Dante, uno dei “Fedeli d’amore”

Dante, uno dei “Fedeli d’amore”
Casa del cinema di Roma, anteprima del film scritto e diretto da Luis Nero Il mistero di Dante.
Un film documentario con molti intervistati e pochissimi attori, fra le personalità più presenti:
F. Murray Abraham, Taylor Hackford, Franco Zeffirelli, Valerio Massimo Manfredi, Silvano Agosti, Christofer Vogler, Massimo Introvigne, Mamadou Dioume, Gabriele La Porta, Roberto Giacobbo.
Obbiettivo del film: cercare di svelare i segreti su Dante certificando la sua adesione al gruppo iniziatico dei “Fedeli d'Amore” e indagando il rapporto della Divina Commedia con l'esoterismo. Tramite le testimonianze di importanti studiosi, attraversando il contorto budello in cui mescolano alchimia, esoterismo, massoneria, dopo una lunga serie di paralleli tra il 1300 e oggi, il regista conclude che il viaggio dantesco altro non è che il percorso per raggiungere il nostro Io più profondo. Non proprio un segreto.
Nella sua forma il film è costituito da tre materiali principali: la finzione attoriale, le interviste e l'animazione elaborata sui famosi disegni di Gustave Doré; tre materiali ripartiti in modo non equo, con una sovrabbondanza di interviste come vero corpus del film, pochissimi interventi attoriali e la presenza quasi continua dell'animazione. Curiosità dal regista: le riprese sono durate circa due anni per rincorrere gli intervistati in giro per il mondo e l'argomento del prossimo film sarà la magia. Nelle parole di Nero c'è la buona fede dell'esperimento, parla della Commedia come una sua scoperta, mostrando un suo viaggio al quale vuole iniziarci. Il film uscirà nelle sale il 14 febbraio giorno di San Valentino per celebrare l'amore inteso come saggezza.
All'entrata mi regalano un cd con la colonna sonora del film, mi sembra un buon inizio. Gli autori: Steven Mercurio e Ryland Angel. Dopo la visione, chiedo al regista che rapporto ha con la musica, come ha lavorato e come motiva la presenza di sonorità statiche e reiterate in diversi momenti di tensione. Luis Nero specifica che ha lavorato a stretto contatto con i musicisti fotogramma dopo fotogramma e ci tiene a sottolineare che coerentemente con l'argomento trattato, non ha usato un tamburo qualsiasi, bensì un tamburo sciamanico. Chiude affermando che per lui la musica è uno degli elementi più importanti perché capace di narrare indipendentemente dal resto. Non mi risponde sull'argomento sonorità statiche.
Inizio del film: due attori, cameraman e giornalista, scendono bendati lungo uno stretto cunicolo sotterraneo che porta al luogo segreto dove potranno intervistare i sapienti per conoscere il segreto. Durante tutta la discesa di circa dieci minuti, il tamburo sciamanico ha un ritmo veloce ma non crescente, trovo giusta la scelta del tamburo ma mi manca l'effetto claustrofobico e il crescendo che mi fa desiderare l'uscita dal tunnel. Un dettaglio: l'uso dello strumento bastone della pioggia per simulare il muro del cunicolo che si sgretola, molto raffinato. Non apprezzato invece il respiro della giornalista amplificato, troppo affannoso e continuo, poco realistico. All'uscita dal tunnel cessa il tamburo e pochi suoni sparsi di hang si diffondono nella luce.
Molte e ben orchestrate le atmosfere musicali sparse nel film: piccole sonorità cristalline sospese a contrasto con frequenze gravi continue, uso di strumenti acustici ed elaborazioni elettroniche ben integrati tra loro, qualità sonora ottima e interessanti effetti di surround. Anche la colonna rumori è coerente e descrittiva soprattutto sui disegni animati: grida infernali, tuoni, fiamme, oppure canti angelici, brezze soavi.
La musica delle interviste ha lo stesso problema dell'inizio: non c'è cambiamento, non c'è crescendo. Quando da una scena con disegni animati si passa all'intervista, ricorre sempre la stessa atmosfera, sulla stessa tonalità. È la musica associata all'intervista, ma davvero è necessario usare sempre la stessa traccia? Ho l'impressione di tornare indietro, non di andare avanti nel film. Questa musica è costituita da un'atmosfera sospesa con tappeto di suoni elettronici e microtema fatto dall'arpa, funziona, non disturba ma non mi avvicina al segreto, non mi incuriosisce, è statica. D'altronde non è nemmeno colpa della musica: sovrabbondanza di interviste e sovrabbondanza della stessa traccia usata ogni volta uguale con lievissimi cambiamenti di attacco o uscita.
Infine a cornice del film su titoli di testa e coda, la Canzone di Barberino, evocazione medievalistica con tanto di chitarrone e flauti a becco, azzeccata; peccato la sua presenza esclusivamente laterale.
Trovo nel complesso la colonna sonora ben fatta, funzionale ma di poco aiuto per alcuni punti che richiedevano più intensità. Manca il silenzio, in questo viaggio che inizia a schermo nero e finisce con un accecante total white, manca il silenzio.

CREDITS
TITOLO
Il mistero di Dante / Dante's mystery
SCRITTO E DIRETTO DA
Luis Nero
CAST
F. Murray Abraham, Taylor Hackford, Franco Zeffirelli, Valerio Massimo Manfredi, Silvano Agosti, Christofer Vogler, Massimo Introvigne, Mamadou Dioume, Gabriele La Porta, Roberto Giacobbo,
S.E. Mons. Agostino Marchetto, Rabbino Capo Riccardo Di Segni, Shaykh' Abd Al Wahid Pallavicini, Gran Maestro Luigi Prunetti, Sommo Sacerdote Emilio Attinà, Giancarlo Guerreri, Marcello Vicchio, Carlo Saccone, Aurora Di Stefano, Imam Yahia Pallavicini, Diana Dell'Erba, Diego Casale, Elena Presti.
SCENOGRAFIA
Vincenzo Fiorito
MUSICA
Steven Mercurio, Ryland Angel
DURATA
100 minuti
ANNO
2013
PRODUZIONE
Luis Nero Film
DISTRIBUZIONE
L'Altrofilm
