MORELLINO CLASSICA FESTIVAL 2026 ALLA SUA QUINDICESIMA EDIZIONE

MORELLINO CLASSICA FESTIVAL 2026 ALLA SUA QUINDICESIMA EDIZIONE
Il pianista Pietro Bonfilio e il violinista Zhen Xu in concerto

Un impegnativo programma dal punto di vista musicale e intellettuale che si muove attraverso differenti universi compositivi ha inaugurato la quindicesima edizione del Festival Morellino Classica, manifestazione musicale che si articola in venti appuntamenti musicali nelle più suggestive location della Maremma grossetana, fra cui Grosseto Val delle Rose, Magliano, Montemerano, Scansano e Seggiano.
Nella magnifica cornice del Teatro Castagnoli a Scansano lo scorso 4 luglio il violinista cinese Zhen Xu insieme al pianista Pietro Bonfilio, ambedue eccelsi solisti, hanno presentato in formidabile intesa artistica, un programma fortemente eclettico che si muove attraverso il classicismo di Mozart, il romanticismo crepuscolare di Brahms, il tardo romanticismo di Rachmaninoff e l’avanguardismo novecentesco russo di Alfred Schnittke. I due musicisti rappresentano in modo magistrale la gioviale fantasia espressiva e leitmotivica che percorre la “Sonata n. 17 in do maggiore K 296” di Mozart, così come gli intimi ripiegamenti espressivi, la delicata sensibilità e raffinatezza timbrica del suggestivo affresco sonoro della “Sonata n. 3 op. in re minore di Brahms”. Insieme a “Dance Hongroise”, la “Romanace op 6”di Rachmaninoff costituisce la scrittura dei “Morceaux de Salon”. Lontano dalla magniloquenza dei suoi acclamati concerti per piano, “Romance” evidenzia un carattere austero e introspettivo interpretato dai due solisti con suggestivo sensuale lirismo. Grande entusiasmo nel folto pubblico presente hanno suscitato i due lavori del compositore russo-tedesco Alfred Schnittke, musicista generalmente amatissimo dal pubblico ma che nel nostro paese viene vergognosamente dimenticato. Onore quindi alla direzione artistica del Festival per averlo proposto al suo pubblico. Autore molto prolifico, ha anche composto sessanta partiture per il grande schermo. E proprio al suo lavoro per il cinema si richiamano i due pezzi conclusivi proposti nel concerto.
“Tango” rappresenta il Leitmotiv della colonna sonora composta per l’imponente film storico Agonia (1976 – 1981 Mosfilm) di Elem Klimov (1933 – 2003), vittima di tagli e censure da parte del Goskino. L’avvolgente e seducente tema del “Tango” che accompagna l’ambigua figura del monaco Rasputin viene ripreso poi da Schnittke nel 1977, nel quinto movimento “Rondo” del suo acclamato “Concerto Grosso 1 per due violini e orchestra d’archi”.
Affermava a proposito di Schnittke, in modo altamente illuminante, il noto scrittore Alberto Arbasino, nel commentare per un quotidiano italiano (La Repubblica, 7 aprile 1996) un concerto diretto dal maestro Gennadij Rozdestvenskij in occasione delle Berliner Festwochen 1995 che abbiamo avuto la fortuna di ascoltare dal vivo. Il programma presentava l’esecuzione della sua “Suite Tote Seelen” per grande orchestra, compilation dalla colonna sonora composta da Schnittke per il telefilm Le anime morte (Gogol) realizzato nel 1984 negli studi televisivi Mosfilm dal regista Michail Shvejtser (1920 - 2000): <<Subito si sente il compositore di qualità […] siamo ben lontani dal minimalismo secchione (dei Glass, dei Reich, degli Adams…) con le sue iterazioni seriose e ossequi automatici […]>>. Il secondo brano della “Suite” è intitolato “Polka” ed è stato rielaborato per diversi strumenti anche in forma cameristica, fra cui l’opzione per violino e pianoforte proposta dal Festival. Esecuzione stellare nella sua dirompente carica ritmica e nello sfolgorante virtuosismo dei due formidabili musicisti. Pubblico in delirio con richiesta di bis assecondato con il brano “Pastorale” (1953) del compositore cinese Hankun Sha (1926 – 2023).
