, ma anche con lo stesso regista ed il collaboratore del maestro, Pierpaolo Lucca. In questa colonna sonora Lucca è stato la spalla di Werba, curando gli arrangiamenti rock dei brani, oltre a comporre lui stesso brani addizionali e curare la programmazione dei vst. Il tema principale, ad esempio, gode di due versioni: una orchestrata dallo stesso Werba ed una invece con un arrangiamento rock, costruito proprio dall’assistente Lucca. La composizione dei brani ha richiesto un mese e mezzo di lavorazione, in cui il compositore di partiture quali Zoo, Giallo, Seguimi e Pop Black Posta ha dimenticato radicalmente il mondo musicale della serie TV dalla quale è tratto il film ed ha messo su il suo universo, in cui le influenze degli spy movie sono assai percepibili e i 16 brani dell’intera soundtrack si evolvono in un crescendo emotivo fino al finale della pellicola stessa. Il compositore spagnolo – nato a Madrid nel 1963 – ma italiano d’adozione da molti anni a questa parte, ha scelto di utilizzare anche una voce femminile, simbolo nel film della sacralità, tant’è da farla comparire nelle scene di ambiente ecclesiastico. I titoli di coda raccolgono una canzone composta da Werba e con la voce della cantante Sherol Dos Santos. Come nel canone di ogni film di spionaggio anche i titoli di testa hanno la loro canzone di apertura; questa scritta dal gruppo punk rock degli Ericadrive. Dunque per questo film di spionaggio che racconta la società di oggi, Werba si muove al passo con i tempi, rispettando i canoni delle spy story, ma con l’impronta della sua sensibilità emotiva.
