Reportage della quarta edizione dell'Apulia Soundtrack Awards

Cyril Morin e Anne Dudley
Apulia Soundtrack Awards: il Festival che esalta la Colonna Sonora!
Reportage della quarta edizione del Premio Internazionale svoltosi a Carovigno in Puglia dal 4 al 6 luglio 2025

Loredana Epifani, il sindaco di Carovigno Massimo Vittorio Lanzilotti, Carlo Crivelli, Anne Dudley, due invitati e Cyril Morin
CAPITOLO 1
Il Festival che ha il pregio naturale di essere Connessione pura
Connessione è stata la parola chiave della quarta edizione, appena conclusasi, dell’Apulia Soundtrack Awards (e già mi manca, non potete sapere quanto!). Una connessione che è scaturita naturalmente, sin dal suo esordio internazionale in territorio italico, tra la popolazione gentile, bella, allegra, piacevole e disponibile di Carovigno con il Festival e con chi vi partecipa e viceversa. Una reale connessione che è pura affinità elettiva, una comunanza di idee e di sapori tra le note. Carovigno ne è testimone in prima linea: un paese meridionale al chiaror bianco, tipico delle località pugliesi che si trovano nell’Alto Salento, in questo specifico caso su un colle della Murgia, con le sue labirintiche vie a contorno del centro storico, che stanno a guardia della lunga piazza centrale colma di locali, bar, pub, creperia e localini tra stile vintage e moderno, pieni zeppi di giovani e adulti del luogo e di turisti da tutte le parti del mondo.

Cyril Morin, Ray Costa, Gorka Oteiza, Fil Eisler, Simon Greenaway e Fabrizio Mancinelli
Durante le giornate festivaliere ci si ritrova seduti comodamente a seguir il passeggio, a chiacchierare informalmente e a dissetarsi e mangiucchiare nello storico locale Picci Bar (https://www.facebook.com/ilpiccibar/), fulcro del Festival dalla prima edizione, dal servizio impeccabile e cortese, addirittura familiare come se ci si trovasse in una villa di campagna o al mare da amici di vecchia data. In questa convivialità e connessione uniche e speciali che hanno ponderato con il cuore in mano, fin dall’ideazione dell’Apulia Soundtrack Awards, i deus ex machina Cyril Morin, Loredana Epifani e Antonella La Camera, vive e respira ogni cellula musicale, emotiva e visiva, così trasmesse ai partecipanti attivi, ossia ospiti e premiati, e a quelli che sono di passaggio di serata in serata, ovvero il pubblico, durante i suoi eventi sempre e comunque coinvolgenti e importanti, i quali sanno esaltare con intima professionalità e gioiosa complicità la Colonna Sonora in tutti i suoi aspetti policromi. Insomma, come già ampiamente e dettagliatamente riportato nel mio reportage della terza edizione (leggete qui) – a tal proposito ringrazio con esaltato impeto tutto lo staff del Festival che mi ha fatto carinamente la sorpresa di un opuscolo a colori, all’interno della cartella ufficiale di questa quarta edizione a disposizione per gli ospiti in ogni camera degli accoglienti ed eleganti alberghi Hotel Dimora Sant’Anna e Hotel Arya Nobile Dimora, riportante tutto il mio resoconto di cui sopra –, l’Apulia Soundtrack Awards è un Festival che va dritto al cuore di chi ama le colonne sonore, in cui si esalta ogni singola nota scritta per il piccolo e grande schermo (e non soltanto), dove la Connessione è sinestetica linfa vitale che sgorga giorno dopo giorno in chi vi partecipa ed anche in chi solo ne sfiora, consapevolmente o meno, alcuni eventi. Tanto è vero che si parla (e si ascolta) di Musica per Immagini che, come enuncia splendidamente da molto tempo il nostro vicedirettore, il compositore e scrittore Marco Testoni, essere: «…l’unica espressione artistica invisibile di quell’arte del visibile che è il Cinema».

