Umiliani, Piccioni, Ortolani risuonati da “Cinevox ReFramed”

10 nuovi Artisti per 3 glorie della Colonna Sonora: Umiliani, Piccioni, Ortolani
In due parole “Cinevox ReFramed”

In occasione dell’uscita, il 24 ottobre, dell’album “Cinevox ReFramed” ideato, prodotto e stampato da una delle etichette storicamente più importanti del panorama (non solo) italiano delle colonne sonore, ossia la Cinevox, abbiamo fatto una chiacchierata proprio con loro. Perché questo nuovo album è una chicca assai incuriosente sia per gli appassionati della musica applicata alle immagini di casa nostra sia per coloro che ascoltano di rado le soundtracks ed in questo specifico caso, più unico che raro, possibilmente attratti dai dieci artisti della nuova scena musicale italiana che hanno reinterpretato alcune score cult composte dai grandissimi Piero Umiliani (Il fidanzamento, 5 bambole per la Luna d’Agosto), Piero Piccioni (Scacco alla regina, Bora Bora) e Riz Ortolani (La notte dei serpenti, Uno scandalo perbene, La ragazza dal pigiama giallo).
Gli artisti scelti dalla Cinevox sono Whitemary, Gaia Banfi, Studio Murena, Il mago del gelato, Wism, Lowtopic, Agenda dei buoni propositi, Rbsn, Godblesscomputers e Coca Puma, i quali sono stati capaci, ognuno perseguendo il proprio stile condrattistinto, di dare nuova veste alle partiture originali pur rispettandone il mood compositivo originale. Ricordiamo che Cinevox (http://www.cinevox.it/it/home) possiede una storia produttivo-discografica che varca ampiamente i sessant’anni, annoverando nel suo vastissimo catalogo compositori del calibro di Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Giorgio Gaslini, i Goblin, Nicola Piovani, Piero Piccioni, Piero Umiliani, Riz Ortolani, Keith Emerson, Stelvio Cipriani, Angelo Francesco Lavagnino, etc. etc. etc.

Colonne Sonore: Qual è stato lo spunto che vi ha fatto credere nell’originalità di questo album “Cinevox ReFramed”, così da coinvolgere differenti Artisti del panorama odierno musicale italiano?
Cinevox: L’archivio di Cinevox ha sempre influenzato tantissimo gli artisti più disparati soprattutto fuori dall’Italia – sia nelle citazioni, che nei sample, che nelle colonne sonore di grandi film, pensiamo a registi come Tarantino o artisti come Travis Scott, Mura Masa, Macklemore, James Blunt, Disclosure – ma nel nostro Paese è sempre rimasto un po’ in sospensione. È presente, ma spesso non viene percepito come qualcosa di vivo, come parte della nostra identità contemporanea. Con “Cinevox ReFramed” e con il coinvolgimento dei dieci artisti così diversi abbiamo voluto rimettere a fuoco questo patrimonio, guardarlo e ascoltarlo con orecchie nuove, farlo rivivere attraverso la sensibilità di una generazione diversa.
CS: Il messaggio di questa vostra produzione discografica così particolare è rilevante e già insito nella bella cover fronte/retro scelta per metterlo alle stampe: una copertina che raffigura nel fronte un’anziana signora che guarda col binocolo l’eredità artistica di tre tra i maggiori compositori del nostro passato, Piero Piccioni, Piero Umiliani e Riz Ortolani, mentre nel retro la medesima da giovane che guarda verso il futuro col medesimo binocolo <<a simboleggiare che il ciclo vitale delle colonne sonore si rigenera e rimane sempre attuale>>, come riportato nel vostro comunicato stampa. E’ una realtà vivida o semplice speranza questa che ipotizzate con “Cinevox ReFramed”?

Piero Piccioni
Cinevox: Era una speranza ma direi che si è dimostrata una realtà vivida. Il senso di “Cinevox ReFramed” è proprio mostrare che quelle musiche, nate per accompagnare immagini di un’altra epoca, non hanno mai smesso di parlare, solo aspettavano di essere riascoltate nel linguaggio di oggi. Con questo album abbiamo semplicemente riacceso un dialogo tra generazioni di suoni: compositori come Piccioni, Umiliani e Ortolani hanno già seminato tutto ciò che serve per continuare a creare. Gli artisti contemporanei non fanno che raccogliere quel testimone e rilanciarlo nel futuro. È la dimostrazione concreta che il ciclo vitale di quella musica è ancora attivo e che continua a rigenerarsi ogni volta che qualcuno decide di ascoltarla - davvero - di nuovo.
CS: Quanto difficile è stato fare una selezione dei compositori della Golden & Silver Age cinemusicale italica che avete nel vostro sterminato catalogo e poi affidarne le cover agli autori scelti?
Cinevox: È stato difficile solo perché c’era l’imbarazzo della scelta, ma speriamo ci possano essere altri volumi di “Cinevox ReFramed”, in cui coinvolgere nuovi compositori e nuove colonne sonore.

Riz Ortolani
CS: Vi saranno, visto che guardate al futuro della colonna sonora con un orecchio al passato grandioso di casa nostra, altre proposte similari discografiche così intelligenti e stimolanti?
Cinevox: Speriamo davvero di si, le possibilità sono infinite.
CS: Se doveste dirci in poche parole cos’è oggi Cinevox, quali usereste?
Cinevox: Cinevox oggi è come un museo di opere preziose. Opere che conosciamo, che magari abbiamo già visto altre volte, ma che aspettano solo di essere spostate, re-incorniciate o illuminate in modo diverso per rivelare nuovi dettagli. Con “Cinevox ReFramed” abbiamo fatto proprio questo: abbiamo cambiato la luce, dato una nuova prospettiva, per mostrare quanto quella musica sia ancora viva, contemporanea e piena di possibilità.

Piero Umiliani con la figlia Alessandra
Un sincero grazie alla disponibilità e cortesia della Cinevox nella persona di Emma Pirro, nonché all’ufficio stampa Nicoletta Zagone.
