Il linguaggio della musica da film
Resoconto del workshop “Il linguaggio della musica da film”, con Pasquale Catalano e Giovanni Guardi, 6-7 novembre 2008

Resoconto del workshop “Il linguaggio della musica da film”, con Pasquale Catalano e Giovanni Guardi, 6-7 novembre 2008

Reportage del concerto di musiche da film di Nicola Piovani tenutosi il 13 novembre presso l’Auditorium Giuseppe Verdi di Milano


TRIBUTO A JOHN WILLIAMS
L'evento inaugurale degli appuntamenti cinemusicali del Festival di Ghent è stato dedicato quest'anno all'arte di uno dei massimi compositori di musica per cinema di ogni epoca e tempo. Le note delle partiture più famose di John Williams sono risuonate potenti lo scorso 12 ottobre, nello spazio del grande velodromo 't Kuipke (una bella struttura sportiva immersa nel verde rilassante del parco cittadino) e hanno aperto in grande stile “hollywoodiano” le celebrazioni e gli eventi che la rassegna fiamminga dedica ormai da svariati anni all'Ottava Arte.
Il gala di premiazione è stata una degna chiusura per questo festival che gli organizzatori (e anche noi, aggiungiamo) sperano si trasformi presto in un appuntamento imprescindibile per tutti i compositori e gli appassionati di musica per il cinema. La serata si è divisa in due parti, la prima, durante la quale sono stati consegnati i premi, e la seconda dedicata alle opere del premiato alla carriera Angelo Badalamenti.
La location è stata la suggestiva sala concertistica Bijloke, luogo assai bello ma che speriamo venga sostituito nelle prossime edizioni da palchi più grandi. La necessità di risistemare i microfoni e i leggii tra i diversi brani ha costretto a continue interruzioni piuttosto "anticlimax". Sul podio del direttore abbiamo ritrovato il bravo Dirk Brossé, alla guida della Brussels Philharmonic.
Il Film Festival di Ghent ha un'atmosfera difficilmente paragonabile a quella delle altre rassegne. A parte i canali e i palazzi d'epoca sullo sfondo non si potrebbe immaginare qualcosa di più distante dal blasonato festival veneziano, per esempio. Qui non sono i tappeti rossi, i flash o inutili pettegolezzi da rotocalco a fare da padroni. Gli abitanti della città non sembrano distolti dalla loro routine quotidiana. Non che le Fiandre non siano fiere dell'evento, arrivato alla sua 35ma edizione, sponsorizzato e pubblicizzto su radio, tv, giornali e per le strade, tutt'altro, ma l'atteggiamento tipicamente fiammingo, serio e “to the point” si riflette anche qui.
E’ stata questa la prima cosa che mi sono detta quando, all’alba del Ferragosto, con la mente (e lo stomaco) ancora ottenebrata dalla vacanza africana, mi sono resa conto che il programma di questa 65ma Mostra di Arte Cinematografica era da brividi (di paura, non di stupore): “Ma a che gioco giochiamo?”. Quello del ribasso? Quello del pietismo? Oppure è solo uno scherzo?
Sarebbe il caso di dire “dalle stelle alle stalle”. Già, perché alla luce della ricca edizione dello scorso anno, questa mostra targata 2008 non è che un misero fantasma, un ectoplasma senza logica, mordente, stile, carisma, insomma, senza personalità.
“…Il far musica contiene componenti drammatiche e teatrali…” – afferma Gidon Kremer (leggi intervista). Nel 1975 il Times di Londra sosteneva, dopo un concerto, che la sua performance era stata opaca e senza interesse mentre contemporaneamente il maestro Herbert von Karajan non esitava a definirlo come il più grande violinista vivente….
E’ il caso di dirlo. Cannes bagnata, Cannes fortunata. Sotto le nuvole e un sole birichino che si è concesso misuratamente, come un divo, si è svolta la kermesse festivaliera tout court più chiacchierata del mondo. La pioggia, se da un lato ha reso il tutto più romanticamente nostalgico, dall’altro ha quasi del tutto cancellato la programmazione -peraltro interessante - del cinéma de la plage. Si tratta del noto appuntamento annuale alla plage Mace, a pochi passi dal palais du festival, che tutte le sere a partire dalle 20.30 propone un film (gratuito e aperto a giornalisti e pubblico) preceduto da 45 minuti di concerto dedicato al mondo delle colonne sonore (45 minuti utili anche a far calare le tenebre per permettere così la proiezione). Il programma, oltremodo ricco e stuzzicante, citando alla rinfusa, proponeva da Bonnie e Clyde (preceduti da Nadara: la musique Tsigane au cinéma _the Gypsies soundtracks_) a Captain Blood (preceduto da les musiques de film “à la francaise”), passando per I Am A Fugitive From Chain Gang (preceduto da un omaggio a Ennio Morricone), Blazing Saddles (preceduto da Chanson ciné–soundtrack), Whatever Happened To Baby Jane (preceduto da la musique spychadélique au cinéma, hommage à David Lynch), e Matrix (preceduto dal favoloso concerto sulla musica rock nel cinema, eseguito da Richard Kolinka, Raphael, Cali, Oli le Baron). Meno mondana dello scorso anno, questa edizione cannoise 2008, ha comunque regalato delle belle soddisfazioni, se non proprio ormonali (no Jude Law, no party), almeno cinefile.
Il mese di luglio ha visto l'isola Verde animarsi in occasione dell' “Ischia Global Film & Music Fest”, evento cinematografico di rilievo internazionale svoltosi tra il 13 e il 20 nella splendida cornice del “Regina Isabella”, mitico hotel favorito dalle star sin dagli anni Sessanta.