Loredana Epifani, Carlo Crivelli, Fabrizio Mancinelli, Fil Eisler, Luis Ivars, Cyril Morin, Anne Dudley, Ray Costa, Simon Greenaway, Giuliano Taviani
al centro in basso Gorka Oteiza e Massimo Privitera
CAPITOLO 2
Il Festival degli incontri professionali e di quelli conviviali
I vari interessanti seminari di questa edizione hanno visto la presenza in loco di 14 compositori emergenti sui 16 totali iscritti alle masterclass del festival, provenienti da molte parti del mondo (Francia, Iran, Inghilterra, Canada, Italia, Argentina, Giappone, Brasile), con una carriera per taluni ben avviata e per altri ancora da intraprendere in modo approfondito, ad ogni modo tutti con una relativa esperienza nella musica applicata al documentario, ai videogiochi, alla serialità, al teatro, ai cortometraggi e alle pellicole. Di differenti fasce d’età e formazione, è giusto citare i nomi di questo variegato gruppo di attuali e future nuove leve della Musica per Immagini, che hanno partecipato con grande interesse, competenza e passione, non ultimo un generoso coinvolgimento emotivo, cercando di non prevalere con la loro personalità l’uno sull’altro ma coalizzando come in una nuova allargata famiglia, cosa che non si dovrebbe mai scordare di attuare in certi ambiti lavorativi per raggiungere i massimi livelli: Alexandre Manoukian, Sonia Mohammed-Chérif, Augusto Semeraro, Yi-Chen Chiang, Luca Simone, Cecilia Muylaert, Carlo Ladd, Paolo Funari, Pierfrancesco Nannoni (impossibilitato a presenziare), Luis Alberto Naranjo, Thibault Torzuoli, Logyn Okuda (idem come Nannoni), Matthew O’halloran, Sobhan Afsarian, Benedetto Gulino e Alejandro Fasanini.

