27 Ott2015
Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema
Thomas Newman
Spectre (Id. – 2015)
Decca Records 4759509
26 brani – Durata: 63’00”

Due premesse sono doverose: la prima che dall’era bondiana cine-musicale di John Barry non vi sono state (quasi) più colonne sonore per 007 memorabili, con quella carica melodica ed energia compositiva dirompente e ammaliante (forse solo David Arnold è riuscito nell’impresa ardua di avvicinarsi ai livelli barryani, ma sottolineo “forse”). La seconda che questo
Spectre è il testamento bondiano, non solo perché (forse) l’ultimo interpretato da Daniel Craig (anche in veste di co-produttore) ma soprattutto perché questo 24esimo
007 è la summa di tutti i Bond del passato e del presente, nel bene e nel male, chiudendo un cerchio narrativo aperto con
Casinò Royale (dopo
Skyfall il più bello del ciclo con Craig) e proseguito con
Quantum of Solace e i già succitati, contenente tutte le psicologie, derive, citazioni, dialoghi, azioni e caratterizzazioni dell’universo dell’agente segreto con licenza di uccidere più famoso nel mondo.
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