Reportage del concerto “Man With A Movie Camera” dei The Cinematic Orchestra

The Cinematic Orchestra: il loro Dziga Vertov nel ventitreesimo anniversario
Reportage del concerto “Man With A Movie Camera” del 18 luglio all’interno della rassegna milanese ESTATE AL CASTELLO 2024

Nella sempre favolosa cornice storica del Castello Sforzesco di Milano, dai tratti sì medievali ma con quel qualcosa di incantato e incantevole da renderlo, soprattutto in notturna, un luogo oniricamente misterico e cinematico da ogni angolazione (in questo caso il termine è più che adeguato), si è dipanata la performance della popolare The Cinematic Orchestra.
Tra profluvi effettistici fumosi colorati e proiezioni avveniristiche, basate su sequenze del noto film muto di Dziga Vertov del 1929 L’uomo con la macchina da presa, e pagine visual live a cura di Ben Olsen, usando anche elementi quali la Lanterna Magica, una macchina da scrivere e una scatola miracolosa bianca di forma quadrata situata al centro del palco, proiettante scene del suddetto film sullo schermo alle spalle della band, riprese in diretta da una videocamera, il gruppo inglese electro/funky/jazz/ambient/fusion/new age/orchestrale The Cinematic Orchestra ha eseguito, dopo due anni dall’ultima loro trasferta lombarda, proprio in occasione del ventitreesimo anniversario dell’album “Man With A Movie Camera”, il medesimo traente ispirazione dal succitato classico del cinema muto sovietico di Vertov, musicato originariamente nel 2001.


Non li conoscevo del tutto prima di questa loro serata concertistica milanese e incuriosito dal titolo della stessa, “THE CINEMATIC ORCHESTRA PRESENTS MAN WITH A MOVIE CAMERA LIVE”, pensando da subito ad un classico cineconcerto di un silent movie rimusicato per l’occasione, mi sono fiondato a sentirli dal vivo (non si deve mai smettere di essere curiosi e conoscere nuovi compositori e nuova linfa musicale), anzitutto perché affascinato dal film di Vertov, che conoscevo già – narrante la giornata, dall’alba al tramonto, di un cineoperatore che riprende per lo più scene di vita quotidiana per le strade di Odessa, e che ci mostra anche la sua tenacia e spericolatezza nel ricercare inquadrature sempre più sensazionalistiche –, e in primis speranzoso in una nuova composizione che lo accompagnasse da lasciarmi stupefatto. Ciò non è avvenuto, anche perché non si è trattato di un cineconcerto vero e proprio, come ben intendiamo, bensì di un concerto, come summenzionato, sull’album dell’anniversario, che nella sua integralità performativa non mi ha, certamente, lasciato a bocca aperta per scelte sonore e soluzioni leitmotiviche. Ci ho ravvisato un pastiche di tanta musica dal medesimo stilema compositivo ed esecutivo di (non solo) autori di musica applicata alle immagini: vedi in questo specifico frangente Vangelis, Mark Isham o Craig Armstrong per citare coloro che hanno mutato il volto della Colonna Musicale, anche Pat Metheny, che pur sempre con la Film Music ha avuto a che fare, Miles Davis o Spyro Gyra –.


Sfortunatamente, pur scenicamente d’impatto e performativamente notevole, questa “THE CINEMATIC ORCHESTRA PRESENTS MAN WITH A MOVIE CAMERA LIVE” mi ha lasciato indifferente e solo a piccoli bocconi saziato con qualcosina di veramente gustoso; il tutto dovuto principalmente da una reiterazione tematica già risaputa e assai scontata seppur, torno a ribadire, eseguita egregiamente e ad ogni modo incantante un nutrito pubblico super applaudente, formato da pochi neofiti come il sottoscritto e moltissimi fan, sicuramente della prima ora. Essendo, da sempre, un cocciuto indagatore della musica di cui non sono un consumato intenditore, che comunque mi intriga, dopo questa serata concertistica noiosamente deludente, nello scrivere questo mio reportage sono andato ad ascoltarmi alcuni loro famosi album, su consiglio di un mio amico e storico redattore della nostra rivista, l’espertone Gianmarco Diana, che sa chi sono realmente The Cinematic Orchestra, gruppo musicale britannico fondato da Jason Swinscoe, sulla cresta dell’onda dal 1999, che hanno in ogni caso riscritto la musica d’accompagnamento per il film muto Man with a Movie Camera del regista Vertov, nonché la score del documentario naturalistico del 2008, girato da Disneynature, Il mistero dei fenicotteri rosa (The Crimson Wing: Mystery of the Flamingos) e nel 2011 una serie di composizioni per diversi corti d’avanguardia appartenenti alla serie In Motion e successivamente pubblicati in un album dal titolo “Motion” nel 2012. L’ascolto consigliato di The Crimson Wing: Mystery of the Flamingos, dell’album “To Believe”, "Motion" e “Every Day” mi ha folgorato e fatto ricredermi sul loro talento compositivo che è variopinto e assai sfaccettato, mescolando sapientemente musica elettronica, jazz, fusion, rap, funky, orchestrale e ambient minimale. Quindi, in conclusione, sono giunto a dover ammettere di essere incappato in una loro performance che poteva farmeli essere invisi invece salvati dall’udire con vero interessamento altri loro album seriamente più riusciti e invitanti sonoramente.


Ringrazio Teresa M. Brancia per la cortese disponibilità