I compositori emergenti
Le tre giornate dei seminari, suddivise tra mattino e pomeriggio, hanno visto la partecipazione, come sempre di elevato spessore sin dalla prima edizione, di nomi del calibro del francese Denis Furne, il quale stavolta non ha presenziato fisicamente ma solo in video – noto pubblicista ed editore musicale, con in curriculum le serie TV I Borgia, Transporter, Mafiosa –; Luis Ivars – il pluricandidato compositore spagnolo (Tiempos de azúcar, Il cavaliere del Santo Graal, Berlanga!!), presidente onorario di Musimagen - Associazione spagnola di compositori audiovisivi, membro del consiglio di amministrazione dell’ECSA, dove ha ricoperto la presidenza di FFACE, essendo uno dei suoi fondatori e membro del consiglio di amministrazione della Spanish Film Academy e presidente dell’Aie Audiovisiva, la federazione che riunisce professionisti e tecnici dell’AV spagnolo –; lo statunitense Ray Costa – fondatore e presidente di Costa Communications, la principale società di pubbliche relazioni, marketing e consulenza che rappresenta compositori e cantautori nei media visivi, cooperando con notissimi autori quali Alan Menken, Marvin Hamlisch, Alexandre Desplat, Justin Hurwitz, Atticus Ross, Ludwig Goransson, Michael Abels, il compianto Robbie Robertson, Steven Price, Junkie XL, Simon Franglen e cantautori come Billie Eilish, FINNEAS, H.E.R., Drake, Travis Scott, Rhianna, Taylor Swift, Carole King, Beyoncé, Brian Wilson, Van Morrison, Kendrik Lamar, Pasek & Paul, Justin Timberlake, Elton John e Bernie Taupin, Diane Warren, Lady Gaga, The Weeknd e altri, per di più membro di ASCAP, BMI, SESAC e tante altre associazioni –; la britannica Anne Dudley, Premio Oscar per Full Monty – Squattrinati organizzati del 1997, la seconda compositrice nella Storia degli Academy Awards a ricevere questo prestigioso riconoscimento per la musica da film dopo la Rachel Portman per Emma del 1996, nonché autrice degli score per La moglie del soldato, Black Book, Elle e la serie Poldark e membro originale del gruppo pop anni ’80 degli Art of Noise (ve la ricordate questa popolare loro Hit? https://www.youtube.com/watch?v=cen22TBHo9M); l’inglese Simon Greenaway, vicepresidente dell’ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publishers), cantautore, musicista, compositore e produttore – nel suo carnet Bryan Adams, Gary Barlow e The Lemonheads, collaborazioni con Hans Zimmer per produrre le canzoni di Mann/Weil per il film I Muppet nell’isola del tesoro del 1996 e con David Arnold nel film di James Bond 007 Il domani non muore mai del 1997, oltre a Patrick Doyle, John Powell, Daniel Pemberton per altrettanti notevoli film –; il compositore pluricandidato e vittorioso, l’americano Fil Eisler, autore delle serie Shameless, Revenge, Empire, Outer Banks e dei film CHIPS, (dis)ordine pubblico e Thunder Force; il Maestro Carlo Crivelli, vincitore dei Globi d’Oro e più volte nominato ai David di Donatello e Nastri d’argento, sodale del regista Marco Bellocchio per film rilevanti quali Diavolo in corpo, Il principe di Homburg, Vincere, Bella addormentata, Fai bei sogni e del duo comico siciliano Ficarra e Picone in Il 7 e l’8, Andiamo a quel paese, L’ora legale, Il primo Natale; il duo plurivincitore e candidato a vari riconoscimenti, Giuliano Taviani & Carmelo Travia, compositori di Cesare deve morire, Figli, Boris, Meraviglioso Boccaccio, L’arminuta e Diamanti; il compositore e direttore d’orchestra italiano ma residente a Los Angeles, il plurinominato e vincitore Fabrizio Mancinelli, autore delle colonne sonore di The Land of Dreams, Here After, E poi si vede, dei corti considerevoli Mushka, Anuja, Jumpman e Go for Grandma.
Cyril Morin e Luis Ivars
In tre giornate si sono alternati i seminari sia in lingua inglese che in italiano con i seguenti titoli, “Perspectives for Film Composers: AI, Legisaltion, Streaming, etc…”, “The Storytelling: How To Approach A Score”, “Composing International: From Home (Studio) To The World”, “Composing International: Going To Hollywood” e “Tavola rotonda con compositori ospiti ed emergenti”. I Talk sono stati moderati dal Direttore Artistico del Festival, il compositore, regista, sceneggiatore, musicista e scrittore Cyril Morin (leggete qui nostra intervista del 2023), autore delle OST per Samsara, L’istitutrice, La sposa siriana, Il responsabile delle risorse umane, Il sentimento della carne) e dal summenzionato Luis Ivars, già presente la scorsa edizione, alla presenza degli ottimi e interessanti (musicalmente e performativamente parlando) 14 compositori emergenti di volta in volta a dibattito con i compositori veterani intervenuti.
Si sono toccate, da plurimi punti d’osservazione e d’esperienza sul campo tra Italia, Inghilterra e USA, questioni assai preminenti e scottanti oggi come oggi (direi anche ieri come ieri, anche se non vi era la famigerata e tanto impaurente Intelligenza Artificiale) legate alle prospettive odierne del compositore per immagini rispetto, per l’appunto, l’IA (pro e contro e come saperla gestire a proprio uso e consumo, senza farsi sottomettere o addirittura scalzare), lo streaming, le regole legislative sul diritto d’autore, il coinvolgimento di un agente che spinga la carriera del compositore in erba o perfino ben orientato, crearsi un team fidato di collaboratori, quali studi di registrazione coinvolgere e perché, l’utilizzo della piattaforma IMDB (https://www.imdb.com/it/), come rapportarsi con registi, montatori e produttori, oltre ad un focus su alcuni dietro le quinte della realizzazione di score degli anni 2000 e, in primis, sui differenti metodi d’approccio compositivi per rispettare, perfino stravolgere, sempre nel pieno rispetto della propria creatività, del proprio stile ricercato e funzionalità (soprattutto) all’interno della narrazione visiva, lo Storytelling. L’elemento sul quale si è puntato maggiormente è stato quello di inculcare ai partecipanti di frequentare i festival di settore, instaurare le note public relations, curare con ingegno, inventiva e diligenza i propri profili professionali social, tenersi aggiornati sul web nei siti specializzati sulle colonne sonore e, in particolare, non essere timidi ma nemmeno sfacciatamente ineducati, perché la risultanza sarebbe non ottenere contatti e apparire irritanti: educati ma diretti e appassionati, visto che se si crede in ciò che si vuol professare e perseguire, allora si otterranno esiti certi e magari oltre ogni previsione.

