Das Wachsfigurenkabinett di Paul Leni accompagnato da una nuova colonna sonora

Das Wachsfigurenkabinett (1924) di Paul Leni in restauro digitale alla Berlinale 2020 accompagnato da una nuova colonna sonora
Nel suo consueto appuntamento con il cinema muto e conseguenti proposte di celebri lavori in restauro digitale per l’edizione 2020 e in occasione del suo settantesimo compleanno, la scelta della Berlinale è andata al celebre film realizzato da Paul Leni nel 1924 Das Wachsfigurenkabinett (Il gabinetto delle figure di cera). In mancanza della versione originale tedesca con le relative didascalie - presumibilmente andata perduta durante il secondo conflitto mondiale - il lavoro di digitalizzazione è stato realizzato sulla base della nitrocopia di una versione inglese in 35 mm e più corta di 500 metri conservata presso il British Film Institute. Il progetto ha visto la collaborazione tra la Deutsche Kinemathek a Berlino e la Cineteca di Bologna. La realizzazione digitale in definizione 4K è avvenuta nei laboratori de L’Immagine Ritrovata a Bologna. L’imponente progetto è stato reso possibile dalla collaborazione e dall’enorme impegno culturale della Deutsche Kinemathek e dei canali televisivi ZDF e Arte. La prima mondiale ha avuto luogo lo scorso 21 febbraio al Friedrichstadt-Palast a Berlino ed é stata accompagnata da una colonna sonora eseguita dal vivo dall’Ensemble Musikfabrik Nordrhein Westphalen, scritta da tre diversi compositori di altissimo livello, Bernd Schultheiss (1964), Olav Lervik (1982) e Jahn Kohl (1982) su commissione dei canali televisivi ZDF e Arte.
Un giovane scrittore trova impiego presso una galleria di sculture di cera e qui decide di approfondire le storie di tre delle figure esposte: Jack the Ripper, Ivan il Terribile e il Califfo Harun al Rachid. La figlia del gallerista lo sollecita quindi ad attualizzarne i contenuti, venendone a loro volta singolarmente coinvolti in una fantastica finzione percorsa da sferzanti accenti farseschi e burleschi. In realtà il film dedica solo brevi momenti alla figura di Jack lo squartatore e si dilunga soprattutto sugli altri due personaggi. Insieme a Notsferatu (1922) di Friedrich Murnau, il film è considerato un’importante testimonianza del genere horror e del cinema espressionista tedesco.
Malgrado scritta da tre diversi compositori, la trama sonora presenta una sorprendente linearità stilistica dal carattere spiccatamente classico-cameristico, di forte impronta polistilistica con allettanti richiami al jazz e al pop-rock.
La musica coinvolge per la sua elegante spigolosità, l’esuberante fantasia motivica, la stringente carica ironica e l’incalzante fervore ritmico e contrappuntistico e riesce a evocare suggestive atmosfere. L’organico orchestrale previsto dalla partitura prevede una singolare combinazione di strumenti che include clarinetto, trombone, viola, chitarra, percussioni, sintetizzatore, pianoforte, pianoforte preparato e live electronics.
Sotto la guida del maestro Elena Schwarz, i musicisti offrono una prestazione magistrale di grande fervore espressivo e con il dispiego di straordinarie capacità virtuosistiche e interpretative. Il percorso musicale si sviluppa in una impressionante girandola di sottolineature ironiche, esotiche ed enigmatiche e si intesse in esemplare equilibrio con il decorso delle immagini con i suoi singolari arabeschi horror/espressionisti.
Un ascolto e una visione appassionante e in parte anche divertente accolta dai festosi applausi del pubblico assiepato in ogni angolo del Friedrichstadt-Palast.
Per gli amanti del cinema muto è prevista per il 13 Marzo, da parte della Absolut Medien GmbH, la pubblicazione in DVD della nuova edizione in restauro digitale del film di Paul Leni con l’integrazione delle musiche di Schltheiss, Lervik e Kohl eseguite in prima mondiale alla Berlinale.
