08 Giu2014
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema

Akira Ifukube
Godzilla (Gojira, 1954)
Harkit Records HRKCD 8495
22 brani + 4 bonus track – durata: 46’13”


Alexandre Desplat
Godzilla (Id., 2014)
Sony Classical LC 06868
20 brani – durata: 60’53”

Siamo personalmente convinti che Alexandre Desplat conosca molto bene la partitura di Akira Ifukube (1914 – 2006) per il Godzilla originario del ’54 di Ishirō Honda, archetipo del Kaijū Eiga o film di mostri, nonché incarnazione suprema di tutti i fantasmi scatenati dall’atomica di Hiroshima-Nagasaki e del loro confluire nella Guerra Fredda. Così come ci sembra ignorare sovranamente la partitura ipermuscolare di David Arnold e il melting pot-pop del 1998 per lo sfortunato remake di Roland Emmerich (che si riassumeva ed esauriva nello slogan “le dimensioni contano”). È un’impressione che si ricava dall’ascolto comparato delle due partiture, quella di Ifukube ristampata in occasione del sessantennale del film dalla poliedrica Harkit, e quella nuova di zecca del compositore parigino: numerosi i punti in comune strutturali e le analogie d’impostazione, tenendo conto che Ifukube era un compositore di rigorosa formazione classica con un occhio particolarmente attento alla tradizione musicale del proprio paese, e che nello score per il film di Honda affluiscono influenze europee, vocazioni sperimentali, soluzioni d’avanguardia e parentesi liriche, a formare un insieme che il maestro giapponese continuerà ad utilizzare in tutti gli innumerevoli sequel, remake e spin-off di questa fortunatissima serie da lui musicati.
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