Ray Costa e Anne Dudley
Ogni compositore moderato da Morin e Ivars con parecchia enfasi, anche divertita e divertente, e intento formativo chiaro e netto, ha raccontato simpaticamente e con sincero coinvolgimento la propria carriera dagli esordi ai giorni nostri, con ricchezza di aneddoti e mai parchi nell’elargirli, senza alcuna prosopopea bensì con la prerogativa amichevole e stimolante di instillare nei giovanissimi e adulti compositori emergenti di questa quarta edizione la voglia di seguitare, guardare al di là dei propri confini di provenienza e appartenenza, non accentrarsi solo sulla musica per film ma esplorare i panorami di quella seriale, teatrale, della video arte, della performance Live, dei videogiochi e della produzione discografica, anche della supervisione musicale e del sound design. Ciò che si prefigge l’Apulia Soundtrack Awards come intento primario per questi seminari, a differenza di una buona fetta della stessa tipologia di masterclass all’interno di codeste manifestazioni o luoghi pubblici, dove chi interviene racconta se stesso, lodandosi a più non posso e restando sterilmente inutile, facendo a volte la figura del borioso, dall’ego smisurato, tramite esempi audio/video, è quello di mettere su pari distanza e face to face gli emergenti e i veterani, quasi come trovarsi al pub tra una birra e un panino e raccontarsi le passioni, svelare trucchi e scendere anche in divertita e piacevole confidenza espressiva rispetto a ciò che si desidera raggiungere in vita come scopo professionale ultimo, semplicemente e innocentemente tramite un suggerimento o racconto spensierato.

Lo Chef Augusto Pasini
Tra l’altro Cyril Morin, con il supporto arguto di Loredana Epifani e Antonella La Camera, per sottolineare ancor di più questa sensazione di riunione conviviale festivaliera tra amici e non soltanto professionisti su podi differenti, per celebrare conoscenze nuove e ritrovate, tra cibo e vino di elevata fattura, hanno organizzato proprio nella serata di apertura della quarta edizione, non al pubblico ma per i soli invitati, <<una cena incontro tra l’autenticità della cucina pugliese e l’eccellenza delle cantine della Franciacorta>>, così come riportato nel comunicato ufficiale del Festival, grazie all’illustre e pregiata presenza dello chef stellato Augusto Pasini e del consorzio Franciacorta presso la suggestiva Masseria Spadaliscio. Per farvi meglio comprendere il livello della serata felicemente gioviale e con una tavolata imbandita simile a quella della Sala Grande in cui si ritrovano le quattro casate scolastiche dei film di Harry Potter, il simpaticissimo e fascinoso chef Pasini, del ristorante Hill Colle di Erbusco (Brescia), in pieno territorio del Franciacorta, è stato il primo cuoco italiano a cucinare nella storia dei noti Emmy Awards nel 2024, per la 76ª edizione dei Premi, in cui ha preparato i suoi Gnocchi “a la plancha”, con salsa di Franciacorta e tartufo nero, gli stessi impiattati per l’Apulia Soundtrack Awards.

