Reportage del cineconcerto di Mary Poppins

<<Listen, listen, she’s calling to you>>
Reportage del cineconcerto di Mary Poppins del 6 – 7 dicembre 2024 eseguito dal vivo dall'Orchestra Sinfonica di Milano
Chi ad oggi non ha ancora mai visto e anzitutto ascoltato il classico per grandi e piccini di Walt Disney, Mary Poppins, rimedi immediatamente, perché è una lacuna enorme nella sua esistenza. Sono quei film e colonne sonore eternamente incancellabili, che non hanno minimamente perso in qualità visiva, narrativa, recitativa, soprattutto musical-canora ed effettistica col passare degli anni – ne sono trascorsi la bellezza di 60, essendo uscito nel 1964 –, mantenendo intatta la teneramente poetica e acutamente ironica compattezza dell’insieme, anche e principalmente per musiche e liriche di pagine pentagrammate quali le intramontabili “Cam Caminì” (“Chim Chim Cher-ee”), “Supercalifragilistic-espiralidoso” (“Supercalifragisticexpialidocius”), “Un poco di zucchero” (“A Spoonful of Sugar”), “Com’è bello passeggiar con Mary” (“Jolly Holiday”), “Stiamo svegli” (“Feed the Birds” – la canzone più amata da Walt Disney) e “Rido da morire” (“I Love To Laugh”). Una pellicola non (soltanto) per i bambini ma prioriamente per i genitori assenti ai quali la tata magica Mary Poppins, scesa in volo dalle nuvole su Londra per venire in soccorso di un fratellino e sorellina un po' capricciosi altresì desiderosi di amorevoli attenzioni in specie da parte del severo e distante padre, spalanca gli occhi e il cuore, facendoli riappropriare della loro più importante e sola figura affettivo-educativa, quindi ancora oggi, ahimè data la distrazione scalpitante sia professionale che ‘social’ che imperversa sempre più nei rapporti genitoriali stressati, di un’attualità preminente e considerevolmente da analizzare per trovare una soluzione il prima possibile effettuabile – magari organizzare visioni di questo straordinario film in famiglia e nelle scuole dalle elementari ai licei a cadenze annuali? –.

Il cineconcerto lombardo presso il prestigioso Auditorium di Milano, Largo Mahler, alla presenza di un nutrito pubblico di tutte le età, applaudente calorosamente dal primo all’ultimo fotogramma dei 138 minuti di proiezione in lingua originale, con sottotitoli riguardosi dell’adattamento originario di canzoni e dialoghi ad opera della leggenda del doppiaggio di casa nostra Roberto de Leonardis – vi invito a leggere il meraviglioso libro di Nunziante Valoroso su questa eccellenza italiana dal titolo “Un comandante alla corte di Walt Disney” (Edizioni Croce, 2017), da noi recensito –, è stata un’esperienza indimenticabile che ha fatto tornare fanciulli gli adulti che lo videro al cinema all’epoca e poi rivisto in televisione o nelle seconde visioni cinematografiche che un dì avvenivano con frequenza, e ha incantato le nuove generazioni di bimbi/e e adolescenti presenti cospicui.

L’Orchestra Sinfonica di Milano è stata, come in ogni sua occasione performativa classica, pop, cinemusicale e altro, eccezionalmente inappuntabile e con un sincrono sulle immagini talmente perfetto da far scordare al pubblico in sala che la colonna musicale era eseguita dal vivo, tranne le performance canore, perché quelle originali impresse su pellicola ed interpretate magnificamente e passionalmente da, in primis, Julie Andrews (Mary Poppins, doppiata quel dì da Maria Pia Di Meo per i dialoghi e da Tina Centi per il canto), Dick Van Dyke (Bert, in italiano da Oreste Lionello), David Tomlinson (Mr. Banks, in italiano Giuseppe Rinaldi), Glynis Johns (Mrs. Banks, in italiano Rosetta Calavetta) e Karen Dotrice e Matthew Garber (in italiano da Liliana Sorrentino e Sandro Acerbo). La direzione del giovane e simpatico David Mahoney degli 81 maestri d’orchestra nell’esecuzioni – un tour de force in particolare per le sezioni fiati e ritmica (tutta la sequenza in live action nel dipinto o la danza degli spazzacamini sui tetti londinesi) – delle orecchiabili, armoniose, folli e variopinte musiche e canzoni dei compianti fratelli geniali Richard e Robert Sherman, con lo score adattato e diretto in originale da Irwin Kostal, è stata talmente comunicativa e fantasiosa, pur nel rispetto pentagrammato delle sarabande sonore su scena, da incantare non poco il pubblico, che ha dimostrato tutto il suo entusiastico incanto alla fine dei credits del film con un lunghissimo applauso interminabile. Strameritato!
E ricordatevi che se <<Ascolta, ascolta, ti sta chiamando>>, allora vuol dire che Mary Poppins sta arrivando e che la devi accogliere a braccia aperte e ad orecchie ben spalancate perché Lei ti cambierà la Vita in Meglio!

Un ringraziamento sentito a Damiano Afrifa e Gianpaolo Scardamaglia per la cortese disponibilità e amicizia
