Sollima e Bonfilio: reportage del concerto al Morellino Classica Festival

Sollima e Bonfilio al Morellino Classica Festival 2024

Nella splendida location della tenuta vinicola Val delle Rose alle porte di Grosseto due grandi artisti della scena musicale internazionale, il pianista Pietro Bonfilio e il violoncellista e compositore Giovanni Sollima, si sono esibiti in concerto lo scorso 27 luglio nell’ambito del Festival Morellino Classica 2024. Il traboccante pubblico oltre a immergersi nella musica ha anche potuto visitare le avveniristiche cantine e partecipare ad un’apprezzatissima degustazione di vini.
I due artisti erano impegnati in brani di Shostakovich, Sollima e Debussy.
Di Shostakovich ricordiamo qui anche il suo intenso lavoro per il grande schermo con la composizione di ben 35 colonne sonore in collaborazione con importanti registi sovietici, fra cui emergono Grigori Kozintsev (1905 – 1973) e Lew Arnschtam (1905 – 1979). La sua singolare “Sonata in re minore per violoncello e pianoforte” è una partitura percorsa da un linguaggio modernista e spigoloso che risente l’influsso di compositori come Berg e Hindemith, punteggiata da figure umoristiche e ironiche dove il violoncello domina nei due movimenti lenti e il pianoforte nei due più brillanti. Scritta nel 1934 dopo la sua opera Lady Macbeth del Distretto di Mcensk che in pieno dilagante clima terroristico, portò Stalin a una severa condanna attraverso un articolo non firmato sulla Pravda intitolato “Caos, non musica”.
Il violoncellista Giovanni Sollima e il pianista Pietro Bonfilio fraseggiano in modo eloquente e profondamente espressivo e fanno sfoggio di formidabili doti virtuosistiche e interpretative, esaltando la sottile ambiguità e drammatica tensione narrativa della scrittura del grande compositore russo. Il numeroso pubblico ha potuto poi vivere Sollima nelle sue formidabili doti compositive con l’esecuzione della “Sonata 2050” per violoncello e pianoforte, accolta con trionfali applausi. Artista fortemente eclettico, Sollima nel suo universo sonoro coniuga in modo superlativo il mondo classico con il leggero, il jazz e suggestioni esotico-folkloristiche riuscendo a coinvolgere un vastissimo pubblico. La sua musica nasce per il violoncello, strumento con cui il musicista sembra avere un rapporto quasi viscerale. Compositore molto prolifico, ha scritto musiche per violoncello solo, per ensemble da camera, opera, balletto e teatro. In campo cinematografico ha collaborato con diversi registi fra cui Marco Tullio Giordana, Giuseppe Albanese e Peter Greenaway. Avvolta in un’atmosfera di ‘Endzeitstimmung’ la “Sonata 2050” - come anche la singolare “Note Sconte” (Searching for Ludwig, CD Alpha 660) - è ispirata a Ludwig van Beethoven e in particolare alla “Sonata per violoncello e pianoforte in mi bemolle maggiore op. 64” e a Johann Sebastian Bach nel suo “Preludio BWV 998” per clavicembalo. La partitura trova il suo suggestivo climax nel coinvolgente terzo e ultimo movimento “Andante Calmo” con lo struggente canto tratteggiato dalle flessuose modulazioni del violoncello e le contemplative figure del pianoforte. Accenti poetici, raccolta interiorità e grande fervore espressivo caratterizzano poi l’incantevole “Tema III” dal Bell’Antonio, remake televisivo di Maurizio Zaccaro del 2005 del celebre film del 1960 di Mauro Bolognini con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale.
La coinvolgente esecuzione dal punto di vista virtuosistico e interpretativo da parte dei due solisti illumina in modo superlativo il carattere lunare e atmosferico della “Sonata in re minore” di Claude Debussy che completava il programma di una serata musicale semplicemente stellare.