CAPITOLO 3
Il Festival che Premia la Musica per Immagini e che la fa Suonare

I prestigiosi Premi assegnati quest’anno durante la Serata di Gala di domenica 6 luglio, con la conduzione spumeggiante e amabile di Marcello Biscosi e la regia video e concertistica del preparatissimo Antonio Ribezzi, sul palco anche nelle precedenti edizioni, sono stati così suddivisi: “Compositore italiano dell’anno” a Giuliano Taviani & Carmelo Travia per la colonna sonora del film di Ferzan Ozpetek Diamanti e un premio speciale alla canzone interpretata da Giorgia che prende il titolo dalla pellicola: il romano Taviani e il siciliano Travia hanno eseguito a quattro mani al pianoforte, con appassionata vigoria trasmessa al folto pubblico presente, lo splendido leitmotiv portante intimista del film sul palco, come lo scorso anno montato nell’incantevole e meraviglioso cortile interno del Castello di Carovigno, che ha ospitato nelle sue sale interne anche le masterclass di cui sopra; “Compositore internazionale dell’anno” a Fabrizio Mancinelli per le sue partiture per i rilevanti cortometraggi Mushka, Anuja, Jumpman e Go for Grandma e per le musiche del thriller horror soprannaturale Here After – l’aldilà, alla presenza dell’attore Giovanni Cirfiera, tra i protagonisti del film, nel ruolo di Luca: Mancinelli ha cantato al piano, con voce alla Phil Collins, una delle molte belle canzoni portanti del musical The Land of Dreams, oltre ad esser eseguita una suite dagli ottimi e virtuosi Vincenzo Cipriani al piano e Marco Schiavone al violoncello, in cui si sono raggruppati i temi dal corto animato Mushka, con il leitmotiv in forma di canzone “Mushka’s Lullaby”, scritta dal Titano disneyano Richard M. Sherman, che insieme al fratello Robert B. Sherman ha composto le musiche e canzoni di capisaldi per Walt Disney (e non solo) quali La spada nella roccia (1963), Mary Poppins (1964), Gli Aristogatti (1970), Pomi d’ottone e manici di scopa (1971) e Citty Citty Bang Bang (1969), dal film d’animazione Out of the Nest e dal film comico de I Sansoni, E poi si vede; il primo “Riconoscimento alla Carriera” è andato al nostro Carlo Crivelli, tra i maggiori compositori del panorama italiano del passato e del presente, al pari di Ennio Morricone e Nino Rota, di cui è stato eseguito da Schiavone e Cipriani il tema d’amore dal film di Ficarra & Picone, Andiamo a quel paese; il secondo “Riconoscimento alla Carriera” è stato assegnato alla Premio Oscar Anne Dudley della quale è stato mostrato, come per tutti gli altri premiati della serata, un video celebrativo con estratti da film, videoclip, interviste e altro: la Dudley, accompagnata dal fantastico violoncellista Schiavone, ha performato una suite dalla serie TV Poldark, dopo essere stata salutata sul palco dal succitato attore di casa nostra Cirfiera, protagonista della serie spy Signora Volpe, di coproduzione italo-britannica musicata dalla compositrice inglese, e una suite da Ella stessa arrangiata in maniera sublime e toccante, suonata in solitaria al piano, omaggiante il nostro sempre più compianto Ennio Morricone, contenente temi da Mission, Joss il professionista (il celeberrimo bellissimo leitmotiv “Chi mai”, originariamente scritto per il film Maddalena), Il buono, il brutto, il cattivo e La leggenda del pianista sull’oceano; “Compositore emergente 2025” alla giovane orientale Yi-Chen Chiang (https://www.yi-chenchiang.com/), che ha eseguito al piano una sua romanticheggiante composizione, oltre a due menzioni speciali ad Alexandre Manoukian (https://www.alexandremanoukian.com/about) e Sonia Mohammed-Chérif (https://www.instagram.com/djabalimusic/), altri due giovani emergenti degli eccellenti 16 partecipanti alla quarta edizione. Tutti i premiati hanno espresso una visibile felicità mista a commozione e gratitudine una volta sul palco e ottenuto il Premio, accolti da un pubblico festante e a tratti intenerito. A parte le succitate performance correlate alla premiazione, il duo pianistico/violoncellistico Cipriani/Schiavone ha eseguito brani di loro composizione e il celeberrimo tema portante di Nino Rota da Il Padrino di coppoliana memoria.

