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07 Ago2025

Reportage del concerto della Verbier Festival Orchestra diretta da Teodor Currentzis

Scritto da Paolo Eustachi. Pubblicato in Reportage

logo verbier festival 2025

Trionfale concerto diretto da Teodor Currentzis al Verbier Festival 2025

Adagiato nelle Alpi del Cantone Svizzero Valais nell’alta Val de Bagne, Verbier non è solamente uno fra i più apprezzati centri di sport invernali a livello mondiale ma anche una località profondamente legata alla musica con uno dei maggiori festival europei giunto quest’anno alla sua 32^ edizione, svoltasi dal 16 luglio al 3 agosto.  Tanti i grandi artisti presenti fra cui i pianisti Martha Argerich, Evgeny Kissin, Alexander Malofeev e Daniil Trifonov, il violinista Leonid Kavakos, il violoncellista Misha Maisky, il violista Antoine Tamestit, i direttori d’orchestra Leonardo Garcia-Alarcon, Paavo Jaervj, Barbara Hanningan, Manfred Honeck, Fabio Luisi, Klaus Mäkelä, Gabor Takas-Nagy. Uno dei momenti culminanti della manifestazione è stato sicuramente il concerto del 31 luglio con la Verbier Festival Orchestra diretta dal Maestro russo Teodor Currentzis, con la partecipazione del pianista francese Alexandre Kantorow, impegnati in un suggestivo programma comprendente la “Rapsodia su tema di Paganini” di Sergej Rachmaninoff e la “Sinfonia n. 5 in Re Minore op. 47” di Dmitrij Shostakovich. La partitura di Rachmaninoff, composta nel 1934 e una delle sue ultime, appartiene ai rari lavori della letteratura musicale per pianoforte e orchestra in forma di variazioni ed è concepita idealmente come un concerto per piano e orchestra in tre parti, dove la prima e la terza risultano percorse da una incisiva e martellante carica ritmica mentre la centrale è avvolta in forti accenti melodici. In breve tempo si impone nel repertorio dei grandi solisti della tastiera e viene annoverata fra i maggiori lavori della letteratura per pianoforte e orchestra. Il regista e coreografo Michail Fokine propone al compositore la creazione di un balletto sulla sua partitura che accolta con entusiasmo viene rappresentato al Covent Garden di Londra il 30 giugno 1939. Viene poi successivamente impiegata nella colonna sonora del film Il Pianista (2002) di Roman Polanski. Davvero suggestiva e coinvolgente l’esecuzione svoltasi alla Salle des Combins di Verbier caratterizzata da una miracolosa intesa intellettuale e artistica fra solista e orchestra. Fra i maggiori pianisti contemporanei Alexandre Kantorow fraseggia con raffinata eloquenza senza mai scadere in eccessi retorici e accentuazioni sentimentali o in puro esibizionismo virtuosistico. La magnifica orchestra del Verbier Festival, guidata dal Maestro Currentzis, non si limita a un mero accompagnamento quanto svolge un ruolo protagonistico in una costruzione interpretativa proiettata verso future dimensioni moderniste. Magnifico fuori programma con la trascrizione per pianoforte del “Preludio e morte di Isotta” di Wagner. Composta nel 1937 la “Sinfonia n. 5 op. 47 in Re Minore” è fra quelle più amate del pubblico e dalla critica fra le quindici composte da Dmitrij Shostakovich, compositore molto legato al grande schermo e di cui ci piace sempre ricordare il suo straordinario contributo musicale alla  grandiosa e toccante trasposizione filmica del dramma shakespeariano King Lear (Mosfilm 1970) di Grigorj Kozintsev con Jüri Järvet grande protagonista.

foto currentzis

La partitura affascina per la sua immediatezza, i suoi contrasti, la tensione interiore e il forte slancio ritmico ed espressivo. Dopo il violento attacco di Stalin alla sua opera Lady Macbet von Mzensk sintetizzato nella famosa dichiarazione ‘Caos non Musica’ apparso sulla Pravda il 28 gennaio 1936, il compositore viveva in profonda ansia e angoscia per una possibile deportazione come stava accadendo a molti suoi amici artisti nella piena violenza del terrorismo stalinista. La sua musica era considerata formalista, spigolosa, dissonante e lontano dalla sensibilità popolare come imponeva l’estetica realsocialista che il regime stava cercando di imporre. Con la sua “5. Sinfonia” Shostakovich intendeva offrire al regime una specie di atto riparatorio – la risposta artistica di un musicista sovietico - con una scrittura la cui idea centrale era l’uomo con le sue fragilità, i suoi dolori e le sue gioie. La sua struttura è in forma classica in 4 movimenti. Particolarmente toccante, di accennato taglio mahleriano, fortemente struggente e contemplativo, appare il 3. movimento “Largo”, espressione di elevata interiorità e forza spirituale.  Inevitabilmente Shostakovich doveva sviluppare una soluzione conclusiva della scrittura dagli accenti ottimistici e celebrativi. Con le sue straordinarie qualità artistiche riesce a trasmettere in musica la sua dirompente lacerazione interiore. Il suo finale quarto movimento “Allegro non troppo” si presta infatti ambiguamente a due linee interpretative, quella gioiosa e trionfalistica – come la maggior parte delle esecuzioni e registrazioni discografiche - o quella avvolta nell’intenso fervore visionario di una possente ascendente invocazione salvifica come viene rappresentata in modo suggestivo da due grandi interpreti quali Kurt Masur e Kirill Kondrashin. Con profondo impegno intellettuale il Maestro Currentzis evita vuote accentuazioni enfatiche e conduce la magnifica Verbier Festival Orchestra in un’esecuzione di grande severità espressiva, dagli spessori sonori densi e massicci e dallo sfolgorante smalto timbrico ed esalta in modo superlativo e con coinvolgente pathos l’interiore tensione narrativa, espressione di un dirompente dramma esistenziale. Nella sua avvincente interpretazione del quarto movimento, Currentsis sembra poi seguire la strada dei grandi esiti di Masur e Kondrashin. Serata stellare accolta da trionfali interminabili applausi. La prossima edizione del Festival avrà luogo dal 17 luglio al 2 agosto 2026 e sarà di nuovo una sfilata di grandi artisti fra cui Martha Argherich, Ivan Fischer, Daniel Harding, Leonidas Kavakos, Nikolai Lugansky, Misha Maisky, Gianandrea Noseda, Mikhail Pletnev e Esa-Pekka Salonen.

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Daniela Bocconi

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