I compositori emergenti premiati: Alexandre Manoukian, Yi-Chen Chiang e Sonia Mohammed-Chérif

Fabrizio Mancinelli e Anne Dudley

Carlo Crivelli, Giuliano Taviani, Massimo Privitera, Carmelo Travia e Gorka Oteiza

Vincenzo Cipriani

Marco Schiavone

Il Maestro Paolo Lepore

Massimo Privitera, Paolo Lepore e Gorka Oteiza
La serata concertistica del 5 luglio, sempre condotta con piglio sicuro da Biscosi, è stata riservata alla performance accalorata e perdurante, tra maglie jazz arrangiative ardimentose ad opera di Riccardo Fassi, della Jazz Studio Orchestra sotto la direzione brillante di Paolo Lepore e con la special guest vocalist Silvia Anglani: sono stati eseguiti temi da Henry Mancini e John Barry tratti da Colazione da Tiffany, Hatari!, La pantera rosa del compositore italoamericano, Goldfinger, Thunderball, Dalla Russia con amore del compositore inglese e l’iconico motivo di 007 scritto da Monty Norman, nonché il tema della canzone “Live and Let Die” dallo 007 Vivi e lascia morire scritta ed eseguita in origine da Paul & Linda McCartney con il gruppo Wings. Invero l’esordio del concerto ha fatto risuonare con forza nel cortile del castello le famosissime note del leitmotiv di Mission:Impossible del compianto Lalo Schifrin, così tributato perchè venuto a mancare il 26 giugno scorso (ivi nostro articolo sulla sua dipartita), tra i primi premiati dal nascente Apulia Soundtrack Awards nel 2022. Il Maestro Lepore ha ricevuto a sorpresa un Premio alla Carriera, per tutto il suo operato artistico nella colonna sonora, nel jazz e nella direzione d’orchestra, lui barese di nascita che è stato allievo del grandissimo Nino Rota. Pensate che la sua Jazz Studio Orchestra, fondata nel 1976, è stata la prima formazione jazzistica in Italia a vantare somme collaborazioni internazionali e nazionali, tra le quali quelle con Eddie Davis, Chet Baker, Dizzy Gillespie, Giorgio Gaslini, Paolo Fresu e tanti altri.
Alla prossima quinta edizione e tanta fortuna a questo incredibile Festival!

Jazz Studio Orchestra

Marcello Biscosi, Giuliano Taviani, Carmelo Travia, Antonella La Camera e Loredana Epifani che chiamano Giorgia

Giovanni Cirfiera e Fabrizio Mancinelli

Carlo Crivelli e Anne Dudley
Foto ufficiali del Festival di Miriam Stefano
Ringraziamenti doverosi e sentitamente affettivi, in ordine totalmente fortuito, a Cyril Morin, sua moglie Aurelia e l’eclettico e straordinario Leo, Loredana Epifani, Antonella La Camera, Antonio Ribezzi, Giuseppe Tamborrano, Antonella Semeraro, Marcello Biscosi, il mio “partner in crime” Gorka Oteiza (https://soundtrackfest.com/en/), Anne Dudley e il marito Roger, Simon Greenaway, Fil Eisler, Valeria Altobelli, suo marito Simone e l’incredibile figlio Giole, Ray Costa, Denis Furne, Luis Ivars, Carlo Crivelli e sua moglie Angela, Giuliano Taviani e la moglie Selvaggia, Carmelo Travia, Fabrizio Mancinelli e la moglie Talar, lo chef Augusto Pasini, Miriam Stefano, Samuele Del Colle, tutti i giovani compositori emergenti, il cordiale e disponibile staff dell’Hotel Dimora Sant’Anna, del Castello di Carovigno (https://www.castellodicarovigno.it/), e dell’Hotel Arya Nobile Dimora (https://www.rarovillas.com/it/italia/puglia/carovigno/2767/), del bar Picci e tutta la cittadinanza di un paese pugliese da scoprire e riscoprire che sa come accoglierti e farti sentire a casa.
Sito Ufficiale:

Antonella La Camera, Anne Dudley e Loredana Epifani
